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Visualizzazione dei post da Marzo, 2018

Beyond Twilight - Section X (2005)

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Danimarca | Massacre Records
Ormai musicalmente defunti da un buon numero d'anni, i Beyond Twilight propongono una mistura intrigante di metal classico un pochettino prog, rallentamenti doom e orchestrazioni darkeggianti come se piovesse.
"Section X" è un disco tamarro, perfetto per quelle giornate afose in cui ve ne sbattete e sparate l'autoradio a palla, ma riesce a convincere e regala bei momenti di grintoso metallo con i peli sul petto.
beyondtwilight.dk

Black Sabbath - Heaven and Hell (1980)

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Inghilterra | Warner Bros. Records
Ci sono i bei gruppi, i gruppi importanti, quelli fondamentali e poi ci sono i Black Sabbath.
Senza la loro genialità nulla di quello che oggi più mi emoziona, a livello musicale, sarebbe mai nato, o avrebbe avuto una forma diversa, sicuramente peggiore.
Potrei citare un album a caso della loro discografia e sbrodolarmi in complimenti a iosa, ma il mio cuore batte forte forte per "Heaven and Hell".
In questo capolavoro non c'è un, e ripeto UN, singolo giro di chitarra messo lì a riempire, no signori, fottetevi, qui regna il Signore dei Riff, Tony Iommi, e ogni brano passa dal memorabile allo storico nel giro di una strofa.
Un Ronnie James Dio in stato d'assoluta grazia (è difficile trovare lavori in cui non abbia fatto sempre la sua porca figura) e la sezione ritmica Butler/Ward a travolgere con una carica e un groove che scansati proprio.
Questa è storia che deve essere tramandata di padre in figlio, per il resto dei secoli.
blacksa…

Beatrice Antolini - L'AB (2018)

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Italia | La Tempesta Dischi
Se ho avuto l'immenso piacere di scoprire  Beatrice Antolini è solo per merito di Fabio R. Crespi e del bel post sul suo blog.
"L'AB" ha colmato i miei timpani di freschezza, brio, fantasia e ricercatezza, con una proposta musicale moderna e aperta alle contaminazioni.
Il groove non viene mai meno ma non mancano momenti più intimi, piazzati proprio nel posto giusto, a smorzare i toni del coinvolgente entusiasmo compositivo della Antolini.
Per chi apprezza la sperimentazione non fine a se stessa ed elegantemente orecchiabile.
youtube.com/user/TheBeatriceantolini

Hitogata Happa (2010)

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Platine Dispositif | PlayStation 3
Hitogata Happa è il terzo titolo della trilogia sparacchina Gundemonium, sviluppata dal piccolo team indipendente nipponico Platine Dispositif.
L'anima da doujin game, così come la veste grafica leggermente grezzotta, è evidente e predominante, ma Hitogata Happa ha dalla sua parte un sistema offensivo alquanto originale che richiede qualche partita per essere messo in pratica in maniera fruttuosa.
Come la storia degli shooting game insegna, anche la più underground delle produzioni giapponesi  ha ritmo da vendere (caratteristica quasi sconosciuta ai team occidentali che si cimentano nella creazione di sparacchini), e l'azione sincopata segue regole prestabilite solide e funzionali.
Aspetto spartano ma buona sostanza.
Hitogata Happa su PSN.

Ikaruga (2001)

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Treasure | Arcade (2001), Xbox 360 (2008)
Su Barbagamer Micro ho scritto solo un paio di post (qui e qui) sulle opere di Treasure, superbi artigiani del videogioco hardcore d'autore, creatori di purosangue binari che resistono al tempo e alle mode.

