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Visualizzazione dei post da Novembre, 2017

Shinobi III: Return of the Ninja Master (1993)

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SEGA | Megadrive
Post di Michele Ricci.
Durante le prime avventure lontano dal quartiere (nel mio caso la metà degli anni ottanta) il ninja stava alla fighaggine come Elena Anna/Ilona Staller/Cicciolina alle VHS.
Anche il più merdoso film trasmesso sulle disperate emittenti televisive locali guadagnava un significativo boost di fascino all'apparire delle letali e silenziose ombre assassine.
La pioggia incessante di shuriken di stagnola trasformava le aule scolastiche in un anarchico campo di battaglia, sostituite con il passare degli anni dalle più tradizionali e impegnative mazzate da strada (ma questa è un'altra storia). Crescendo, l'amore infantile per queste figure così carismatiche e misteriose rimase invariato, alimentato da film, cantoni animati e fumetti che danzavano tra il terribile e il clamoroso, per deflagrare completamente in quel mondo magico e spietato che mi formò come uomo e, sopratutto, come fumatore: la sala giochi.
Lì avvenne il mio incontro con Shinob…

El Shaddai: Ascension of the Metatron (2011)

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Ignition Games | PlayStation 3
Post di Michele Ricci.
El Shaddai: Ascension of the Metatron è un giochetto furbetto, che nasconde dietro tanta eccentricità grafica una povertà tecnica (quattro poligoni del cazzo e riesce pure a scattare!) e ludica che ti fa salire il crimine, quello pericoloso.
Lungo corridoi vuoti, tirando "arcate" sulle gengive a nemici anonimi e zompando in noiose sezioni platform a scorrimento laterale, l'action fashion di Ignition Games ha la simpatica idea di sfoderare una storia a elevato contenuto supercazzolistico giappo-mistico, lasciandoti lì, tra l'incredulo e l'incazzato, a domandarti: "Perché?"
Insignificante.

Animal Crossing: Pocket Camp (2017)

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Nintendo EPD | Android
Post di Michele Ricci.
Della mia dipendenza da Animal Crossing ne ho scritto in questo post, e non vi faccio sprecare tempo inutilmente riproponendovi tutta la pappardella.
Comunque, esce un nuovo capitolo della serie per dispositivi mobile e mi ci fiondo come un decrepito vecchiaccio alla Fiera Del Lambrusco Come Se Piovesse, ma possano esplodermi gli occhi e seccarsi le mani se dovessi perdere altro tempo in compagnia di questa creatura immonda.
Tutta la godereccia apatia del simulatore di società alla deriva made in Nintendo è andata a farsi fottere, lasciando spazio a un mappazzone che prende il peggio dei giochi free-to-play e lo conduce verso vette di inaudito imbarazzo e mancanza di pudore.
Sicuramente questa cosa brutta cagherà soldi a non finire, ma io provo solo repulsione.

Killer Klowns From Outer Space (1988)

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USA |  Stephen Chiodo (un cognome che invidio.)
Post di Michele Ricci.
Degli alieni  invadono la Terra pronti a distruggere l'umanità.
Scritta così sembra la solita trama da film di fantascienza a sfondo horror, ma questa volta i figli di puttana sono clown giunti sul pianeta a bordo di un'astronave a forma di tendone da circo, armati di pistole spara popcorn "speciali" e, sopratutto, completamente fuori di melone.
Tutta la pellicola è un susseguirsi di gag trash assolutamente esilaranti/imbarazzanti, con i cazzutissimi invasori pittati pronti a utilizzare i metodi più improbabili per imprigionare le proprie, stupide, vittime (tra zucchero filato e ombre cinesi c'è di che ghignare) e ci si ritrova ad attendere la prossima puttanata solo per farsi delle grasse risate ignoranti, meglio se accompagnate da rutti e peti a pieno regime.
Tirando le somme: una trama banale, dialoghi da fucile in bocca, personaggi scontati e completamente rincoglioniti, cattivoni impropo…

Soen - Cognitive (2012)

