Impaled Nazarene - Ugra Karma (1993)

Finlandia | Osmose Prod

Post di Vomicoso.

Gli Impaled Nazarene vedono la luce nel 1990, per mano dei fratelli Mika e Kimmo Luttinen, rispettivamente voce e batteria. Nel 1991 danno alla luce i primi due demo, "Shemhamforash" e "Taog Eht Fo Htao Eht" (The Oath Of The Goat, al contrario) da cui si può già notare che il black metal di questi finlandesi ha forti influenze che vanno dal crust al death, e a legare il tutto una pesante dose di dissacrante ironia, che purtroppo non è mai stata capita abbastanza. Nel 1992 esce il primo full, quel "Tol Cormpt Norz Norz Norz" tanto discusso negli anni. Arriviamo al 1993 e i nostri fanno uscire questo "Ugra Karma".

Il tema portante della band è senza ombra di dubbio il caos sonoro, che loro ai tempi definivano "raw cyberpunk black metal", il tutto accompagnato da indimenticabili testi e titoli di rara e perversa blasfemia, che andremo ad analizzare più avanti. Ci terrei in primo luogo a parlarvi della produzione di questo album, il sound  è tutt'oggi DEVASTANTE. Innanzitutto, stiamo parlando degli Impaled Nazarene, non dei Dream Theather, quindi se cercate tecnica e melodia siete pregati di andare a rompere i coglioni da un'altra parte. Qui le chitarre fanno il loro dannatissimo lavoro senza bisogno di assoli, tritando riff su riff, che passano da quelli più tipicamente di matrice black metal, ad altri devoti al crust/grind.

Stesso discorso vale per la batteria, Kimmo non è Portnoy, non troverete pezzi contro-tempo, e cagate annesse. Qui a farla da padrone è la potenza del sound di batteria, che in questo album riesce ad arraparmi parecchio. Vogliamo parlare delle vocal di Mika? Per quanto mi riguarda, insieme a Pete Helmkamp e pochi altri, siamo al cospetto di una delle voci più rappresentative del metal estremo tutto. La voce di Mika si alterna tra uno screaming rabbioso, a vocalizzi più death oriented, ma in ogni modo riesce a scartavetrarvi la pelle con la sua ferocia. Tra l'altro qui e la ci sono piccoli inserti di tastiere, che essendo per l'appunto solo inserti non infastidiscono, e aiutano a creare quell'atmosfera malata che permea l'album.

Ma passiamo ad analizzare l'album nel suo contenuto più palpabile, i brani. Direi che qui ce ne quasi per tutti i palati, dai pezzi più epicheggianti, a quelli quasi industrial, passando per crust, black, e death metal. La tracklist parte con "Goatzied" (incaprettato), ovvero un minuto di follia che alterna grind a tastiere ariose, per poi passare ad un duo di canzoni che da sole varrebbero l'acquisto del disco, ovvero la maestosa ed epicheggiante "The Horny And The Horned" (L'arrapato ed il cornuto, letteralmente) e la violenta "Sadhu Satana" (sacro satana, dall'indù), che è uno dei pezzi che preferisco. Con "ChaosGoat Law" e la seguente "Hate" si ritorna su lidi più epicheggianti, mentre "Gott Ist Tot" è un ottimo esempio di industrial black. Con "Coraxo" siamo di nuovi in territori grind, mentre "Soul Rape" è un pezzo fortemente influenzato dal punk, che in futuro sarà presente sempre in dosi maggiori negli album dei finlandesi. "Kali Yuga" miscela il punk alla furia black metal, mentre le successive "CyberChrist" e "False Jehova" ritornano a navigare su acque più classiche. Ci avviamo alla fine con un altro pezzo epico, "Sadistic 666 / Under a Golden Shower", dall'incedere lento che ricorda un po' i Manowar (ovviamente definizione naif e da prendere con le pinze!). Il disco vero e proprio si concluderebbe, ma nella ristampa del 1998 la Osmose aggiunge due bonus track, ovvero "Satanic Masowhore" e "Conned Thru Life", cover degli Extreme Noise Terror. L'album si distingue anche per le due diverse copertine: la prima, rappresentante la dea Kali, venne usata illegalmente (nel senso che non pagarono i diritti all'autrice del dipinto), mentre l'edizione del 1998 vedeva rappresentata una versione post-nucleare di Shiva, il distruttore.

Che altro dire? Ah si, qualche anno fa è uscita anche una versione in doppio LP. Poche scuse, se non ce lo avete, compratevi 'sto disco!


POTREBBERO INTERESSARTI

Satyricon - Deep Calleth Upon Deep (2017)