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Visualizzazione dei post da Settembre, 2017

Biutiful (2010)

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Spagna, Messico |Alejandro González Iñárritu
Post di Michele Ricci.
Adoro lo stile di Iñárritu, quel suo raccontare la vita con tormento e spocchia, ma con una sensibilità fuori dal comune.
Biutiful ci tuffa nella miseria di un padre in disfacimento, fisico e morale, anima dannata in cerca di redenzione e disposto a tutto pur di garantire una speranza a ciò che ama.
Javier Bardem è convincente, reale, straziato e straziante, protagonista di una pellicola che lascia in bocca quel sapore dolce e amaro tipico dell'esistenza umana.
Da guardare.

A Girl Walks Home Alone at Night (2014)

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USA | Ana Lily Amirpour
Post di Michele Ricci.
In una spettrale cittadina iraniana c'è una vampira bricconcella che semina morte e brama l'amore di un coglione.
Tra horror adolescenziale, dramma demenziale e romanticismo da discount, A Girl Walks Home Alone at Night è uno spreco di tempo che sarebbe stato più costruttivo utilizzare per contare i peli pubici.
Tremendo.

Super Hexagon (2012)

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Terry Cavanagh | Steam
Post di Michele Ricci.
Una creazione di Terry Cavanagh è già apparsa su queste pagine virtuali (che termine arcaico che t'ho tirato fuori, eh) e torniamo a trattare un gioco del nostro ancora più minimale e arcade: Super Hexagon.
Alla guida di un simpatico triangolo, potremo ruotare lo schermo in senso orario e antiorario cercando di non urtare le pareti (generate casualmente e sempre in maniera più stronza) per il maggior numero di secondi possibili.
Tutto qui.
Sì, il gioco è una pillola lisergica ad azione immediata, adrenalina ludica super veloce che matura immediatamente nel classico, e deleterio, "un nuovo tentativo e mi fermo, lo giuro!" Le micro sezioni si susseguono senza sosta e qualche attimo di resistenza in più appaga manco fosse una la magica pasticchina blu dell'amore, e il gameplay cristallino e basilare della follia di Cavanagh esplode di meraviglia e incanto.
Ritmo pazzesco, musica electro-tossica, grafica lo-fi da convulsioni e il p…

Chain Blaster (2013)

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G-Style | Nintendo 3DS
Post di Michele Ricci.
Chain Blaster è uno shooting game minimale interamente incentrato sulle combo, fulcro unico del piccolo giochillo della G-Style, softco con sede a Sapporo.
Nessun potenziamento ne aggiunte varie, solo voi, la vostra astronave, due tipologie di sparo e formazioni nemiche da purgare.
Allo sparo base (inutile se si gioca il titolo nella maniera giusta) si aggiunge una Chain Blast, colpo singolo, da ricaricare raccogliendo i globi rilasciati dai marrani sconfitti, che innesca una purificatrice reazione a catena forviera di punti e incremento del contatore della chain combo (si possono raggiungere numeri notevoli).
È possibile attivare anche un rallentamento a tempo, utile per uscire indenne da situazioni pericolose o per posizionarsi nel migliore dei modi.
Comprendere dove e quando sganciare la bombetta è la chiave di volta per ottenere punteggi degni d'essere considerati tali, e osservare la sequenza di esplosioni concatenate ha il suo p…

Override (1991)

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Sting Inc. | PC Engine
Post di Michele Ricci.
Lo shooting game di Sting Inc. (pubblicato su PC Engine, dalla Data East, nel 1991) è pura velocità, un inno cinetico allo sparare verticale.
Il sistema di potenziamento classico (sia del fuoco primario che secondario) e la struttura generale tradizionale vengono travolte dalla frenesia dell'azione, un continuo assalto di nemici e power-up che esalta non poco e fa stringere le chiappette, con il giocatore, ipnotizzato dalla suadente distruzione a schermo, obbligato a gestire principalmente la velocità della propria astronave (quella massima è da infarto).
Override è un onestissimo esemplare del genere più bello del videogioco tutto (chiaro?), ma se non apprezzate la schizofrenia il titolo di Sting Inc. potrebbe stordirvi.