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USA | Spinefarm Records
Post di Michele Ricci.
Cosa succede quando il talentuoso batterista Martin Lopez (ex Opeth ed Amon Amarth) chiama a raccolta il mostruoso Steve DiGiorgio (bassista di Death, Autopsy, Sadus e una miriade di altre band), il chitarrista Kim Platbarzdis e il cantante Joel Ekelf?
Ma sicuramente mette in piedi una cover band dei Tool, no?
"Cognitive" dei Soen trabocca d'amore passionale verso il gruppo di Maynard, plagiandolo nelle vocal, negli arrangiamenti, nelle liriche, persino nell'atmosfera suggerita dalla cover!
Ogni singola nota incisa riporta alla memoria il progressive intellettualoide dei Tool, includendo nel pacchetto la medesima ricerca melodica e armonica, suggellata da una prestazione tecnica sbalorditiva e compatta, ma praticamente priva d'identità.
Eppure brani come la bellissima "Savia" o l'elegante "Ideate" colpiscono nel segno, emozionando e lasciandosi ascoltare con discreto godimento, ricchi di sfum…

AtomA - Skylight (2012)

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Svezia | Napalm Records
Post di Michele Ricci.
Due astronauti partono per una spedizione nello spazio con il compito di trovare un nuovo pianeta vivibile per i terrestri, vista la situazione disastrosa in cui è ridotta la Terra.
Questo il concept lirico dietro l'esordio degli svedesi AtomA, un'odissea spaziale che in altri media (cinema e letteratura su tutti) è stata sviscerata in ogni sua forma, ma che in "Skylight" funge da preambolo narrativo inusuale e originale.
L'intelaiatura musicale è quella del metal, ma nel sound del quartetto c'è spazio per tanta altra roba: post-rock malinconico, ambient, elettronica ("Solaris" ha echi inaspettati degli Enigma che furono) e una tonnellata d'atmosfera sublime.
Le composizioni esplodono in aperture gigantesche, un muro di suono epico e magniloquente che trasporta l'ascoltatore in meravigliosi spazi siderali, una minuscola particella soverchiata dall'imponenza degli astri e circondata dal sile…

Katatonia - Dead End Kings (2012)

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Svezia | Peaceville Records
Post di Michele Ricci.
Sicuramente è difficile parlare di "Dead End Kings".
Dopo l'ottimo "The Great Cold Distance" (del 2006) e del più che discreto "Night is the New Day" (2009), il terzetto svedese rimescola di nuovo le carte in tavola, concentrandosi sullo snellimento degli arrangiamenti, scevri della strutturata architettura musicale che ne aveva composto le fondamenta in passato, ma lasciando inalterata la vena struggente e malinconica dei brani, sempre in bilico tra chiaroscuri umorali e controllate ripartenze d'impatto.
Ed è proprio durante i momenti più energici che la differenza con il sound precedente della band viene a galla prepotentemente. Adesso tutto è finalizzato alla precisa caratterizzazione di ogni singolo tassello che compone "Dead End Kings", una scelta mirata e consapevole di compattezza e "semplificazione" che pone in primo piano il mood, l'atmosfera a scapito delle inasp…

Meniscus - War of Currents (2011)

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Australia | Autoprodotto
Post di Michele Ricci.
Il suono dei Meniscus è puro fluido musicale, una creatura densa ma leggiadra, sinuosa nelle forme ma dai contorni rarefatti, impalpabili.
C'è serenità nel muro sonoro del trio australiano, una lotta serrata tra serene atmosfere post-rock e l'improvviso gonfiarsi delle chitarre elettriche, incisive e mai troppo rabbiose. Atmosfere soffici e rarefatte si mescolano a pattern ritmici vari e carichi di groove, ampliandosi in melodie corali minimali, evocative, vivide, delicate. L'elettronica presente è usata con moderazione, con inserti sporadici e perfettamente mirati, asserviti alla predominante componente rock, cuore pulsante dell'album.
"War of Currents" si abbandona al proprio mood con spigliata sicurezza, in un fluire ininterrotto che rapisce e suggestiona, nonostante la relativa brevità dell'opera riporti indietro l'ascoltatore vagabondo proprio al sopraggiungere del piacere sensoriale. 
Breve ma int…

