venerdì 23 giugno 2017

Fear the Walking Dead - Stagioni 1 & 2 (2015/16)

AMC | Amazon Prime Video

Post di Valerio Maragò.

Premesso: ebbi modo di vedere la serie televisiva "The Walking Dead" durante il suo debutto su Sky Italia (2010), continuai a seguirla oltre la metà della seconda stagione, quando decisi che avevo visto abbastanza. Probabilmente abbandonai la visione esclamando qualcosa sulla falsariga di: "ma che due coglioni! Si sono inventati una cazzo di zombie soap opera per casalinghe del cazzo!"

Fast forward a tempi più recenti.

Da abbonato ad Amazon Prime anche io ho avuto accesso a Prime Video, il servizio di video streaming. Spulciando tra l'esiguo catalogo presente al lancio del servizio non potei non buttare uno sguardo un po' incuriosito su questo "Fear the Walking Dead": "Uno spin-off di Bbeautiful co' gli zombi?, ma mo' non ci casco più!"
Mi sbagliavo su due cose: ci sarei caduto, e più che "Bbeautiful co' gli zombi" mi sarei trovato davanti a "Ggenitori in Bblue Jeans co' gli zombie."

Fast forward a tempi ancora più recenti.

Prime Video, in occasione dell'inizio della messa in streaming della terza stagione (che renderà disponibile alla visione in pari con la programmazione statunitense), ha finalmente aggiunto a catalogo anche la seconda stagione. Dopo aver quindi terminato la visione della season two, che devo ammettere ho trovato complessivamente più guardabile della prima, sento il bisogno comunque di mettere nero su bianco perché penso che gli individui dietro questa produzione (Kirkman e soprattutto Erickson) siano delle brutte persone e perché credo che vada valutata negativamente, per principio.

Come premettevo all'inizio non ho cognizione di come sia peggiorata la "The Walking Dead" principale, ma questo "FTWD" non brilla mai per originalità, anzi direi che ogni plot twist o ogni momento "horror" (tutti jump scare decisamente debolucci) si anticipano con estrema facilità. Tutto viene comunque messo in ombra dal plot device più idiota di sempre: basta coprirsi del sangue di uno zombie per essere ignorati dagli altri zombie. Ma dopotutto l'opera di Kirkman & co. (almeno nella sua trasposizione televisiva) certamente poggia la sua "vendibilità" su cose che possano avere appeal più su un pubblico di casalinghe che su quello tipico dell'horror, e non è che neanche qui faccia così bene. Perché uno dei punti di forza (o forse di pseudo maturità) dovrebbe essere il rapporto e tra i genitori e i figli adolescenti (contro il lui, lei, l'altro di "TWD") che però quando non è banale e scolastico (Madison & Alicia) deborda nel paradossale/caricaturale, come la sociopatia di Chris.

Ma per chi scrive la cosa sicuramente peggiore è la sensazione che questo spin-off venga ulteriormente limitato nella caratterizzazione dei personaggi (ne salverei due o tre) da un infestante "virtue signaling" che come sempre tende a rendere tutto scialbo e poco credibile.

Una cronistoria:

Ci vengono presentati i due protagonisti "principali", Travis e Madison, coppia interrazziale: "Ok, non è così strano".
Ci viene fatto capire che tra i due è lei che porta i pantaloni: "hmmmmmmm". 
Sono due genitori con figli da altri partner, lui divorziato con un figlio adolescente un po' problematico (Chris), lei vedova con un figlio maggiore tossicodipendente (Nick) e una figlia minore praticamente perfetta (Alicia): "hmmmmmmm".
La figlia di lei è anche una "coalburner": "ok, incomincio a vedere un pattern"
Si capisce subito che il fidanzato di lei è assolutamente irrilevante ai fini della storia.
Viene presentato il personaggio di Victor Strand: "un uomo d'affari dandy e senza scrupoli, interessante, se non altro è l'unico personaggio presentato fino ad adesso a non essere monumentalmente banale".

Inizia la seconda stagione:
 
Victor Strand è gay: "hmmmmmmm".
La stragrande maggioranza delle figure di leadership presentate, che nessuno mette mai in discussione, sono donne: "hmmmmmm, dev'essere un elemento fantasy".
Anche la maggioranza delle figure "badass", "abbassalosguardoquandomiguardi" sono donne: "ho la nausea..."

Il tutto poi diventa anche ironico pensando che Strand è un personaggio ben scritto, o forse molto ben caratterizzato dall'ottimo Colman Domingo, che è sicuramente il miglior attore nel cast e anche l'unico capace di trasmettere emozione. E che l'omosessualità del personaggio appare non forzata, al punto da potersi anche chiedere se possa essere stata aggiunta successivamente al personaggio, anche se la scelta a monte di un attore dichiaratamente gay farebbe escludere l'ipotesi. Risulta quindi come detto ironico che un esempio di "diversity", che potremmo definire """""positivo""""", venga sommerso da un mare di menate che abbassano anche la credibilità complessiva dell'opera.

Voglio chiudere però con un paio di note positive:
1) La serie è comunque riuscita a mantenere un certo tasso di curiosità sul sottoscritto (cosa non riuscita a "TWD"), alla fine ho guardato tutti i ventuno episodi che compongono le prime due stagioni e guarderò anche la terza.

2) Chi ha intenzione di guardare la serie su Prime Video sappia che nell'italico idioma non ci sono né il doppiaggio né i sottotitoli. Una buona parte della seconda stagione è ambientata in Messico, ovviamente gli indigeni parlano in spagnolo, e i closed captions inglesi si limitano a visualizzare un laconico: "speaks in spanish".
"Dov'è il lato positivo?" mi chiederete voi. Allena lo Spagnolo! Questo mi appare evidente dalla naturalezza con cui posso esclamare frasi come: "Hey pendejo! Chinga tu madre, puto!"