giovedì 1 giugno 2017

Il Calderone del Barbone #02

"Vorrei cinque ciddí di miscela al 2%"

Approfitto del tempo libero di questi giorni e vi butto li una manciata di album usciti negli anni '90 che sono andati un po' oltre il metal, miscelandosi con altra roba.


Sepultura - Chaos A.D. (1994)

Bissare un album perfetto come "Arise", senza che sembri un more of the same sarebbe stato un problema bello grande. In "Arise' il quartetto carioca aveva raggiunto il limite di quello che tecnicamente era alla loro portata. Quindi decisero di fare la cosa meno ovvia, incidere un album che fosse all'opposto del precedente. "Chaos A.D." è un album grezzo, ignorante ed incazzato. Le influenze hardcore/punk di Max Cavalera andarono a sovrapporsi al death metal, condendo il tutto con una spruzzata di industrial. A riascoltarlo oggi si sente che è figlio dei '90s, ma va assolutamente bene così.


Nailbomb - Point Blank (1995)

Ok, prendete Max Cavalera e suo fratello Igor, esaltati per il risultato ottenuto da "Chaos A.D.", aggiungeteci i Fudge Tunnel, ed elevate tutto alla massima potenza e mixate. "Point Blank" è un disco devastante ed incazzato. Vi basterebbe ascoltare l'opener, "Wasting Away", per passare il resto del pomeriggio a raccogliere i pezzi del vostro culo esplosi in giro per la vostra stanza. "Proud to commit Commercial Suicide" è il live che contiene la performance del Dynamo '95, da segnalare anche la cover di "Police Truck" dei Dead Kennedys.


Marilyn Manson - Antichrist Superstar (1996)

Questo album, per me, è una perla nella discografia di Marilyn Manson. Dopo i primi lavori orientati più sul rock alternativo, ed i seguenti che rincorrono un po' varie mode e stili senza riuscire a trovare una giusta identita, "Antichrist Superstar" è il disco perfetto della band. Suoni ultracompressi, industrial pesante, testi iconoclasti e un atmosfera nichilista e devastante.


Strapping Young Lad - City (1997)

Qui ci troviamo di fronte al genio. Il primo "Heavy as a Really Heavy Thing" è bello, ma un po' acerbo. È con "City" che Devin Townsend schiaccia il pedale a fondo. Me lo ricordo bene quando lo comprai. Mi ci volle più di un ascolto per dare un senso a quel muro sonoro che mi investiva ogni volta che partiva "All Heil The New Flesh". Quando poi trovai un filo conduttore, fu amore. Ancora oggi è una delle mie prime scelte quando ho voglia di ascoltare qualcosa di folle. Giusto per aggiungere la ciliegina sulla torta, dietro le pelli abbiamo un Gene Hoglan in pieno stato di grazia. Andate e ascoltate.


The Kovenant - Animatronic (1999)

I The Kovenant nascono come gruppo di sfogo di Nagash, che all'epoca era il bassista dei Dimmu Borgir. Dopo il primo "In Times Before the Light", il bassista norvegese mette insieme una super band assoldondo Hellhammer, Astennu, Blackheart e altra gente che arrivava da vari gruppi black norvegesi del periodo. Dall'unione di queste personalità nasce "Nexus Polaris", un disco di black metal con influenze cosmiche e molto pettinato. Poi non so cosa sia successo a Nagash. Fatto sta che l'anno dopo si presentano con monicker cambiato, un look da Marilyn Manson in acido e un disco di industrial metal particolarmente godibile. Vi segnalo la cover di "Spaceman" dei Babylon Zoo, misconosciuto progetto che uscì con due singoli e un album a metà 90s per poi finire nel dimenticatoio.