Vanessa Van Basten - La stanza di Swedenborg (2006)

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Italia | Eibon Records
Post di Michele Ricci.
Alcuni dischi ti entrano nel sangue, ammalandolo, corrompendolo con la loro bellezza dannata, rendendoti un tossico musicale in crisi d'astinenza sonora.
"La stanza di Swedenborg", creatura d'esordio degli italiani Vanessa Van Basten, è pura droga artistica, un vibrare emotivo che, partendo nel cervello, lentamente si apre la strada fino alla coscienza, in un flusso continuo di sensazioni, colori, ricordi e visioni. Si resta tramortiti dal susseguirsi incessante d'atmosfere e non-luoghi in cui abbandonarsi, lanciati a velocità folle nella più nera delle albe oppure cullati verso un tranquillo giaciglio in cui ritemprarsi.
Le diramazioni stilistiche del duo genovese pescano da svariate influenze musicali ma, grazie alla grande personalità, al gusto ricercato e alla toccante sensibilità, il tutto si trasforma in un'esperienza viva, pulsante, travolgente. L'incedere stanco di "Dole", la speranza di &qu…

La samaritana (2005)

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Corea del Sud | Kim Ki-Duk
Post di Michele Ricci.
Kim Ki-Duk è un regista estremo, come estreme sono le reazioni degli spettatori durante la visione delle sue pellicole. Amarle o detestarle conta relativamente poco visto che ignorarle risulta praticamente impossibile.
La samaritana punta dritto al cuore mentre prende a pugni lo stomaco con violenza, delicata come una carezza paterna ma spietata come la più nera delle vendette. Non ci sono fronzoli e orpelli tecnici nella regia del coreano, semplice ed essenziale nelle inquadrature, costantemente focalizzata sui personaggi, in modo realistico, concreto, crudo.
Il film è una storia d'amore dannata e proibita, di persone ai margini, di giustizia sbagliata, di sessualità deviata ma universale, di perdizione e parziale redenzione ma sopratutto di sentimenti, vividi e grondanti sangue, lacrime e tenerezza, esasperati dal personalissimo tocco tragico del cineasta.
Un'opera intensa e controversa, dai temi ostici ma dalla sensibilit…

Quando le macchine si fermeranno (1964)

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USA | Harry C. Crosby
Post di Michele Ricci.
Harry C. Crosby (che firmava le proprie opere con lo pseudonimo di Christopher Anvil) è un nome poco conosciuto nell'ambito della fantascienza classica, nonostante la corposa bibliografia che ne porta la firma, composta prevalentemente da racconti e romanzi brevi.
"Quando le macchine si fermeranno" appartiene proprio a quest'ultima categoria, racconto sul disfacimento della società americana dovuto alla "scomparsa" improvvisa dell'energia elettrica, con le conseguenze catastrofiche che, inevitabilmente, ne derivano.
Assisteremo alle disavventure dei protagonisti, tra gelosie, follia di massa, pacata violenza e le classiche dittature emergenti, tenute insieme con brio grazie allo stile dinamico e coinvolgente dello scrittore statunitense, un esempio autentico di letteratura a "montagna russa" che non lascia spazio a tempi morti, dedicandosi più al riassunto che all'approfondimento.
L'opera è…

Down - Down IV Part I, The Purple EP (2012)

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USA | Roadrunner Records
Post di Michele Ricci.
Nel 1995 i Down, formati da membri di Pantera (Phil Anselmo e Rex Brown), Corrosion of Conformity (Pepper Keenan) e Crowbar (Jimmy Bower e Kirk Windstein) diedero alla luce lo stupefacente album d'esordio "NOLA", un inno d'amore incondizionato rivolto ai maestri del doom metal tradizionale, modernizzato nel sound generale ma carico delle stesse atmosfere torbide e funeree.
Dopo 17 anni, e due ottimi album alle spalle ("Down II: A Bustle in Your Hedgerow" del 2002 e "Down III: Over the Under" del 2007), il combo statunitense torna con il primo di una serie di quattro EP e ogni dubbio viene immediatamente fugato.
"The Purple EP" offre la solita colata bollente di chitarre obese e lorde, ritmiche corpose e vocalizzi ruvidi ma melodici. I brani proseguono possenti, carichi di partiture monolitiche rotonde, compatte nel loro evolversi, forse questa volta in maniera sin troppo eccessiva.
Nonost…

