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Visualizzazione dei post da Giugno, 2017

La Moglie di Frankenstein (1935)

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USA | James Whale

Post di Vomicoso.
Ciao a tutti.
Dopo avervi parlato di Frankenstein del 1931 due giorni fa, mi sembra giusto scrivere del suo diretto seguito, sempre diretto da James Whale, e uscito quattro anni dopo, nel 1935: La Moglie di Frankenstein.
Il film comincia con un prologo in cui si vede Mary Shelley, interpretata da Elsa Lanchester (che interpreterà pure la parte della sposa), parlare con il marito di un eventuale seguito della sua storia. Torniamo al mulino bruciato nel finale del primo film, e vediamo la creatura riemergere dalle fiamme. Uccisi i suoi aguzzini non gli resta che tornare a vagabondare per le campagne. La scena si sposta a casa del Dottor Henry Frankenstein, che sta assicurando alla moglie che abbandonerà per sempre i suoi esperimenti. Ma di lì a poco arriverà a far visita alla coppia il bizzarro Dottor Pretorius, vecchio insegnante di Frankenstein, che gli proporrà di creare una creatura femminile per far accoppiare il mostro e generare una nuova stirpe …

L'uomo di Marte (2014) [REPOST]

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Andy Weir | Newton Compton Editori
Post di Michele Ricci.
Ho trovato l'opera prima del giovane Weir in uno di quei cestoni delle offerte, proprio quelli più infimi, quelli nascosti vicino ai camerini. Il prezzo onesto e lo spottone in copertina, dedicato al prossimo adattamento filmico di sua signoria Ridley "Dici a me?" Scott, mi hanno sinceramente incuriosito.
Due giorni di "mare misantropico" sono stati dedicati alla (piacevole) lettura di questo romanzo, una storia di sopravvivenza spaziale molto plausibile e fottutamente ansiogena. Tutto è al posto giusto: la sfiga, le battute, i cazzi improvvisi e le geniali soluzioni.Le pagine scorrono via con gusto, sorprendendo nella giusta misura.
Poi, con me sfonda una porta spalancata: datemi lo spazio è vivo felice con un sorriso preoccupante stampato sul faccione.
Consigliato.

Frankenstein (1931)

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USA | James Whale
Post di Vomicoso.
Ben ritrovati.
Dopo aver scritro di “Nosferatu” la passata domenica, torniamo ad esplorare il mondo dell’horror della prima metà del secolo scorso. Stavolta siamo alle prese con il “Frankenstein” del 1931, diretto da James Whale. Ispirato, seppur con qualche differenza, al romanzo di Mary Shelley, fu il film che rese popolare in tutto il mondo la figura della “creatura“, anche grazie all'incredibile interpretazione di Boris Karloff, facendone una delle più riconosciute icone della filmografia dell’orrore.
La storia ricalca quella del romanzo della Shelley ma ci furono alcune piccole differenze. Ad esempio? Beh, per dirne una, nel film la creatura si esprime solo attraverso alcuni versi gutturali, mentre nel romanzo, la creatura sapeva parlare ed era anche in grado di impegnarsi in discussioni filosofiche. Il film è preceduto da una breve presentazione dell’attore Edward Van Sloan che nel film recita la parte di uno degli scienziati che assistono a…

Pokémon Y (2013) [REPOST]

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Game Freak | 3DS

Post di Michele Ricci.

Voglio raccontarvi una storia.
Una di quelle storie del cazzo di cui non frega niente a nessuno, ma che noi sfigati amiamo sussurrarci nelle orecchie. Mentre ci palpeggiamo, nudi e sudati. Mio nipote, di nove anni, è un videogiocatore serio. Si applica e gioca con grande attenzione. Ammira, stupito, la mia imbarazzante collezione videoludica e non perde occasione per far rosicare tutti i suoi amici, portandoli al cospetto di quella muraglia che troppi soldi ha sottratto al mio portafoglio.
Un giorno mi chiede: "Zio, ma non hai niente dei Pokémon (ha precisato l'accento)?" "No..." "Mah... Che videogiocatore sei se non giochi ai Pokémon? Eh?"

La sconfitta. Il fallimento. La locura.

