Quando le macchine si fermeranno (1964)

USA | Harry C. Crosby

Post di Michele Ricci.

Harry C. Crosby (che firmava le proprie opere con lo pseudonimo di Christopher Anvil) è un nome poco conosciuto nell'ambito della fantascienza classica, nonostante la corposa bibliografia che ne porta la firma, composta prevalentemente da racconti e romanzi brevi.

"Quando le macchine si fermeranno" appartiene proprio a quest'ultima categoria, racconto sul disfacimento della società americana dovuto alla "scomparsa" improvvisa dell'energia elettrica, con le conseguenze catastrofiche che, inevitabilmente, ne derivano.

Assisteremo alle disavventure dei protagonisti, tra gelosie, follia di massa, pacata violenza e le classiche dittature emergenti, tenute insieme con brio grazie allo stile dinamico e coinvolgente dello scrittore statunitense, un esempio autentico di letteratura a "montagna russa" che non lascia spazio a tempi morti, dedicandosi più al riassunto che all'approfondimento.

L'opera è solo puro intrattenimento, ottimo per saziare la pancia ma inefficace per la detonazione celebrale, nonostante sia estremamente difficoltoso rimanere indifferenti alla vivacità del romanzo, sempre attento a non scandalizzare il lettore, tralasciando particolari cruenti e situazioni destabilizzanti che, solitamente, vanno a braccetto con la letteratura fantascientifica a sfondo catastrofico/post-apocalittico.

Accessibile a tutti e non solo ai cultori del genere.

Intrattiene e diverte. Poi, molto velocemente, si dimentica.

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