Bad Taste (1987)

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Nuova Zelanda | Peter Jackson
Post di Michele Ricci.
Il film d'esordio di un giovane Peter Jackson è un concentrato di pura follia splatter ingravidata da una demenzialità allo stato brado, così esasperata da sconfinare nel non-sense più ilare.
La scalmanata unità speciale inviata a risolvere i guai, nonostate si riprometta di mantenere un profilo scentifico quanto più professionale possibile, non fa altro che maciullare alieni a colpi di mitra, bazooka, estirpando teste con mani e motoseghe protette da sofisticatissimi sistemi di sicurezza (uno dei momenti più divertenti).
Le ridicole scene d'azione, che compongono un buon 50% del film (il restante spetta a budella e cervelli), risultano così volutamente artificiose e impacciate che vi troverete stesi sul divano a ridere di gusto, ingozzandovi di patatine fritte con olio esausto, ruttando come se non ci fosse un domani.
Gli effetti speciali risultano convinventi, sopratutto se si considera l'esiguo budget a disposizione …

Armory & Machine (2017)

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Daybreak Industries | Android
Post di Michele Ricci.
Mai avrei pensato d'andare in fissa con un clicker game minimale per smartphone, e pure gratuito!
Parte male Armory & Machine, con quel tasto da premere per generare calore, ma pian piano incominci a costruire macchine che fanno altre cose e ti ritrovi a esplorare zone pericolose, combattendo a colpi di dito con rudimentali elementi da RPG.
Dietro una scarna interfaccia unicamente testuale si nasconde una storia inaspettatamente divertente e poi, boh, sarà il ronzio delle macchine al lavoro o la vecchiaia galoppante, ma ormai defeco solo in compagnia della diabolica stronzata di Daybreak Industries.
Questo giochillo crea quella dipendenza che ti fa sentire coglione.

Ready Player One (2010)

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USA | Ernest Cline
Post di Michele Ricci.
Wade è un diciottenne orfano e squattrinato. Vive in una baraccopoli, una delle tante nel mondo futuristico e decadente immaginato dall'esordiente Ernest Cline, scrittore e sceneggiatore americano. C'è la realtà in disfacimento, spietata, violenta e povera e un universo virtuale chiamato OASIS, una versione ultra potenziata dell'internet attuale, a cui tutti gli utenti possono accedere gratuitamente mediante connessione, console/computer, visori e guanti.
Per molti OASIS rappresenta il rifugio sicuro, la vita alternativa, l'unica salvezza. Il creatore dell'universo online, prima di morire, sfida tutti gli utenti a trovare le tre chiavi nascoste (e le relative porte) all'interno del software. Al vincitore spetterà l'intero patrimonio del defunto, comprensivo del controllo totale di OASIS.
Lo scrittore statunitense, partendo da un'idea semplice e discretamente banale, costruisce un romanzo stracolmo di riferiment…

Jesus Christ Vampire Hunter (2001)

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Canada | Lee Damarbre
Post di Michele Ricci.
C'è una preoccupante moria di lesbiche in città, vittime (dotate dell'intelligenza acuta di un lombrico arteriosclerotico) di arrapantissime vampiresse sadomaso di quartiere.
Al cappellano della chiesa locale (affiancato da un confratello panzone dalla meravigliosa cresta punk) non resta che richiedere l'intervento dello specialista supremo: Gesù Cristo.
Troveranno il Divino in spiaggia, bello rilassato ed in ottima compagnia, rimettendoci la pelle e dando inizio alla sequela di mazzate/cazzate che ci terranno mortalmente annoiati per poco meno di novanta, lunghissimi minuti.
Tra momenti proto-musical urticanti, sequenze di combattimento coreografate dai Muppets sotto acido, umorismo da cappio ai testicoli e blasfemia in offerta speciale al discount, Jesus Christ Vampire Hunter cerca in tutti i modi di raccogliere l'eredità dei veri cult del cinema trash, ma naufraga nella banalità più devastante, senza strappare le grasse …

