martedì 30 maggio 2017

Silent Hill: Shattered Memories (2009)

Climax Studios | Nintendo Wii

Con i survival horror ho problemi da sempre, imbarazzanti momenti di paura infantile che mi impediscono di proseguire oltre le prime (terrorizzanti) ore di gioco. Non parliamo poi della serie di Silent Hill (di cui non ho mi portato a termine nessun capitolo pur possedendo tutte le uscite principali): ansia che levati, mani sudate e occhio sgranato da gatto colto di sorpresa.

Ma questa appassionata e appassionante monografia in podcast (di cui vi linko la prima parte, direttamente dal sito di outcast.it) ha messo così bene in evidenza tutta la bellezza a cui, vigliaccamente, stavo rinunciando, spingendomi a superare sciocchi timori e lasciandomi avviluppare dal mondo di nebbia cesellato da Climax Studios.

Silent Hill: Shattered Memories è stata la prima scelta in virtù della sua natura "alternativa" e peculiare, incarnando un concetto di rilettura e reinterpretazione che mi affascina moltissimo.

Per tutta la durata dell'esperienza ho lasciato questo mondo per scavare in una storia plasmata sulle mie scelte, sulle mie curiosità, su risposte date a domande che, uscendo dallo schermo, hanno avuto modo di concretizzarsi in una viscerale esperienza intima, una seduta psicoanalitica digitale con cui ho scoperto qualcosa di me. 

Fuggendo da mostruosità senza la possibilità d'opporre la benché minima resistenza, braccato in scenari di ghiaccio, spolverando lentamente tasselli di un puzzle scomposto da menti brillanti, ho vissuto emozioni intense, fragili spicchi d'umanità che si beffano dell'arretratezza tecnica del prodotto.

In Silent Hill: Shattered Memories tutto è finalizzato all'inglobare il giocatore in uno stato di sospensione e attesa, dalla colonna sonora a opera dell'eclettico Yamaoka, ai guizzi creativi di meccaniche interattive mai decontestualizzate e sempre pertinenti al contesto.

Giunto al termine del mio incubo esistenziale ho qualcosa da portare con me, un brivido che poche creazioni dell'intelletto umano riesco ancora a suscitare in un adulto barbarizzato dalla vita quotidiana, un brivido che da solo fa sminuisce tutti i difetti, più o meno evidenti, del bellissimo gioco di Climax Studios.