Shooter verticale a elevata gradazione di piombo, Ikaruga ne è l'esempio certamente più rinominato ma, senza dubbio, non meno eclatante.
Il titolo della softco di Tokyo è aperto a innumerevoli gradi d'apprendimento, ma è nella gestione strategica del dualismo cromatico che la simbiosi tra uomo giocante e macchina domata può concretizzarsi nella forma più completa.
Assorbire i colpi in vista della salvifica special, palleggiare la chain combo con chirurgica precisione o seminare distruzione tra le fila dei marrani d'inverso colore, sono le tappe obbligatorie per ambire a punteggi significativi o intraprendere il lungo e difficoltoso pellegrinaggio verso l'estasi che solo il one coin clear può elargire (io sono ancora in …

DGM - The Passage (2016)

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Italia | Frontiers Records
Adesso, sinceramente, cosa cazzo vuoi criticare a un album come "The Passage", nona fatica in studio dei romani DGM (attivi dal 1994)?
Niente, cribbio, assolutamente nulla!
Il metal melodico e dinamico della band travolge con dei riff che non conoscono tregua, armoniosi ritornelli a prova di doccia, batteria incisiva, linee vocali dal piglio facile e arrangiamenti frizzanti, golosi, che si concedono qualche apertura prog ma senza esasperare i toni.
I brani funzionano alla grande e dovete proprio detestare la bella musica per muovere delle critiche sensate a un album  così rifinito e curato.
Bravi, bravi, bravi.
dgmsite.com

Mass Effect (2007)

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BioWare | Xbox 360
Pur se zoppicante in molte delle sue parti, Mass Effect è uno dei più affascinanti action RPG delle ultime decadi.
Affascinante perché riesce a sfruttare l'immaginazione del giocatore per espandere l'universo di gioco oltre le limitate strutture che ne ospitano l'effettivo giocato.
La cura maniacale riposta nella creazione di un background sociopolitico variegato e credibile, seppur nei limiti della fantascienza, dona all'opera di BioWare una consistenza ben più densa delle fragilità di un combat system claudicante ma sufficientemente malleabile.
Personaggi iconici, decisioni morali, un codex che da solo vale il prezzo d'ingresso e il respiro da space opera d'altri tempi, fanno di Mass Effect un classico moderno, imperfetto ma imperdibile.
bioware.com/en/games/#mass-effect

The End is Nigh (2017)

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Edmund McMillen, Tyler Glaiel | Nintendo Switch
Ho fatto solo un "primo giro completo" su The End is Nigh, ma il gioco di McMillen e Glaiel ha celato molto ai miei occhi distratti.
Da mamma Super Meat Boy ha ereditato l'anima da platform punitivo a restart immediato, mentre babbo The Binding of Isaac porta in dono un sostrato narrativo che si dischiude partita dopo partita, (millesima) morte dopo (millesima) morte, con i collezionabili ad arricchire il già sostanzioso piatto.
Un numero veramente importante di livelli da attraversare e scovare con un sistema di controllo cristallino, sistema messo ulteriormente in risalto da un level design pulito, essenziale, da applausi.
Sembra ispirarsi pesantemente all'opera che ha portato alla ribalta McMillen, ma The End is Nigh ha una personalità ben definita, un mondo affascinante e una sostanza ludica d'indubbio spessore.
Eccellente.
nicalis.com/games/theendisnigh

L'irresistibile bisogno di novità.

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Non riesco veramente a controllare il mio appetito d'intrattenimento, costantemente alla ricerca della novità, in maniera compulsiva e, diciamocelo, infantile.
Accumulo roba che assaporo appena, in un continuo alternarsi di proposte che non mi lasciano nulla.
Apro Spotify, avvio Netflix, sbircio nei saldi di Steam, sfoglio le novità su Kindle; cerco il brivido, lo stupore della scoperta inaspettata che, purtroppo, non arriva (quasi) mai.
E allora mi consolo con i classici, perché una partitella a Super Mario Bros., qualche capitolo del Signore degli Anelli, un paio di note di "In the Shadow of the Horns" e quella scena indimenticabile di Alien tamponano con la benda, logora ma confortevole, della nostalgia una ferita destinata a non rimarginarsi mai completamente.
Acquisto la speranza di sconvolgermi nuovamente, non tanto dissimile da quelle logore donne tutte gratta e vinci, disperazione e odor di sigarette.