Sfoderando un sorriso da vecchio lupo di mare, si avvicina e mi porge la cartuccia di Pokémon Y. "Tieni, te lo presto io! Vediamo che sai fare!"

Da quel giorno allevo creature, le faccio accoppiare e coltivo le mie bacche metic…

Vado a farmi un giro nel Kyrat.

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Post di Vomicoso.

È sabato sera, fuori piove e non ho un cazzo da fare.
Quindi cosa c’è di meglio che passare la serata davanti al 4k, birra, pizza e videogiochi?
Esattamente. Lo sapete. Così mi è venuta voglia di tornare nel Kyrat, simpatico staterello himalayano, preso in una guerra civile fra dittatura e guerriglieri. Avevo già finito Far Cry 4 su Xbox One, ma tempo fa ho acquistato la key per giocarlo su pc a due spicci.
Quindi lancio il gioco, parte l’intro, siete un ragazzo nato in Kyrat, ma vostra madre è scappata negli states con voi che eravate poco più di un bambino in fasce.
Passano gli anni e tornate in Kyrat da adulto, per realizzare l’ultimo desiderio di vostra madre prima della sua morte. “Riporta le mie ceneri in Kyrat”. Non entro troppo nei dettagli, ma dopo l’intro vi ritrovate a cena con Pagan Min, Re autoproclamato del Kyrat e feroce dittatore. Da come parla sembrerebbe proprio che si ricorda di voi e conosceva bene vostra madre. “Non mi ha mai menzionato?” vi chie…

Nosferatu - Eine Symphonie Des Grauens (1922)

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Germania | Friedrich Wilhelm Murnau
Post di Vomicoso.
Bentornati.
Mi piacerebbe iniziare a parlare di horror qui sopra, e per cominciare a farlo vorrei fare con voi un bel salto indietro di quasi un secolo. Torniamo al 1922. Il cinema è un’arte relativamente giovane, non sono passati nemmeno trentanni da quando, sul finire dell’ottocento, i fratelli Lumiere portano in tour il loro cinematografo e lo fanno conoscere a Londra e a New York. Le immagini in movimento hanno una grande influenza culturale nella popolazione grazie ai primi filmati “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat”,  “La colazione del bimbo” e la prima commedia “L’innaffiatore innaffiato”. Ma da quei primi rudimentali esperimenti c’è già stata una grande evoluzione.
Basti pensare al Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la lune), realizzato da Georges Méliès nel 1902, per rendersi conto di come dove non arrivasse la tecnologia bastavano la fantasia e l’inventiva per ricreare storie bellissime ancora oggi.
Molti dei…

Fantozzi (1975)

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Italia | Luciano Salce
Post di Vomicoso.
Ciao a tutti.
Chi mi conosce lo sa bene, Fantozzi (1975) è uno dei miei film italiani preferiti, e sono sempre stato affascinato dall'episodio finale. Quello in cui Fantozzi dopo la delusione amorosa con la Signorina Silvani a Courmayeur si fa cambiare d'ufficio e viene messo nell'ufficio di Folagra, che lo inizia al Marxismo ed alla lotta operaia.
Ora volevo condividere con voi alcune considerazioni a riguardo, scaturite durante un dibattito su Facebook.Vediamole insieme.
Come già ho avuto modo di dire ho sempre pensato che il primo Fantozzi, ed in buona porta anche il secondo, sono una critica sociale mica da poco. Purtroppo però la gente comune non li ha mai capiti e li ha sempre guardati solo perché "fanno ridere". Sfortunatamente, nei successivi Villaggio si è dovuto piegare a quello che volevano pubblico e produttori, buttando tutto sul demenziale e mettendo da parte il resto.
Esempio perfetto della genialità di Paolo…

Fear the Walking Dead - Stagioni 1 & 2 (2015/16)

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AMC | Amazon Prime Video
Post di Valerio Maragò.
Premesso: ebbi modo di vedere la serie televisiva "The Walking Dead" durante il suo debutto su Sky Italia (2010), continuai a seguirla oltre la metà della seconda stagione, quando decisi che avevo visto abbastanza. Probabilmente abbandonai la visione esclamando qualcosa sulla falsariga di: "ma che due coglioni! Si sono inventati una cazzo di zombie soap opera per casalinghe del cazzo!"

Fast forward a tempi più recenti.