Pg.Lost - In Never Out (2009)

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Svezia | Black Star Foundation
Post di Michele Ricci.
Secondo appuntamento sulla lunga distanza per i Pg.Lost, quartetto svedese dedito ad un post-rock estremamente oscuro e carico di sfumature drone.
L'evoluzione sonora dei brani presenti nell'album passa attraverso coordinate stilistiche sicuramente usuali, ma contraddistinto dal caratteristico alone di tenebra che riesce a differenziarne la proposta in maniera convincente.
Durante i 50 minuti di "In Never Out" trovano spazio innesti melodici inaspettati e carichi di pathos, venati da una malinconia colma di sconfitta, di rassegnata desolazione, di muta contemplazione. Le chitarre restano principalmente liquide e soffuse, sorrette da un'efficace tappeto sintetico mai preponderante, lasciato sullo sfondo e appena accennato, mentre la sezione ritmica viene lasciata libera di spaziare, alternando parti più corpose ed energiche a momenti di subdola quiete, vivacizzando ed ampliando l'offerta artistica dei Pg.Lo…

NOIA - Pure Scorn (2007)

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Italia | Sabbathid Records
Post di Michele Ricci.
"Pure Scorn", secondo lavoro dei fiorentini NOIA, è un fottuto album con le palle, di quelle belle grandi e vagamente quadrate.
La base di partenza del sound della band è il black metal nella sua forma più diretta e grezza, carico di richiami ai primi, seminali, album dei Darkthrone, ma invaso da contaminazioni corrotte che vanno dal thrash metal teutonico dei primi anni ottanta ai mid-tempo tanto cari ai Motorhead, il tutto accompagnato da un'attitudine sfrontatamente punk.
L'impatto ed il groove sono i cardini su cui ruota tutto il disco, concretizzandosi in brani come "Crimes of War", devastante assalto frontale a base di riff coinvolgenti e circolari ma estremamente incisivi, senza tralasciare bordate terribili come "Indignant Thoughts" e "Silent Dominion", in cui possono sentirsi echi degli Slayer del morboso "Hell Awaits".
C'è anche spazio per il black metal più puro …

Scatto di Domenica #002

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Post di Michele Ricci.
The Legend of Zelda: Twilight Princess HD 2016, Nintendo - Wii U
Quando un personaggio è ben caratterizzato riesce a calamitare tutte le attenzioni su di sé, e Midna ne è la perfetta incarnazione.
Cinica e stronza, prende in giro il prode Link lupacchiotto ed il giocatore che, muto e stordito come l'avatar che si trova a guidare, può solo accompagnare.
Ho dedicato al gioco un post che potete leggere qui.

Visitor Q (2001)

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Giappone | Takashi Miike
Post di Michele Ricci.
Il padre (giornalista fallito) paga la figlia (studentessa) per fare sesso, mentre la madre (eroinomane e storpia) subisce le fustigazioni del figlio (un ragazzino perseguitato da una banda di sadici bulli).
Questa è la famiglia immaginata da Takashi Miike, controverso e iconoclasta regista nipponico. A sconvolgere la vita dell'allegra famigliola di psicopatici subentra un enigmatico visitatore, causa scatenante di turbolenti cambiamenti.
Miike deride il concetto stesso di famiglia moderna, distruggendola e umiliandola, esasperando, spesso anche con cattivissimo gusto, le fobie, le perversioni e le frustrazioni di tutti i personaggi. Non c'è che empietà e follia, decadenza e disturbo, in un vorticare d'immagini che annichiliscono e provocano lo spettatore con situazioni rivoltanti, disturbanti e fuori da un qualsivoglia schema socialmente accettato, spettatore al cui occhio non è preclusa alcuna atrocità, sia essa uno stupro…

L'inquilino del terzo piano (1976)