Citizens of Earth (2015)

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Eden Industries | Wii U
Post di Michele Ricci.
Ai tizi di Eden Industries deve piacere molto Earthbound, così tanto da pensare d'omaggiarne la memoria con una versione più "adulta", finanziata da Atlus dopo una disastrosa campagna Kickstarter.
Bene, Citizens of Earth ha solo la propria scorrettezza politica da mostrare, perché le meccaniche JRPG scialbe e l'estetica quantomeno discutibile lo affossano definitivamente nel mare della mediocrità più anonima.
Qualche volta si abbozza un sorrisetto (il Vice Presidente del Mondo è un coglione) ma osservare i titoli di coda richiede una pazienza ai limiti del masochismo.
Ah, la versione Wii U è ottimizzata con il culo.

4:44 L'ultimo giorno sulla terra (2012)

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USA | Abel Ferrara
Post di Michele Ricci.
Il film di Abel Ferrara ha di catastrofico solo la situazione dei testicoli dello spettatore a fine visione, doloranti come dopo una lunga sezione mastrurbatoria adolescenziale.
Willem Dafoe e Shanyn Leigh, rinchiusi in un appartamento lussuoso, attendono la fine del mondo trombando e disperandosi, alternando deliri a estenuanti pippe mentali poco efficaci, e la noia sghignazza soddisfatta.
Che due coglioni.

Hungry Hearts (2014)

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Italia | Saverio Costanzo
Post di Michele Ricci.
Solo oggi riesco a comprendere il significato più profondo della parola "ansia", quella sensazione di terrificante incertezza che s'impossessa della mia mente una volta posati gli occhi su mio figlio, neonato, indifeso.
Hungry Hearts è l'amore protettivo che si trasforma in qualcosa di malsano, pericoloso, la ricerca spasmodica di una protezione che mai potrà essere totale, duratura, certa.
Saverio Costanzo cambia spesso registro ma la tensione sale ed i pugni allo stomaco non mancano, improvvisi e spietati, per una pellicola cruda che riesce a raccontare la solitudine e le paure di due  persone affamate d'amore.
Da guardare.

La mafia uccide solo d'estate (2013)

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Italia | Pierfrancesco Diliberto
Post di Michele Ricci.
Pif (Pierfrancesco Diliberto) non mi suscita chissà quale simpatia, ma "La mafia uccide solo d'estate" ha toccato le corde giuste, riuscendo a strapparmi qualche lacrimone.
Si parla di crescita e di mafia, tra umorismo, cronaca nera, violenza edulcorata e buoni sentimenti, ma il film non cade mai nel pietismo e riesce a convincere grazie al proprio innocente realismo.
Tra risate e singhiozzi, si racconta l'Italia in uno dei suoi periodi più bui.

After Burst (1990)

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Dual Corporation | Game Boy
Post di Michele Ricci.
Dual Corporation ci mette alla guida di un mech con un unico scopo da perseguire: spaccare lo sferico computer presente nei livelli (tutti a singola schermata).
Per fronteggiare i nemici, e gli ostacoli, avremo a disposizione un bel salto dosabile e il nostro fido cannone a carica, fondamentale e portare a casa la missione (incredibile, vero?)
Il tempo limitato e la morte istantanea in caso di contatto/urto/proiettile, mettono addosso la strizza bella, e trovare la giusta posizione e il corretto grado di forza d'applicare al nostro colpo, sono il motore di un giochillo piccino che regala grosse soddisfazioni.
Monocromatico titolo d'azione quasi puzzle con grafica funzionale e musichetta ipnotica.
Consigliato.

Art of Balance (2014)

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Shin'en Multimedia | Wii U
Post di Michele Ricci.
Shin'en Multimedia porta anche su Wii U il suo gioco d'equilibrio apparso in principio su Wii, aggiornando grafica e contenuti.
Art of Balance ci chiede d'impilare una serie di pezzi su di una base più o meno stabile, con la speranza di veder resistere la propria torre per i fatidici tre secondi.
Tra musiche softcore e tranquillità zen, il videogioco di Shin'en rilassa e scaccia via i brutti pensieri.
Ah, grazie al programma My Nintendo è possibile portarselo a casa gratis.

