giovedì 25 maggio 2017

I Am Alive (2012) [REPOST]

Ubisoft Shangai | Xbox 360

Con questo gioco mi sono trovato alle prese con una produzione che, partendo da un paio di semplici idee, riesce a veicolare sensazioni particolarmente intense, sfruttando in maniera magistrale l'atmosfera delle ambientazioni di gioco e l'avvolgenza insita nelle migliori creazioni "videogiocose".

I Am Alive ha meccaniche ludiche ben rodate e già sperimentate, seppur in maniera diversa, in altri titoli Ubisoft. L'impatto iniziale riporta subito alla mente le gesta di Altair e soci zompettanti, ma basta aggrapparsi al primo pilastro semi distrutto per accorgersi della "novità" introdotta dagli sviluppatori. Ogni azione motoria, sia essa un'arrampicata oppure uno scatto, affaticherà il protagonista, consumandone la resistenza fisica. Giunti al massimo sforzo sopportabile, il giocatore potrà trattenere la presa ancora per pochi istanti premendo ripetutamente un dorsale del pad, per poi cadere in maniera definitiva. Questa semplice variante modifica drasticamente l'approccio al gameplay, richiedendo per quasi ogni scalata strategia e panificazione, con una gestione oculata nelle minime risorse che possono aiutarci durante le sessioni più impegnative. 

L'ostilità del territorio, unita alla vulnerabilità del protagonista, fanno schizzare la tensione verso i massimi livelli, con sequenze di gioco al cardiopalma dove la salvezza è vicina ma dannatamente faticosa da raggiungere. Il sistema di controllo non perfetto contribuisce a donare al protagonista quell'umanità che tanto giova alla credibilità del tutto.

E proprio parlando d'umanità non si può fare a meno di citare l'altro elemento fondamentale di I Am Alive: i sopravvissuti. Quel che resta della società non sono altro che uomini intenti a restare vivi, cooperando in alcuni casi oppure attaccando la maggior parte delle volte. La preoccupante penuria di proiettili rende l'incontro con i sopravvissuti ostili una danza mortale fatta di false minacce con la pistola scarica, brutali e veloci uccisioni a base di machete e disperate fughe per la salvezza. Le reazioni lasciano spesso spiazzati e, non di rado, un leggero senso di colpa sottolinea le scelte morali più discutibili che il giocatore si trova a prendere durante il proprio viaggio in questo cumulo di macerie e disfacimento.

Con questo continuo alternarsi di tensione e amarezza I Am Alive centra in pieno il bersaglio, rivelandosi un'esperienza profonda e matura dalla spiccatissima personalità. dove poco importa dei palesi limiti tecnici o della non eccelsa durata del titolo, perché il gioco ci spalanca le porte di un'universo fittizio stracolmo di sensazioni, dubbi e situazioni forti, autentiche.

Questo è uno dei "modi giusti" di raccontare storie adulte sfruttando appieno tutte le caratteristiche proprie del media Videogioco, con buona pace del David Cage di turno.