Wicked Expectation - Folding Parasite (2017)

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Italia | Chains
Non sono molto avvezzo alle sonorità come quelle dei torinesi Wicked Expectation, ma il synth pop di "Folding Parasite" ha smosso moderatamente il mio culone peloso (adoro essere fine).
L'elettronica fluida e circolare della band crea un piacevole vortice melodico dal groove accalappiante, dinamico e stratificato quanto basta per non annoiare.
Divertono senza svendersi i Wicked Expectation, e io li consiglio caldamente.
wickedexpectation.bandcamp.com

Alfahanne - Det Nya Svarta (2017)

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Svezia | Indie Recordings
Gli Alfahanne mi hanno stregato con il loro punk oscuro avvelenato dal black metal quanto dalla darkwave.
"Det Nya Svarta" crea dipendenza velocemente, orecchiabile e pieno di "malinconia svedese" a presa rapida, quella che ti porta a canticchiare continuamente, ovunque, rattristandoti per l'ingiustificabile euforia manifestata.
L'attitudine punk del fare quel che cazzo si vuole ha permesso alla band di creare un proprio sound che, seppur composto da moltissime influenze, risulta personale, catchy e graffiante.
Consigliato.

Adesso vado a sbronzarmi con il caffè per festeggiare il mio trentanovesimo anno d'esistenza.
alfahanne.bandcamp.com/music

Nintendo Pocket Football Club (2014)

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ParityBit | Nintendo 3DS
Meglio mettere le mani davanti: il calcio mi fa mediamente defecare e non credo d'essere il migliore interlocutore nei fine settimana.
Detto questo, la rilettura e semplificazione adoperata dalla ParityBit ai danni dei pesantissimi manageriali calcistici, che trovate su PC, mi ha divertito e stuzzicato.
Il sistema di rischio/ricompensa è bilanciato alla perfezione, e scoprire le combo di carte (che si vincono e si usano per migliorare i propri giocatori e per fare altre cose sfiziose) più devastanti regala non poche soddisfazioni.
Nintendo Pocket Football Club è un gioco in cui si fanno strategie e si osserva il risultato in maniera quasi passiva, ma il meraviglioso stile grafico, la rilassatezza del tutto e la portatilità lo rendono il compagno ideale di partite veloci e poco attente.
Un po' troppo caro ma graziosissimo!
Nintendo Pocket Football Club su eShop.

Throne of Katarsis - An Eternal Dark Horizon (2007)

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Norvegia | Candlelight Records
Quando ci sono quei giorni lì, quelli dove ti sale la "Trve Norwegian Melancholia", non puoi che affidarti a un album di puro e incontaminato black metal nordico.
"An Eternal Dark Horizon" è classico, immutabile e tradizionale metallo nero come Nocturno Culto comanda, con quei riff, quella voce ("Attila Csihar sono qui"), quella produzione.
Niente orpelli o cazzate, solo inossidabile dedizione al genere e che il resto si fotta.
Un disco indirizzato esclusivamente ai puristi, gli altri possono continuare ad ascoltare i classici.
myspace.com/throneofkatarsis

Novembre - Ursa (2016)

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Italia | Peaceville Records
Sicuramente dipende da me, ma io, i Novembre, non riesco proprio a comprenderli.
Mi spiego meglio: il metal sognante del duo romano è eccezionale, dinamico, melodico, a tratti malinconico, composto e suonato da dio.
Peccato che all'ottimo songwriter e strumentista Carmelo Orlando spetti pure il microfono, perché la sua nenia monocorde, sospirata e piagnucolona è veramente snervante, pur se effettata come se non ci fosse un domani (anche lo screaming lascia molto a desiderare).
"Ursa" è un gioiello musicale che meriterebbe un cantante che tale possa definirsi, ma credo che, dopo tutti questi anni e con numerosi album alle spalle, se nulla è cambiato niente cambierà.
Dovrò abituarmi? Mmh...
novembre2.bandcamp.com

EverEve - Seasons (1996)

