lunedì 5 giugno 2017

Jumping Flash! (1995)

Exact, Ultra | PlayStation 

Uela fringuelli!
Ma voi ve lo ricordate il 1995?
Io me lo ricordo come uno dei miei anni, nonostante tutto, preferiti. Magari una volta vi racconto.
Ad ogni modo. Nel 1995 esce la Playstation, che di li a poco avrebbe rivoluzionato tutto il mondo del gaming, trasformando i videogiochi in fenomeno di massa. Ok. Questo è il background storico.
Ma ve lo ricordate Jumping Flash? No? Ma si dai!
Jumping Flash! (il punto esclamativo fa parte del titolo del gioco, eh!), conosciuto in giappone come: アロハ男爵ファンキー大作戦の巻 (Jumping Flash!: Aloha Danshaku Funky Daidakusen no Maki), qualunque cosa significhi, fu un titolo rivoluzionario che uscì sulla Playstation proprio in quel 1995, e a memoria mi pare che fosse il primo vero platform in tre dimensioni. Sì ragazzi, Mario 64 sarebbe uscito l'anno successivo.
Ora noi per praticità lo si chiama platform, che per la maggior parte del tempo lo passeremo saltando (ma saltando di brutto!) fra una piattaforma e l'altra, ma non è che sia esattamente un platform puro. Tanto per cominciare ha la visuale in prima persona e, in secondo luogo, ha diversi punti in comune con gli sparatutto in prima persona, come, per l'appunto, lo sparare.

Ma andiamo con ordine, suvvia.
Intanto per cominciare, nel gioco impersoneremo Robbit (e no, non ha niente a che vedere con Lorena Bobbit e suo marito, quella è un'altra storia), una sorta di coniglio robotico from outer space, con l'obbiettivo di salvare il mondo (non è chiaro quale mondo sia, diciamo UN mondo, facciamo prima) dalle grinfie del perfido Barone Aloha. Da qui vi potete rendere conto che il gioco parte già buttandola sul ridanciano e sulle kawaiiate, quindi amici non amanti delle giapponesate siete avvisati.
E niente, il gioco è composto da sei livelli, a loro volta composti da tre livelli, per un totale di diciotto. Ogni terzo livello andremo a scontrarci con un boss, fra i quali ci terrei particolarmente a segnalarvi una sorta di squalo gigante volante, ed ovviamente il boss finale definitivo sarà quel bel tomo del Barone Aloha, simpatico vecchietto che se ne va in giro in bermuda, monocolo e infradito (!!!). Vero villain da videogioco, probabilmente nonno paterno di Jack Il Bello.

Il gioco ebbe un buon successo anche se oggi ce lo ricordiamo tipo in cinque o sei persone in tutto il mondo, ma va bene così. Diciamo anche che come molti giochi poligonali e treddì del primo periodo PlayStation, Jumping Flash NON è invecchiato bene. Sì, il gioco è colorato e zeppo di giapponesate pucciose, ma texture e modelli poligonali si portano sul groppone tutti i loro anni, un po' come se fossero una Sandra Milo del gaming.

Visto comunque il successo che ebbe all'epoca, Sony tirò fuori anche due seguiti ed uno Spin Off. Il primo fu il sequel diretto Jumpin Flash! 2, uscito nel 1996, dove il cattivone stavolta era un tizio con la faccia da... cetriolo? Da cetriolo, sì. Il gameplay migliorava in tutto e il comparto tecnico venne leggermente migliorato. A seguire, nel 1999 uscì, ma solo in Giappone, Robbit Mon Dieu, titolo da applausi davvero, che concludeva la saga di Robbit.  Sempre nel 1999, ed ancora esclusivamente nel paese del Sol Levante, uscì per la PocketStation Pocket MuuMuuu (sul serio!), uno spin off delirante.
E quindi niente, se vi capita rigiocatevi il primo o il secondo capitolo che sono senz'altro del meglio del loro meglio.