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Francia | Roman Polanski
Post di Michele Ricci.
Un impiegato modesto e impacciato prende in affitto un appartamento succedendo alla precedente inquilina, morta in ospedale dopo aver tentato il suicidio gettandosi dalla finestra.
Questo è l'incipit narrativo che apre "L'inquilino del terzo piano", ennesima pellicola da brivido a portare la firma di Roman Polanski. Nonostante le premesse iniziali alquanto ordinarie, non bisogna aspettare molto per precipitare nell'inconfondibile delirio visivo del regista francese (che figura anche nelle vesti d'attore protagonista).
La critica sociale dell'opera si trasforma in un incubo che mischia con grande sapienza realtà e follia, creando momenti di tensione estremamente palpabile e dall'impatto devastante, con inquadrature e ambientazioni cesellate alla perfezione.
La crescente mania di persecuzione che invade il personaggio principale, vittima di un destino consapevole ma nefasto, è resa vivida e disturbante gr…

Enduro Racer (1987)

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SEGA | Master System
Post di Michele Ricci.
La conversione per Master System di Enduro Racer (titolo da sala di SEGA) è una fottuta droga videoludica, tutto grazie alle semplicissime meccaniche arcade su cui si basa l'intera esperienza giocosa.
Un tasto per accellerare e uno, inutile, per frenare, tracciati con biforcazioni e "strade alternative", fastidiosi avversari spastici, musiche epico-lisergiche a otto bit e la goduria del trail and error più innocente, primitivo e dannatamente coinvolgente.
C'è anche la possibilità di migliorare le caratteristiche della moto e di riparare i danni subiti, tutto grazie ai punti acquisiti sorpassando gli altri corridori.
Quel che conta, però, è solo la corsa spietata contro il tempo, fatta di schivate millimetriche, trampolini infami e una grafica pixellosa, colorata, squisitamente limitata.
Una volta avviato il gioco sarà impossibile tornare indietro, ad un fallimento seguirà un nuovo tentativo, in un loop ciclico di bestemmie…

Kingdoms of Amalur: Reckonig (2012)

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38 Studios, Big Huge Games | Xbox 360
Post di Michele Ricci.
King of Amalur: Reckoning ha tutte le rotture di palle delle side-quest di un qualsiasi MMORPG coreano, mena le mani come Fable e si acconcia cercando di piacere a chi ama World of Warcraft.
A giocare si lascia giocare eh, ma fare il faccino straccia un po' gli zebedei e la trama, zeppa di cliché fantasy, non riesce a tenere in piedi la baracca, lasciando naufragare il titolo nel limbo dei giochi dimenticabili.
Se siete tossici del genere accomodatevi tranquillamente, altrimenti "fuggite, stronzi!"

Resonance of Fate (2010)

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tri-Ace | PlayStation 3
Post di Michele Ricci.
I sapientoni che pretendono la rivoluzione dei JRPG mi stanno sul cazzo. Ritengo che alcuni generi abbiamo il diritto di portare avanti una tradizione ludica ben definita, innovando senza stravolgere.
Resonance of Fate è l'esempio perfetto: trama avvincente, personaggi dal look odiosamente fashion, ottimo combat system a turni (dalle meravigliose sfumature strategiche) ed esplorazione della mappa di gioco che definire singolare è poco.
Davanti ad un ottimo gioco tutte le chiacchiere stanno a zero.

Conan the Barbarian 3D (2011)

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USA | Marcus Nispel
Post di Michele Ricci.
Quali sono le caratteristiche principali di Conan il barbaro di Milius (1982)? Tamarraggine fantasy, violenza e personaggi appena accennati.
Conan the Barbarian 3D è il remake perfetto, fedele all'originale per atmosfera, con tanto di trama banale e coinvolgente azione cafona, arricchito da una pregevole realizzazione tecnica e da un discreto lavoro registico.
Un film stupido ma divertente, inutilmente appagante e superficialmente consigliato.
Comunque, il trono spetta ancora a quel coglione di Schwarzenegger.

Advance Wars 2: Black Hole Rising (2003) [REPOST]

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Intelligent Systems | GameBoy Advance
Post di Michele Ricci.
Durante la mia “vita videoludica” ho compreso una verità fondamentale: negli strategici in tempo reale sono una schiappa clamorosa.
Ogni attimo speso nel Total War di turno ha distrutto, brutalmente, qualsiasi ambizione del sottoscritto, deridendo il timido Napoleone che, speravo, potesse nascondersi in me. Con i giochi di strategia a turni la situazione cambia radicalmente e, finalmente, posso compiacermi dei (miseri) risultati ottenuti sul campo di battaglia.