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Germania | Nuclear Blast Records
Ricordo gli EverEve per "Prologue: The Bride Wears Black", brano d'apertura di "Seasons" presente su qualche cd allegato ad una rivista musicale di quegli anni.
Ricordo che il gothic metal dei crucchi, all'epoca, non mi era dispiaciuto e speranzoso di rivangare piacevolezze di gioventù, ho lasciato entrare questo disco nei miei padiglioni auricolari.
Proseguono i brani, perseguitandomi con la pacchianeria di cui solo i metallari tedeschi sono capaci, goffi e pesanti arrangiamenti di tastiera, che di gotico hanno solo le occhiaie, sovrastano delle chitarre buzzurre che non tirano fuori un riff decente che sia uno, mentre Tom Sedotschenko (defunto nel 1999) regala un'ottima prova con lo screaming ed il growling, ma meglio soprassedere sulle clean vocal...
Truzzo e fintamente oscuro, "Seasons" ha solo qualche momento riuscito che "smarrito si è nel di deserto distesa che tal album immaginare farà all'audi…

Ninja Gaiden 3: Razor's Edge (2012)

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Team Ninja | Wii U

Non ho giocato il capitolo liscio (ma mi ritengo un sincero ammiratore di tutta la serie) e ricordo la pioggia di merda precipitata sulle teste del Team Ninja, ma posso affermare con lucidità che Ninja Gaiden 3: Razor's Edge è un massiccio e fottutissimo action con due palle quadrate, ma grosse 'na cifra.
I soliti nippo-deliri narrativi non mancano (succedono tante di quelle cazzate che non vi dico) e il combat system, tecnico, impegnativo e profondo, è puro distillato di sadico appagamento, con la nemicaglia  pronta a mettere alla prova nervi, riflessi e fede (se presente).
La possibilità d'utilizzare Ayane e la splendida (bastarda) sfida proposta dal simulatore di morte del Team Ninja ribadiscono quanto il Giappone, sui videogiochi, d'azione e non, sia inarrivabile e fondamentale.
Sangue, furia omicida e madonne volanti.
Ninja Gaiden 3: Razor's Edge su eShop.


The Morningside - Yellow (2016)

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Russia | BadMoodMan Music
Pescati per puro caso nel gigantesco mare di Spotify, i Morningside suonano quel vecchio death doom metal melodico che i fan dei primi Paradise Lost rimpiangono ancora (io NON sono uno di loro).
Spulciando online in cerca di notizie, ho scoperto che la band di Mosca è attiva, con diversi nomi, sin dal 1993 e allora ho compreso tutto...
"Yellow" suona esattamente come pensate (se conoscete il genere) e, messe da parte le maldestre tentazioni post-rock, piacerà un casino a tutti i vecchi di merda che ascoltavano quei frignoni inglesi della minchia!
Ah... <3 4ever! 
themorningside.bandcamp.com

Oceans of Slumber - The Banished Heart (2018)

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USA | Century Media Records
A distanza di due anni da "Winter", di cui avevo scritto in questo post, tornano i texani Oceans of Slumber, e lo fanno con un album che è buono ma...
"The Banished Heart" ha ancora la bella voce di Cammie Gilbert, i blast-beat, i soliti arrangiamenti sontuosi, gran tecnica ed estrema varietà, ma i brividi non arrivano, mai.
Tutte le tracce sono tanto perfette nella forma quando "innocue" a livello emotivo.
Un vero peccato.
oceansofslumber.bandcamp.com

Erdve - Vaitojimas (2018)

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Lituania | Season of Mist
Dalla Lituania con negatività.
"Vaitojimas" è un concentrato di corrosivo post hardcore imbastardito con tanto soffocante, lento e inesorabile death metal, un disco delicato come una carezza di carta vetrata su di un volto ustionato.
La musica degli Erdve è fitta, refrattaria alla facile assimilazione, vicina al confine della monotonia ma funzionale per veicolare il messaggio d'odio dei lituani.
Per me è un sì, ma andateci con i piedi di piombo.
erdvesom.bandcamp.com

Long Distance Calling - Boundless (2018)

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Germania | InsideOut Music
"Boundless", sesto full-lenght per la formazione di Münster, è veramente convincente, inutile girarci attorno.
Il solido post-rock dei Long Distance Calling non si piange addosso e, fiero del proprio dinamismo, procede spedito verso la propria meta, tra momenti rilassanti e sferzata d'energica carica distorta.
Groove, melodia e zero seghe mentali.
longdistancecalling.de

