martedì 11 luglio 2017

Sin and Punishment: Successor of the Skies (2010) [REPOST]

Treasure | Wii

Post di Michele Ricci.

Ogni volta che, nel televisore, vedo apparire il logo della Treasure il corpo inizia a fremere, percorso da un'eccitazione nerd quasi sessuale, alimentata dai piacevolissimi ricordi legati ai precedenti capolavori della software house, opere ludiche stracolme di brillante giocabilità arcade, sadica difficoltà e il caratteristico stile dei nipponici.

Spettò al superbo Gunstar Heroes (per Megadrive) iniziarmi al culto Treasure e, da quel giorno, consumai con misurata avidità quasi tutti i titoli successivi, recuperandoli, quando possibile, con mezzi economici tollerabili (e il costo di una copia di Radiant Silvergun non appartiene a questa categoria), dilazionandoli nel tempo con molta pazienza e senza fretta.

Ma tralasciamo i ricordi e veniamo a questo Sin and Punishment: Successor of the Skies, uscito nel 2010 in esclusiva per Nintendo WII e seguito di quella perla (inedita in Europa ai tempi del lancio ma rilasciata per Virtual Console nel 2007) di Sin and Punishment: Successor of the Earth per Nintendo 64 (2000), di cui ho scritto su questo blog.

Il titolo non smentisce le aspettative, presentandosi in tutto il suo splendore retro, fatto di meccaniche shooter classiche (parzialmente su binari), boss assurdi e nemici a iosa, moltiplicatori di punteggio da venerare con annessa fruizione autistica. La semplicità delle basi ludiche non deve confondere, perché l'anima dannatamente hardcore del titolo non perdona, concedendosi lentamente e con parsimonia al giocatore costante e perseverante, aiutato nell'impresa dall'eccellente reattività e pulizia del sistema di controllo.

Tecnicamente il gioco si difende molto bene, grazie alla monolitica fluidità del motore grafico, requisito fondamentale in questo genere, sfoggiando un'estetica eccentrica e amabilmente giapponese, nonostante non abbia apprezzato in particolare il design dei protagonisti, stranamente anonimi rispetto agli elevati standard qualitativi della casa, escludendo dal discorso i deliranti boss che popolano gli stage, ideati da persone sotto l'effetto di pesanti droghe sintetiche.

Sin and Punishment: Successor of the Skies è un gioco "vecchio" con il vestito nuovo, che ti attira con fare seducente, ti accarezza mentre ti afferra per le palle e, guardandoti dritto negli occhi, ti sussurra: "Resta concentrato, sopporta il dolore e tutto andrà bene, stronzo bastardo!"