Be Ball (1990)

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Hudson Soft | PC Engine
Post di Michele Ricci.
Be Ball è un graziosissimo puzzle game action sviluppato dalla (mai troppo) compianta Hudson Soft, uscito su PC Engine nel 1990.
Quattro sfere di diverso colore da posizionare, con la paffuta protagonista, su delle piastrelle della medesima tonalità, facendole rotolare all'interno dei livelli oppure scagliandole contro i simpatici nemici che intasano le schermate.
Grafica e animazioni eccellenti, musichette ipnotiche e controlli reattivi non riescono ad attenuare la ripetività devastante con cui il gioco deve fare troppo presto i conti.
Fino a quando dura è un piacere. Poi...

Toy Shop Boys (1990)

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Victor Musical Industries | PC Engine
Post di Michele Ricci.
Toy Shop Boys è il secondo gioco sviluppato da Victor Musical Industries che tratto su Barbagamer Micro, ed è nuovamente su PC Engine che andiamo a parare.
Alla guida di un dinamico trio di marmocchi volanti, ognuno con il proprio attacco specifico, saremo chiamati a trucidare orde di coloratissimi avversari, alternando l'infante adatto a fronteggiare le avversità contingenti.
Se l'aspetto ciccipuffoso può sussurrare una leggerezza di fondo, basta approfondire un attimo il gameplay per restare piacevolmente sorpresi.
Appreso che la spadata laser cancella alcuni tipi di proiettili, attraversare indenni l'inferno imbastito dagli sviluppatori richiede attenzione, strategia e riflessi pronti, visto che il titolo non è propriamente amichevole (livello di difficoltà più basso escluso).
Graficamente pulito e dalle melodie sonore simpatiche ma che presto vengono a noia, Toy Shop Boys ha un cuore pulsante sparatorie hard…

Daisenpū (1990)

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NEC Avenue | PC Engine
Post di Michele Ricci.
Il PC Engine ospita tantissime conversazioni di titoli arcade, lavori impressionanti vista la potenza della macchinetta NEC.
Ed è proprio la compagnia madre a comprimere su HuCard lo shooter verticale militaresco portato in sala da Toaplan, mantenendo inalterata la struttura ludica e ritoccando leggermente grafica e sonoro.
Daisenpū (Twin Hawk in occidente) prosegue nel solco di una tradizione di cui 1942 fu precursore, con un'ambientazione da Guerra Mondiale azzeccata e convincente, inserendo originali variazioni che rinfrescano la formula base.
Messi da parte i singoli stage, al giocatore spetta attraversare l'intero gioco senza interruzioni di sorta, blastando i nemici in un flusso continuo carico di buona tensione, potenziando il proprio volume di fuoco e avvalendosi del supporto di uno squadrone (richiamabile con la pressione di un tasto), fedeli compagni di battaglia che ci seguiranno fino al loro abbattimento o al nostro or…

Thränenkind - King Apathy (2016)

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Germania | Lifeforce Records
Post di Michele Ricci.
"King Apathy" è un fulgido esempio di disco concepito a tavolino, tarocco come le borse di marca vendute in spiaggia.
I tedeschi prendono un po' dal post metal, qualcosa dal pop black metal, una chitarrina languida per atteggiarsi e amalgamano il tutto con un finto struggimento giovane che fa ridere di brutto.
Tentano in tutti i modi di distinguersi i Thränenkind, appioppandosi l'etichetta di "nazi-vegan post metal cioè scansati merda carnivora", ma i crucchi cercano solo di piacere a più gente possibile, utilizzando mezzucci patetici che fanno troppa tenerezza.
Quarantacinque inutili minuti.

Ningen-Isu - Ningen-Isu Kessakusen (2009)

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Giappone | Tokuma Japan Communications
Post di Michele Ricci.
Una compilation può fornire un buon assaggio della proposta musicale, dalla storia decennale, di un gruppo storico come i nipponici Ningen-Isu.
"Ningen-Isu Kessakusen" raccoglie un bel po' di brani emblematici della band di Aomori, mostrando tutte le varie sfumatore di cui si compone il loro sound. Hard rock e heavy doom metal ad alto impatto, orecchiabile, semplice ma che fa muovere il culetto che è 'na meraviglia.
Kenichi Suzuki percuote le corde del basso e canta con un timbro in bilico tra tradizione orientale e influenze occidentali, arricchendo di personalità le tracce del trio, per un risultato finale che regala vibrazioni rock autentiche, giuste.
Da non perdere.

