domenica 25 giugno 2017

Nosferatu - Eine Symphonie Des Grauens (1922)

Germania | Friedrich Wilhelm Murnau

Post di Vomicoso.

Bentornati.

Mi piacerebbe iniziare a parlare di horror qui sopra, e per cominciare a farlo vorrei fare con voi un bel salto indietro di quasi un secolo. Torniamo al 1922. Il cinema è un’arte relativamente giovane, non sono passati nemmeno trentanni da quando, sul finire dell’ottocento, i fratelli Lumiere portano in tour il loro cinematografo e lo fanno conoscere a Londra e a New York. Le immagini in movimento hanno una grande influenza culturale nella popolazione grazie ai primi filmati “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat”,  “La colazione del bimbo” e la prima commedia “L’innaffiatore innaffiato”. Ma da quei primi rudimentali esperimenti c’è già stata una grande evoluzione.

Basti pensare al Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la lune), realizzato da Georges Méliès nel 1902, per rendersi conto di come dove non arrivasse la tecnologia bastavano la fantasia e l’inventiva per ricreare storie bellissime ancora oggi.

Molti dei primi film horror furono creati fra gli anni ’10 e ’20 da registi di tedeschi. Fra questi citerei Das Cabinet des Dr. Caligari, realizzato da Robert Wiene nel 1920, considerato uno dei simboli del cinema espressionista tedesco. Oppure Der Golem, del 1915, di Henrik Galeen. O ancora le varie trasposizioni de Il Gobbo di Notre Dame uscite nei primi vent’anni del ‘900. Ma, secondo me, fu con Nosferatu, capolavoro di Murnau del 1922, che il cinema horror ebbe la sua prima vera pietra miliare.

La sceneggiatura scritta da Henrik Galeen è pesantemente ispirata al Dracula pubblicato da Bram Stoker nel 1897, ma dopo una causa fra la casa di produzione e la vedova dello scrittore, Murnau e Galeen furono costretti a cambiare il titolo, optando per Nosferatu.
La storia narra del giovane Thomas Hutter, interpretato da Gustav Von Wangenheim, partito da Brema alla volta dei Monti Carpazi per concludere la trattativa di un acquisto immobiliare, lasciando sola la moglie Ellen, interpretata da Greta Schroder. La meta del giovane è il castello del conte Orlok, interpretato da un immenso Max Shreck.

L’incredibile interpretazione di Nosferatu a opera di Max Schreck, con la sua gobba, le orecchie aguzze e l’andatura rigida risulta ancora oggi una delle figure più inquietanti della storia del Cinema.
Quando il vampiro si leva contro l’orizzonte o viene inquadrato nel vano di una porta, o passeggia sul ponte di una nave, sembra prendere possesso di questi luoghi spogliandoli della loro identità. La scena dell'ombra del vampiro proiettata sul muro, mentre sale le scale per raggiungere la stanza di Ellen, è sicuramente una delle più famose nella storia del cinema.

L’avvicinarsi di Hutter al castello è scandito da vari segni premonitori sulla natura demoniaca del suo interlocutore, ma ingenuamente il giovane non presterà attenzione né alla fuga dei cavalli dalla locanda, né tanto meno agli avvertimenti dei contadini, che vedrà come pura superstizione.

Amore, sacrificio e paura sono le sensazioni sul quale verte l'intera pellicola, che si chiude con un sacrificio finale, in cui Ellen è la vera eroina che libera il mondo dalla maledizione del vampiro.