Intelligent Systems, nel 2001, con l'esordio della serie Advance Wars ha portato la strategia bellica anche sull'eccitante GameBoy Advance di Nintendo,  sfornando un piccolo gioiellino di giocabilità. Ma è soltanto con il seguito che le potenzialità del progetto sono deflagrate, spiccando per profondità del gameplay, divertimento e totale dipendenza generata.
Aumentano il numero e la tipologia d’unità utilizzabili, tutte profondamente diversificate ed interco…

Funeral Mist - Maranatha (2009)

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Svezia | Norma Evangelium Diaboli
Post di Michele Ricci.
Il cattivissimo Arioch (che poi è Mortuus dei Marduk) è riuscito, con i suoi Funeral Mist, a creare un sound personale pur destreggiandosi all'interno del black metal.
"Maranatha" è un assalto gelido e mistico dai riff spigolosi e "religiosi", un lungo pellegrinaggio in una terra di confine tra sacro e proibito, che prende la ferocia tipica dei gruppi svedesi e la riveste di conturbanti sfumature arcane.
Se apprezzate il black metal più "introspettivo", non lasciatevi scappare questo album.

Escape Goat (2012)

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MagicalTimeBean | Steam
Post di Michele Ricci.
La passione è contagiosa, pochi cazzi, e quando un videogioco ne è pieno è difficile non lasciarsi travolgere.
Escape Goat è un platform puzzle ingegnoso e dannatamente rifinito, sorretto da controlli precisi e reattivi che regalano puro godimento a polpastrelli e cervello.
Il design dei singoli livelli riesce a toccare vette d'eccellenza senza strafare con aggiunte forzate e innaturali, e guidare la capra viola (e il compagno sorcio) è solo puro spettacolo ludico.
Musiche eccellenti, estetica nostalgica e pulita e gran divertimento che, purtroppo, non dura poi molto.
Consigliatissimo.

Cannibal Corpse - Tomb of the Mutilated (1992)

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USA | Metal Blade Records
Post di Michele Ricci.
"Tomb of the Mutilated" è stato il primo cd acquistato con i miei, pochi e sudatissimi, danari.
Ricordo ancora quel pomeriggio del '94, mentre mi dirigevo presso il negozio di fiducia, l'unico nel raggio di chilometri. "Nightmare", così si chiamava, ed era gestito da Paolo, un simpatico metallaro che, tra una chitarra, qualche scopettone e tante cianfrusaglie, smerciava dischi metal.
Non conoscevo i Cannibal Corpse e, una volta sfogliato il booklet, non sarei tornato più a casa senza possedere questo disco tutto gore e pornografia, una combo a cui un me quindicenne non sapeva resistere.
Morbosità, violenza, oppressione e riff assassini, con il vocione di Barnes proveniente da un punto non meglio specificato, situato tra l'inferno e le tubature del cesso.
Poi, oh, "Hammer Smashed Face" resta ancora una perla di viscere e pustole, song esplicativa di un genere intero.
Fondamentale.

Hatoful Boyfriend (2011)

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PigeoNation Inc. | PlayStation 4
Post di Michele Ricci.
Non ho giocato moltissime visual novel nella mia vita, ma Hatoful Boyfriend è certamente la più meravigliosamente giappo-folle.
Nei panni di una studentessa in cerca d'amore, avremo a disposizione diversi uccelli (piccioni, non fatevi strane idee) con cui approfondire la conoscenza e instaurare un legame sentimentale.
I personaggi maschili/volatili/scacazzanti sono estremamente caratterizzati, ma è lo svolgersi degli eventi a rendere Hatoful Boyfriend un viaggio delirante.
Succedono cose fuori dal mondo e il "ma che cazzo succede?" è sempre dietro l'angolo, pronto a stupire il giocatore a ogni scelta.
Tanto da leggere e da ridere, assolutamente da non perdere.
Ah, ho giocato la conversazione per PlayStation 4 uscita nel 2015.