Super Little Acorns 3D Turbo (2013)

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Pixel Toys | Nintendo 3DS
Post di Michele Ricci.
Ho preso Super Little Acorns 3D Turbo gratis, grazie ai punti del programma fedeltà My Nintendo e, in tutta onestà, l'impatto iniziale non è stato dei migliori.
La sciatta grafica e il sonoro ripetitivo parevano presagire merda a profusione ma, una volta superati una decina di livelli, il gioco inizia a carburare e la struttura da platform a bocconcini funziona alla grande.
Un solo tasto per saltare e dondolarsi in appositi punti, quattro obbiettivi da raggiungere, power-up a tempo sparsi per il livello, un numero prefissato di ghiande da raccogliere per attivare l'uscita, stupidi avversari, un limite di tempo e immediatezza.
Grazie a controlli puntuali e reattivi si cominciano a fare numeri da circo, aggrappandosi con il rampino e travolgendo ogni cosa, con un occhio al timer e la mente al lavoro per trovare il percorso ottimale per chiudere il più in fretta possibile.
Nonostante la bruttezza del comparto artistico, il gioco d…

Gambare Gorby! (1991)

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JSH Co. | Game Gear
Post di Michele Ricci.
Gambare Gordy! è un puzzle game sviluppato da JSH Co. per Game Gear che ci mette alla guida di un panzone buontempone, ridente addetto allo smistamento di merce transitante su nastro trasportore.
A inizio stage avremo la comanda da rispettare, sfuggendo a guardiani dalle evidenti tendenze fasciste (da tenere a bada con un bel rutto/grido), direzionando gli scambi in maniera corretta.
Il ritmo compassato dei primi livelli è presto destinato a scomparire, lasciando il passo a un vero inferno di binari, schivate, merci varie e qualche santo volante.
Frenetico, impegnativo il giusto e perfetto per partite mordi e fuggi.

Ankoku Densetsu (1990)

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Victor Musical Industries | PC Engine
Post di Michele Ricci.
È facile volere molto bene al PC Engine, sopratutto se si apprezzano gli shooting game, ma la macchinetta dei sogni di NEC e Hudson Soft ha diversi assi nelle maniche anche in altri generi videoludici.
Giusto come esempio posso citarvi questo Ankoku Densetsu (in occidente rinominato The Legendary Axe 2, seguito non "ufficiale" di un titolo parzialmente diverso), classico platform action ad ambientazione (quasi interamente) fantasy con protagonista un barbaro di mutandazza di pelo vestito.
Tra mostruosità, si zompa e si affetta, dosando l'altezza del salto tramite la pressione del tasto adibito, potenziando le armi (non manca nemmeno un smart bomb), mentre si passano a fil di lama boss tra il grottesco e il radical chic.
Si procede con scioltezza all'interno di livelli discretamente progettati e disegnati, mai frustrati ed a passo spedito, lasciandosi alle spalle cumuli di mondezza nemica (la spada, se pot…

Aero Blasters (1990)

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Kaneko | PC Engine
Post di Michele Ricci.
Port per PC Engine del titolo arcade, Aero Blasters (aka Air Buster) si presenta al giocatore sfoderando il proprio membro fatto di nervi, spari e (poche) madonne.
Lo shooting game di Kaneko fa bene le cose che deve fare, con ondate nemiche mai troppo malevole, ritmo gestibile, un buon numero di power-up, leggere variazioni sul tema (tipo il secondo stage) e scontri contro boss sfiziosi.
La sfida è abbordabile per chi è cresciuto a pane e sparatutto, e graficamente non ci si può lamentare (molto belli i fondali e tante astronavi a schermo), per un gioco di sparare onesto e gradevole all'occhio.

Neo Turf Masters (1996)

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Nazca Corporation | Nintendo Switch (Neo Geo)
Post di Michele Ricci.
Senza perdere tempo a menare il can per l'aia, Neo Turf Masters (Big Tournament Golf in Giappone) è il miglior gioco di golf mai creato, con gran soddisfazione della moglie di Tiger "Mi Sballo Con Le Medicine" Woods.
Nazca Corporation non sbaglia un singolo ingrediente della sua specialità: grafica squisita, sonoro coinvolgente, controlli impeccabili, ottimi campi, gestione della progressione intelligente e divertimento che scorre a fiumi.
Passano gli anni ma Neo Turf Masters resta godibile ed esaltante come la prima volta, con questo port per Switch ideale per partite soddisfacenti anche in mobilità.
Un classico immortale del videogioco.