Da abbonato ad Amazon Prime anche io ho avuto accesso a Prime Video, il servizio di video streaming. Spulciando tra l'esiguo catalogo presente al lancio del servizio non potei non buttare uno sguardo un po' incuriosito su questo "Fear the Walking Dead": "Uno spin-off di Bbeautiful co' gli zombi?, ma mo' non ci casco più!"
Mi sbagliavo su due cose: ci sarei caduto, e più che "Bbeautiful co' gli zombi" mi sarei trovato davanti a "Ggenitori in Bblue Jeans…

Vomicoso vi insegna Lobo.

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Post di Vomicoso.
Ciao a tutti e ben ritrovati.
Ora, questo articolo nasce dal fatto che ho notato che la maggioranza dei ragazzini di oggi che leggono fumetti NON sanno chi sia Lobo. Passi il non sapere che Deathstroke nasce prima di Deadpool, ma insomma, su Lobo sono intransigente. In realtà avevo intenzione di fare un confronto fra Lobo e Deadpool, che tanto amano i giovini, ma mi son reso conto di saperne davvero troppo poco sul tizio in tutina rossa per poter fare un confronto obbiettivo.
Quindi niente, mettetevi comodi, che oggi vi insegno Lobo. Poi magari in futuro parleremo di un eventuale confronto.
Lobo, detto anche “L’Uomo”, o The Main Man,  appare per la prima volta nel 1983, creato da Keith Giffen, che notoriamente è conosciuto come esserne “Il padre”, e dalla bonanima di Roger Sifler, che purtroppo ci ha lasciato quest’anno. Nasce, mettiamola così, come comprimario un po’ sfigato, apparendo a caso in  varie serie D.C., soprattutto fra  Justice League e L.E.G.I.O.N., di c…

Gaiabreaker (2014) [REPOST]

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Ubiquitous Entertainment Inc. | Wii U

Post di Michele Ricci.

Da amante degli shooting game non ho saputo resistere a questo Gaiabreaker, titolo scaricabile per Wii U uscito nel 2014.
Le premesse erano invitanti: off screen play, grafica 2D ganza, tate mode e blastazione old style. La prova dei fatti ha devastato speranze, gioie e testicoli. Gaiabreaker è un gioco rotto, dal ritmo blando e funestato da rallentamenti ridicoli (sì che il Wii U non è un mostro di potenza, ma che cazzo...)
Nonostante la supremazia giapponese nel campo degli shooting game, questa volta il tonfo/tanfo è imbarazzante, pur se con una veste grafica poco originale ma ben fatta.

Liebster Award 2017

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Post di Michele Ricci.
Quel furfante (che termine giovanile e ganzo eh!) di Fabio R. Crespi (mente suprema dietro quel bel blog che risponde al nome di runneapolis.blogspot.it) mi ha recapitato una bella spillona digitale, di cui ignoravo l'esistenza, ed emozionato come una scolaretta che si scopre ninfomane durante l'età dell'acne, vado a rispondere alle domande che così gentilmente mi ha posto (smack!), non prima d'aver spiegato le regole del gioco, pronto ad infrangerle senza pudore alcuno.
Le regole sono:
Rispondere a 11 domande poste dal blogger che ti ha nominato.Nominare (e avvisare) altri 11 blogger con meno di 200 follower.Formulare 11 domande per chi nomini.Pubblicare il logo del Liebster Award.Spiegare le regole. Di seguito le mie risposte e, in fondo, tutto il resto.
1) Qual è il tuo genere musicale preferito e quale il genere letterario preferito? Nonostante l'amore viscerale/ormonale che provo nei confronti del metal (soprattutto estremo), il genere mus…

Bulimia videoludica.

