lunedì 12 giugno 2017

La cosa più difficile.

Pensateci. 

Qual è la cosa più difficile nel mondo dei videogiochi?

È una cosa che avete davanti agli spesso. Con le vostre fidanzate, con le vostre mogli, coi vostri genitori. 
Soprattutto se avete la mia età.  Provare a parlare di videogiochi a qualcuno che di videogiochi non ne capisce un cazzo, senza passare per degli assoluti cerebrolesi.
Immaginatevi a descrivere il vostro videogioco preferito a qualcuno che non sa cosa vogliano dire termini come frame per secondo, risoluzione, lag, ping, grafica, texture, motore di gioco, gameplay. Provate a descrivergli GTA, oppure The Witcher o un Dragon Age. Provate a fargli capire il senso di immersione che può dare un bel gameplay o una trama accativante. Cercate di fargli capire che non sono “cazzate da bambini”. Provate a spiegargli che no, non sono tutte “pleistescion”. O ancora cercate di farle capire il motivo per cui la vostra postazione dei sogni costa quanto un’utilitaria di medie prestazioni.
Provateci.
Tanto poi per la maggior parte di loro resteranno sempre e solo giochini stupidi.La scena tipica?Ora di cena, voi siete li concentrati al vostro gioco e vostra madre, moglie, fidanzata, sorella che vi chiama:
“È pronto, staccati da quel cazzo di  giochino, che sono due ore ormai!”

Fatemi sapere.
Vi aspetto.

Provate anche a spiegare che i giochi hanno un sistema di classificazione in base ai contenuti, e che se voi mamme comprate al vostro bambino di sei anni un gioco con tematiche per adulti (GTA?) poi non dovete andare dalla D’Urso a dire che i videogiochi traviano i bambini. STRONZE.