Dangerous Seed (1989)

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Namco | Arcade
Post di Michele Ricci.
Dangerous Seed, shooting game verticale sviluppato da Namco, è la classica carneficina di alieni insettoidi, tutto a suon di laserate, smart bomb e attacco secondario "a scadenza".
Nell'intro del gioco assistiamo allo sganciamento dei vari veivoli che compongono la nostra astronave madre ed è proprio grazie a loro che il gioco riesce a distinguersi dall'agguerrita concorrenza presente in sala giochi in quel periodo.
Ogni "componente minore" ha caratteristiche proprie di attacco (principale e secondario) e resistenza ai colpi nemici, diversificazione che richiede una tecnica specifica d'applicare alla navetta che si ha sotto il culo in un determinato momento. Oh, niente di trascendentale, ma l'idea resta comunque carina e discretamente riuscita.
Il ritmo di gioco è quello giusto, le brutture aliene "scarrafoniche" sono offensivamente variegate e la pulizia grafica permette di seguire bene l'azione d…

Muramasa The Demon Blade (2009)

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Vanillaware | Nintendo Wii
Post di Michele Ricci.
Vanillaware è una software house da tutelare, artigiani del bidimensionale dal gusto artistico fuori scala. Su Barbagamer Micro ho già scritto di una loro produzione e questo Muramasa: The Demon Blade, pubblicato su quel Wii considerato troppo casual da molti appassionati, fa sfoggio del proprio indomito spirito hardcore.
Action RPG dal sangue adventure, immediato ma senza rinunciare a una gustosa profondità, il gioco dei Vanillaware sprigiona meraviglia audiovisiva e appagamento ludico, senza inutili orpelli di contorno.
Tante armi, la solita fissa per il cibo, battaglie dal ritmo serrato, boss, Giappone, colori e tanto amore. 


Mogwai - Every Country's Sun (2017)

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Scozia | Rock Action Records
Post di Michele Ricci.
Ascoltando "Coolverine", ultima fatica dei Mogwai, ci si illude d'avere tra le mani il solito, ottimo, disco a cui il gruppo ci ha abituato (sì, nessun lavoro escluso), ma "Every Country's Sun" scarta di lato i preconcetti e sorprende con una naturalezza che lascia senza respiro.
Le solite, avvolgenti, melodie ci sono tutte, ma amoreggiano senza ritegno con soluzioni sonore sempre nuove, spiazzanti nella loro diversità ma tenute insieme dal malinconico abbandono armonioso proprio degli scozzesi, quella piacevole sensazione d'abbandono che ti conduce in un posto diverso, lontano, visivamente pulsante, che percepisci sulla pelle.
L'ispirazione e il talento difficilmente producono stronzate, e "Every Country's Sun" ne è dimostrazione.

Attic - Sanctimonious (2017)

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Germania | Ván Records
Post di Michele Ricci.
Album come "Sanctimonious" dei tedeschi Attic mi fanno amare servizi come Spotify. Uno sguardo veloce alle nuove uscite, copertina orribile, monicker old style, perfetto!
Avviando l'ascolto ho sorriso compiaciuto, perché i crucchi hanno fatto una cosa bellissima e giustissima: unire una base heavy metal classica, che tanto deve a King Diamond, a sonorità black metal melodiche con tanto di bandiera svedese a sventolare fiera.
Tutto suona "alla vecchia maniera" grazie ad arrangiamenti sicuri, chitarre capaci, melodie convincenti e tanto gusto per il tamarro che conta. Peccato per il falsetto comico del singer, che quando non caga fuori dalla tazza non è poi così malaccio, perché se vuoi  omaggiare King Diamond senza risultare ridicolo (si può?) devi farlo bene, punto.
"Sanctimonious" resta comunque un disco che gli amanti del metallo classico apprezzeranno molto. Io ho fatto diversi bis.