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Sono uno dei tanti consumatori che acquista una quantità industriale di videogiochi che mai avvierà (perché finirli è umanamente impossibile), accatastandoli in giro per casa e rimirandoli con uno sguardo colpevole ma lascivo. Non esiste offerta che possa sfuggire alla mia carta ricaricabile, una nuova edizione di un gioco già acquistato anni prima, mai provato ma "cazzo, questa versione non posso lasciarmela scappare!"
Cestoni delle offerte, sconti in digitale, qualche quintale di vecchie cartucce per sistemi obsoleti: tutto fa brodo e la voracità non passa, ma aumenta d'intensità, prepotente e prorompente nelle sue suadenti forme binarie. Accumulo perché "tanto ci giocherò", "domani mi faccio una full immersion da paura", "vita sociale addio".
I giorni calpestano i giorni, la vita reale sbrana ore su ore e sacrificare il sonno diventa troppo difficile, "che domani mattina, al lavoro, sembro un cazzo di zombie resuscitato male" e…

All Is Lost - Tutto è perduto (2013) [REPOST]

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USA | J.C. Chandor
Io dico solo una cosa: sei anzianotto, non particolarmente in forma, hai qualche problema di natura relazionale e che fai? Parti per un viaggio di riflessione? Solo? In mare aperto? Sì, sei Robert Redford e sei stato pure in Africa, ma pensaci un pochetto no?
Poi, la bella regia incanta l'occhi e l'assenza quasi totale di parlato sorprende lo spettatore abituato agli stilemi del cinema occidentale. E ancora sì, Rob fa la sua porca figura e ti ritrovi a fare il tifo per lui (di solito mi schiero sempre dalla parte delle calamità, siano esse naturali o meno).
106 minuti di panico, sopravvivenza, mare che annienta la speranza ed atmosfera. Da guardare spaparanzati sulla secca marina, con tanto di pinne, occhiali e salvagente a forma di delfino.

The Iron Lady (2011) [REPOST]

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Inghilterra | Phyllida Lloyd
Il solo sentire nominare la Thatcher ha sempre provocato in me sensazioni spiacevoli, come rigonfiamento testicolare acuto, diarrea spastica o, più semplicemente,  puro disprezzo.
I presupposti giusti per godersi questo "The Iron Lady" c'erano tutti quindi, ma quella vecchia volpe della Streep mi ha fregato alla grande. Non c'è spazio per nessuno, tutto e tutti vengono annichiliti dal talento puro di Meryl e l'empatia provata verso la dannata Thatcher sarà un rospo bello grosso da digerire, rospo che adesso mi guarda e se la ride beffardo. 
Non c'è tanta esaltazione ne troppa critica, ma solo uno spicchio d'umanità lì dove non si pensava possibile trovarla. Il disprezzo rimane comunque, sia ben chiaro.
Fanculo Syd! Fanculo Che!
Thatcher, questa sera, tocca a te.


Hero Siege (2014)

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Panic Art Studio | Steam
Oh gente! Oggi una recensione breve che ho davvero poco tempo!
Volevo parlarvi di un giochino simpatico. Hero Siege è nato su piattaforme mobile una manciata di anni fa, per poi essere portato in versione riveduta e corretta, anche su Steam.
Creato dai ragazzi del Panic Art Studio, il gioco è decisamente semplice ed immediato, un hack 'n' slash con forti influenze roguelike dalla grafica pixellosa e colorata, che per iconografia potrebbe richiamare un certo Diablo. O Torchlight, se volete. Diciamo che si tratta di un ibrido fra un bel po' di cose belle, e nonostante tutto questo Frankenstein videoludico risulta piacevole e con un grosso swanstucka.
Insomma, sì, il fulcro del gioco è sopravvivere alle varie ondate di nemici, salendo di livello e potenziando il nostro arsenale. Se all'inizio il gioco faceva scegliere fra sei personaggi differenti ed era composto di quattro atti, ora con l’aggiunta di vari contenuti si hanno una dozzina buona di p…

Il regno dei sogni e della follia (2013) [REPOST]

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Giappone | Mami Sunada
Apprezzare il lavoro dello Studio Ghibli non è certamente un obbligo. Nessuno vi costringe a godere della bellezza e della poesia che questo collettivo di veri artisti riesce ad incanalare nelle proprie creature. Mai criticare i gusti altrui. Mai.
Eppure state sbagliando, perché questo documentario mette a nudo un mostro sacro dell'animazione mondiale in maniera magistrale, con tutte le debolezze, i tormenti, il genio e l'angosciante solitudine. Ne mostra frammenti d'umanità così privati che ci si sente indiscreti, a tratti imbarazzati. Ma osservarlo cronometrare le proprie fantasie, in cerca del percorso da far intraprendere al suo nuovo sogno, scalda il cuore con estrema naturalezza, in un flusso empatico continuo ed emozionale.
Questo è Hayao Miyazaki, tra matite, sacrifico e una costante e dolorosa ricerca di se stesso.