Lo chiamavano Jeeg Robot (2015)

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Italia | Gabriele Mainetti
Puntuale come quelli che ti fanno gli auguri di compleanno un mese dopo, ho finalmente visto, in compagnia della mia amata signora e con il pupo a nanna, il film rivelazione italiano degli ultimi anni, complice la messa in onda su Rai 3.
Una volta chiarito che le pellicole sui supereroi mi hanno rotto i coglioni, devo ammettere che la rilettura italica del tema fatta da Lo chiamavano Jeeg Robot mi ha veramente divertito, intrattenendomi con un buon ritmo, qualche risata e personaggi caricaturali ma gradevoli.
Tanti applausi a Mainetti.
luckyred.it/movie/jeeg-robot

Dool - Here Now, There Then (2017)

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Olanda | Prophecy Productions
Mamma mia che album che è "Here Now, There Then" degli olandesi Dool, band nata dai componenti letteralmente sopravvissuti dei The Devil's Blood (qua trovate un bel post proprio su di loro)!
Occult Rock, Progressive Hard Rock Doom, Metal Oscuro Settantiano, chiamatelo come cazzo vi pare, ché io sono troppo scimmiato con 'sti ritornelli che ti entrano in testa e, no, non riesci più a toglierli da lì.
I brani sono ruffiani ma non banali, e la melodia giusta arriva sempre sul più bello e...
BOOM!
SONO COME IL CAVALLO IN COPERTINA: LIBERO, MAGIKO(H) E FELICE!
dool-nl.bandcamp.com

Devils Whorehouse -  Revelation Unorthodox (2003)

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Svezia | Regain Records
Durante il primo ascolto di "Revelation Unorthodox" ci si diverte di brutto, grazie al grezzo ma ruffiano punk-metal dei Devils Whorehouse (che sfoderano al basso niente meno che Morgan "Marduk" Håkansson).
Riff che vanno dal black metal ai Misfits, ignoranza punk e una spruzzata di orrore, ma così in fretta come arriva l'entusiasmo, con altrettanta foga fugge, lasciando in eredità un dischetto superficiale e dimenticabile.
Una pippetta adolescenziale.
devilswhorehouse.com

Balloon Fight (1984)

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Nintendo | NES (Virtual Console 3DS)
Se analizzato a freddo e senza sentimento alcuno, Ballon Fight è la rilettura Nintendiana del classico immortale Joust, ma fermarsi a questo significherebbe non rendere giustizia a un gioco arcade amorevole, che ha visto dietro al codice un giovanissimo Satoru Iwata (R.I.P.).
Partendo dalla struttura del titolo della Williams, Ballon Fight risponde con un'inerzia meno punitiva e un ritmo di gioco più compassato, aprendosi anche a giocatori meno abili o più impacciati.
Avanzando nei livelli s'iniziano a intravedere le "corsie preferenziali per l'abbattimento massivo dei fottuti nemici", e solo allora l'amore irrompe di prepotenza e la caccia al punteggio, ma ottenuto con una partita elegante e priva di sbavature, assume i connotati di una notte d'amore focoso.
Semplice, immediato, delicato, bellissimo.
Acquista Ballon Fight su eShop.



Incantation - Profane Nexus (2017)

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USA | Relapse Records
Avevo già scritto dell'estrema (ehm...) coerenza degli Incantation, della marcia fedeltà agli stilemi del death metal che la band americana porta avanti con orgoglio da un numero impressionante d'anni, e quello che ho scritto in quel post potrei riportarlo pari pari in questo.
"Profane Nexus" è incontaminato metallo mortale e oscuro, oppressivo nei momenti  lenti, devastante nelle accellerazioni.
Nulla cambia nella formula degli Incantation, la qualità resta elevata per tutta la durata del disco e io esplodo di gioia.
Sempre lunga vita al vero death metal.