Darkthrone - A Blaze in the Northern Sky (1992)

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Norvegia | Peaceville Records
Post di Michele Ricci.
Se qualche anima in pena dovesse chiedermi: "Michele, panzone bastardo, cos'è il black metal per te?" la mia risposta sarebbe immediata: "A Blaze in the Northern Sky" dei norvegesi Darkthrone.
Tutto in questo album è rappresentativo del genere, dal suono all'immagine, dai testi all'attitudine. Freddo, malvagità, un pizzico di nordica epicità e l'omaggio alla scena primordiale da cui è scaturita la seconda ondata del sound nero (Celtic Frost su tutti).
Riff eccezionali, drumming primitivo e devastante, un Nocturno Culto che giunge dagli abissi infernali e sei brani memorabili, immortali inni di dannazione, con una "In the Shadows of the Horns" che non mi vergogno a definire la "Smoke on the Water" del black metal.
Fondamentale.

Scrapland (2004)

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MercurySteam | Microsoft Windows
Post di Michele Ricci.
Per l'esordio commerciale gli spagnoli MercurySteam si sono avvalsi di una collaborazione illustre (American McGee come scrittore e producer), di un genere popolare e fruttuoso (action in terza persona in un'ambientazione open world) e di dosi ingenti d'umorismo così così.
Scrapland prova a fare tante cose ma raramente ne indovina qualcuna, e tra missioni sciatte, situazioni ripetute fino allo sfinimento e scarsa pulizia dei controlli, quel po' che c'è di buono (la sezione di "crafting" dei veicoli) si scioglie come sale in acqua bollente.

Padre.

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Post di Michele Ricci.
Scrivo questo post alle 02:45, dopo 37 ore di veglia ininterrotta.
Ieri sera sono diventato padre di 50 cm di meraviglia e sono in balia di una tempesta di emozioni che difficilmente saprei descrivere.
I prossimi giorni saranno sicuramente intensi e il blog potrebbe subire rallentamenti.
Forse ci si legge domani, forse no, chissà.

Impaled Nazarene - Ugra Karma (1993)

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Finlandia | Osmose Prod
Post di Vomicoso.
Gli Impaled Nazarene vedono la luce nel 1990, per mano dei fratelli Mika e Kimmo Luttinen, rispettivamente voce e batteria. Nel 1991 danno alla luce i primi due demo, "Shemhamforash" e "Taog Eht Fo Htao Eht" (The Oath Of The Goat, al contrario) da cui si può già notare che il black metal di questi finlandesi ha forti influenze che vanno dal crust al death, e a legare il tutto una pesante dose di dissacrante ironia, che purtroppo non è mai stata capita abbastanza. Nel 1992 esce il primo full, quel "Tol Cormpt Norz Norz Norz" tanto discusso negli anni. Arriviamo al 1993 e i nostri fanno uscire questo "Ugra Karma".
Il tema portante della band è senza ombra di dubbio il caos sonoro, che loro ai tempi definivano "raw cyberpunk black metal", il tutto accompagnato da indimenticabili testi e titoli di rara e perversa blasfemia, che andremo ad analizzare più avanti. Ci terrei in primo luogo a parlarvi d…

VVVVVV (2010)

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Terry Cavanagh | Steam
Post di Michele Ricci.
Terry Cavanagh è un nome noto della "scena" indipendente videoludica, autore di quel capolavoro autistico/lisergico chiamato Super Hexagon (di cui scriverò a breve), che, con il titolo preso in esame in questo post, dimostra efficacemente quanto una sola meccanica di gioco, se implementata a dovere, possa sorreggere energicamente un intero gioco.
VVVVVV è un platform bastardo a mono tasto, pulsante adibito all'inversione di gravità. Muoviamo l'omino e invertiamo la gravità. Punto.
La meraviglia s'impossessa del consumatore sudato quando scopre che dietro questa semplicità si nasconde un level design impressionante che fa del ritmo assurdo il proprio punto di forza. Si avanza di stanza in stanza (racchiuse in una singola schermata) senza lesinare con i checkpoint. Si muore e si riparte, immediatamente, ogni volta a un passo dalla vittoria e pronti alla sfida successiva, esplorando la generosa mappa tra bestemmioni, sch…