sabato 27 maggio 2017

Gummo (1997) [REPOST]

Harmony Korine | USA

Gummo è un calcio dritto nelle palle, improvviso e lancinante. Una pellicola con una tale carica nichilista e anti-umana disgusta ma ti afferra per la gola e ti costringe a guardare, a osservare dritto negli occhi il degrado e lo squallore che accompagna le vite dei personaggi. Le vicende raccontate (il più delle volte in modo sconclusionato) sono ambientate in una cittadina, Xenia in Ohio, devastata da un tornado che ha ucciso molti dei suoi abitanti.

Ma non sono solo le case a essere state spazzate via...

Per i sopravvissuti alla catastrofe non rimane altro che un corrotta e putrida esistenza, una copia sbiadita e logora di quella che prima pensavano fosse vita. Non c'è luce in questo luogo, ma solo una grigia coltre di nulla, un rassegnato procedere verso l'oblio dell'intelletto e della dignità umana. C'è morte, tanta morte, sin dentro le vene, nell'aria, nei macabri giochi di fanciulli lasciati a essiccare sotto un sole che non scalda.

Harmony Korine dipinge una tela dove il giallo è del piscio e il blu è quello di una piscina piena di rifiuti, un ritratto di un paese, l'America, che accecato dalla rincorsa continua al Sogno si lascia dietro milioni di reietti, d'ultimi, di perdenti, di falliti che appartengono al reale, al quotidiano. Sono i figli che è meglio nascondere, i difetti da estirpare per non compromettere la propria immagine, i problemi che non richiedono attenzione.

La telecamera segue queste vuote figure con freddezza e distacco, non nascondendo nulla allo spettatore, ma vomitandogli addosso puro acido corrosivo, aprendo il sipario su questo tetro teatrino d'anime nate già defunte. Il messaggio è così destabilizzante che metabolizzarlo è ostico.

Il regista non cerca risposte ma contempla attraverso la lente della cinepresa, registrando quando effimera e agghiacciante possa divenire l'esistenza umana. Una muta e distratta autodistruzione.

Sicuramente da guardare cercando d'arrivare al finale delirante, una perla di negatività e pessimismo che il cinema mainstream non ha il lusso, o il coraggio, di permettersi.

Altra caratteristica eccentrica (e assolutamente azzeccata, per il sottoscritto) risulta essere la colonna sonora, che alterna svariate tracce di extreme metal band più o meno underground (Bathory, Absu, Nifelheim, Bethlehem, Burzum, Mystifier) a brani come "Like a Prayer" di Madonna e "Everyday" di Buddy Holly (WTF!). L'effetto è sempre disturbante e malsano.