Cronache del Primo Avvio #03 - Dirt 4 (2017)

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CRONACHE DEL PRIMO AVVIO #03
DIRT 4

Uscita: Giugno 2017  Piattaforma: PS4, X1, Steam Sviluppatore: Codemasters
Ho messo le mani su una copia di Dirt 4. Vi lascio la mia prima impressione,
Sono sempre stato un grande amante del rally, e dei giochi ad esso dedicati. Mi ha sempre affascinato l'istinto suicida di questi piloti che si buttano a duecento chilometri orari in sterrati strettissimi schiacciati fra alberi, rocce e strapiombi sull'abisso.  Leggevo in giro che la versione console è un po' debole per quel che concerne il reparto visivo, ma su pc posso garantire che la grafica spacca. E ci sono piccoli dettagli che mi fanno impazzire. Per dire, sulla Evo VI, se la guardi dal davanti si intravedono le ventole del radiatore che girano dietro la griglia frontale.  Oppure ogni tanto attraversano la strada animaletti (in Spagna mi pare fossero cinghialetti, ma non sono sicuro) o un drone a random in mezzo al tracciato, che si solleva un attimo prima del tuo passaggio, oppure che spun…

Anathema - The Optimist (2017)

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Inghilterra | Kscope Music
I Cavanagh (ben tre), altri due fratelli (i Douglas) e un portoghese hanno registrato un nuovo disco a nome Anathema, e l'ottimismo lo si può trovare solo nel titolo, perché "The Optimist" è un qualcosa di confuso e abbozzato che mai avrei pensato potesse nascere dalle menti dietro una delle mie band preferite.
Tra linee vocali imbarazzanti, banali ed elementari, e arrangiamenti che si credono "giovani" ma emanano tanfo di muffa, tutto l'album scorre noioso e privo di momenti emozionanti, e pur se qualche timido attimo sembra prendere la strada giusta, ecco sopraggiungere gli sbadigli e la monotonia, compagna inseparabile dell'ascoltatore per l'intero minutaggio di "The Optimist".
Scrivere queste parole mi rende un panzone barbone brontolone, ma un disco del genere è emozionante come un giro sul bruco-mela a quarant'anni.
Unitevi alla veglia funebre ascoltandolo su Spotify.

La cosa più difficile.

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Pensateci. 
Qual è la cosa più difficile nel mondo dei videogiochi?
È una cosa che avete davanti agli spesso. Con le vostre fidanzate, con le vostre mogli, coi vostri genitori.  Soprattutto se avete la mia età.  Provare a parlare di videogiochi a qualcuno che di videogiochi non ne capisce un cazzo, senza passare per degli assoluti cerebrolesi. Immaginatevi a descrivere il vostro videogioco preferito a qualcuno che non sa cosa vogliano dire termini come frame per secondo, risoluzione, lag, ping, grafica, texture, motore di gioco, gameplay. Provate a descrivergli GTA, oppure The Witcher o un Dragon Age. Provate a fargli capire il senso di immersione che può dare un bel gameplay o una trama accativante. Cercate di fargli capire che non sono “cazzate da bambini”. Provate a spiegargli che no, non sono tutte “pleistescion”. O ancora cercate di farle capire il motivo per cui la vostra postazione dei sogni costa quanto un’utilitaria di medie prestazioni. Provateci. Tanto poi per la maggior p…

Ice Cream Surfer (2014) [REPOST]

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Dolores Entertainment | Wii U

Già è complesso trovare uno sparatutto decente su console "attuali", se poi si ha la sfortuna d'incappare in questo Ice Cream Surfer non si può evitare d'invocare il più malevolo dei satanassi. Questo "coso" di Dolores Entertainment cerca di fare il verso a tutti quei cute 'em up (aka shooter ciccipuffosi) tanto in voga negli anni novanta, ma fallisce in maniera quasi comica. Ritmo blando, grafica tremenda, scoring system imbarazzante e rallentamenti inspiegabili.
Una produzione amatoriale che non merita nemmeno un decimo del prezzo richiesto (5 euro di tristezza).