Blaze of Perdition - Conscious Darkness (2017)

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Polonia | Agonia Records
Con "Conscious Darkness" i Blaze of Perdition hanno fatto il botto.
La band polacca ha inciso un disco d'evoluto black metal d'autore, caratterizzato da atmosfere mistiche del tutto personali, affascinanti affreschi d'oscurità sonora.
Furente ma fluido e in costante evoluzione, sicuramente imperdibile per gli amanti della musica oscura di qualità.
blazeofperdition.bandcamp.com

Arcade Archives: Star Force (2018)

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Tehkan (1984), Hamster (2018) | Arcade, Nintendo Switch
È incredibile come Star Force, un classico arcade degli shooting game uscito nel 1984, riesca ad essere ipnotico e coinvolgente ancora oggi.
Tutto merito di un ritmo di gioco gestito alla perfezione che, grazie al  minimalismo della struttura di gioco, premia la bravura individuale e la costanza.
La presenza di bonus nascosti, utilissimi per ottenere punteggi importanti, dona profondità strategica allo sparatutto di Tehkan, rendendo appetitosa la caccia al fine ultimo di ogni titolo arcade: mettere quelle tre lettere in cima alla classifica.
Poi, giocare Star Force in mobilità è bellissimo e basta.
Acquista Arcade Archives: Star Force per Nintendo Switch.

Forest of Shadows - Six Waves of Woe (2008)

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Svezia | Firedoom Music
Solo-project di Niclas Frohagen, i Forest of Shadows propongono un malinconico doom death metal che molto deve ai Katatonia di "Brave Murder Day".
Peccato che la voce clean del triste svedese sia orrenda e che le linee melodiche siano coinvolgenti come un colpo di tacco a spillo sul testicolo sinistro.
"Six Waves of Woe" è la versione metal del neo-melodico partenopeo.
forestofshadows.com

Hypothermia - Svartskonst (2015)

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Svezia | Agonia Records
Da torbidi trascorsi depressive black metal, gli Hypothermia hanno pensato di darsi un tono virando verso il post-rock.
Bene, "Svartskonst" è il luogo comune del post-rock, una sciatta parodia.
Mancano la tensione, il crescendo emotivo, le sovrastrutture melodiche, il "saper portare altrove" che caratterizza le perle del genere.
Gli svedesi fanno un giro di chitarra (non tanto differente per tutti e sei gli INTERMINABILI brani presenti) e lo ripetono, una volta con la distorsione e una volta no, con qualche aggiunta qui e lì.
Punto, basta, per interi  minuti di nulla.
Atroce.
vemodsorkestern.bandcamp.com

Papers, Please - The Short Movie (2018)

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Russia | Nikita Ordynskiy
Di quel gioiello indipendente che è Papers, Please ve ne avevo scritto un po' di tempo fa, e oggi voglio portare alla vostra attenzione il cortometraggio ispirato al titolo di Lucas Pope.
Papers, Please - The Short Movie condensa in una decina di minuti l'atmosfera e le caratteristiche principali dell'opera originale, non ha sbavature tecniche particolari e si lascia vedere tranquillamente, ma rinunciare all'intensità data dall'interazione diretta rende questo sincero omaggio un piacevole diversivo e nulla più.
I complimenti restano comunque, per la passione e la competenza della KINODOM Productions.
Guarda "Papers, Please" su YouTube.

Darkher - Realms (2016)

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Inghilterra | Prophecy Productions
L'esordio sulla lunga distanza della cantautrice inglese Jayn H. Wissenberg, a nome Darkher, è un album d'oscuro "post-doom" (?) minimale, etereo, quasi fragile.
Il trio britannico (con ex Anathema Shaun Taylor-Steele dietro le pelli) suona per sottrazione lasciando il fardello emotivo alla delicata ugola di Jayn, abile nel ricamare linee vocali efficaci e intime.
Purtroppo, arrangiamenti così scarni penalizzano il gran potenziale delle intuizioni incise nell'album, a cui avrebbe giovato una maggiore ricercatezza.
"Realms" resta comunque molto godibile, con picchi notevoli che meritano almeno un ascolto.
darkher-uk.bandcamp.com