Techno Trancer (2013) [REPOST]

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GIGA-RENSYA | Android 
Non c'è niente da fare, quando si parla di shooting game, non posso che gridare a tutto il mondo (ehm...) che i giapponesi hanno una minchia effettivamente più grande. Non è tanto una questione tecnologica, ma proprio un feeling di gioco diverso, più profondo, "giusto". Questo non vuole essere un discorso assolutistico e tristemente banale (perché di cagate brutte ne è pieno pure il Giappone, eh), ma un pensiero maturato nel corso degli anni trascorsi a giocare a questa (bellissima) branchia del gaming. Prendete questo Techno Trancer (Rev 3.0): minimale, semplice e potenzialmente ripetitivo e pubblicato su mobile (benvenuta dissenteria fulminante). Eppure, una volta avviato, noti che il cuore è forte e pulsante, fedele alla scuola dei buoni bullet hell.  L'intera esperienza è pensata per una fruizione portatile, ma la gestione delle partite passa per la comprensione di tre semplici principi, interconnessi in maniera magistrale.
Vado ad elencarv…

Road Rash (1991)

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Electronic Arts | Megadrive
Road Rash, ovvero il giuoco che ci si prende a calci in bocca a 200 kmh. 
Uela focaccini! 
Mettetevi comodi e preparate la Ben's Cola sgasata delle feste di compleanno e le patatine Rodeo, che oggi si ritorna al 1992!
Io personalmente nel 1992 avevo undici anni ed un Sega Megadrive di fianco alla tv in cameretta. Per la precisione la tv era un Mivar (vedo già i retronazi del tubo-catodico-a-tutti-i-costi andare in visibilio!) bianca plasticosa, di quelle con i comandi a cassettino, ereditata da casa dei nonni. Non certo il top, ma faceva il suo dovere egregiamente.
A quei tempi non avevo tantissimi giochi a cui attingere, ma Road Rash si ritagliò in fretta uno spazio tutto suo. Pomeriggi passati in solitaria o in doppio con gli amici a insultarci pad alla mano. Road Rash fu il primo di tre capitoli usciti sul sedici bit Sega, e fu convertito un po' ovunque. Venne sviluppato e pubblicato dalla Electronic Arts (quando ancora usavano il nome completo. A…

XType Plus (2014) [REPOST]

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PhobosLab | Wii U

XType Plus è un gioco onesto. Semplice ma onesto. Offre poco ma non sbaglia le basi, dando agli appassionati di sparacchini tutto quello che serve per provare godimento blastatorio: una navetta da controllare (con la levetta sinistra), uno sparo piccolo ma lavoratore (da direzionare con la levetta destra), una sequenza infinita di boss da devastare pezzo dopo pezzo, classifiche online e grafica spartana ma funzionale al gameplay.

In questa versione per Wii U debutta anche una modalità "Plus Mode" che aggiunge un timer (da incrementare uccidendo i nemici il più velocemente possibile) e una smart bomb al modesto piatto servito in tavola, ma chi ama questo genere di giochi apprezzerà sicuramente il lavoro di PhobosLab.
Semplice, diretto ed economico, Xtype Plus offre divertimento e sfida, fottendosene di belletti e suppellettili.


Cinquecento lire

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Stamattina quando mi sono svegliato, nel dormiveglia, mi è partito un trip in stile "Stand By Me", indietro di parecchio tempo. Da dove nasce la mia passione? Quando ho cominciato a giocare?
GRANDE. GIOVE.
È una storia che nasce nella seconda metà degli anni '80, nel retro di qualche bar in periferia oppure in loschissime sale giochi fumose e male illuminate. La storia di un ragazzino, un ragazzino che poi sono io, che sei tu, che potrebbe essere chiunque fra di noi abbia superato la soglia dei trent'anni.
E questo ragazzino che un po' timido si fa cambiare le mille lire in gettoni o in monete da cinquecento lire dal tipo alla cassa, che ti guarda torvo tirando veleno dalla sua sigaretta puzzolente. Con questa manciata di monetine ci aggiriamo studiando questi cassoni. Ci sono i soliti Arkanoid, Pac Man, Space Invader, Bubble Bobble, Double Dragon.
Il periodo è quello.
Ehi, ma cos'è quel trambusto la in fondo? Che sta succedendo?
Una calca di ragazzi più gra…