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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

The Devil's Blood - The Thousandfold Epicentre (2011)

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Germania | Metal Blade Records
Il secondo album dei tedeschi Devil's Blood è un concentrato di hard rock metallico figlio delle occulte influenze di Coven, Witchfinder General, Black Sabbath e drogato con vibrazioni psichedeliche, coretti accalappianti e voci femminili non imbarazzanti.
Le melodie portanti, sempre orecchiabili e attente al groove roccioso, mantengono alto l'interesse, snodandosi con naturalezza attraverso atmosfere crepuscolari ed epiche che cotonano i capelli, accrescono il pelo in petto e rendono le giornate più felici e serene.
Non troverete nulla di trascendentale in "The Thousandfold Epicentre" ma si rockeggia alla grande e senza vergogna alcuna.
Certamente nostalgico ma non per questo privo di valore.

Silent Hill: Shattered Memories (2009)

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Climax Studios | Nintendo Wii
Con i survival horror ho problemi da sempre, imbarazzanti momenti di paura infantile che mi impediscono di proseguire oltre le prime (terrorizzanti) ore di gioco. Non parliamo poi della serie di Silent Hill (di cui non ho mi portato a termine nessun capitolo pur possedendo tutte le uscite principali): ansia che levati, mani sudate e occhio sgranato da gatto colto di sorpresa.
Ma questa appassionata e appassionante monografia in podcast (di cui vi linko la prima parte, direttamente dal sito di outcast.it) ha messo così bene in evidenza tutta la bellezza a cui, vigliaccamente, stavo rinunciando, spingendomi a superare sciocchi timori e lasciandomi avviluppare dal mondo di nebbia cesellato da Climax Studios.
Silent Hill: Shattered Memories è stata la prima scelta in virtù della sua natura "alternativa" e peculiare, incarnando un concetto di rilettura e reinterpretazione che mi affascina moltissimo.
Per tutta la durata dell'esperienza ho lasciato…

Dame En Noir - La Clef des Songes (1998)

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Italia | Elegy Records
Mi sembra doveroso iniziare la collaborazione con Barbagamer Micro buttando sul piatto una band semisconosciuta della mia sorridente cittadina sulla riviera ligure.
I Dame en Noir nascono come Yog Sothoth all'inizio degli anni '90, dediti ad un tradizionale death metal senza tanti fronzoli. Da li a poco, dopo qualche concerto e qualche avvicendamento in line up cambiano genere e monicker. La matrice death metal resta sullo sfondo, per dare più spazio a melodie ed atmosfere più vicine al doom di Anathema e My dying Bride degli inizi. Nel 1995 esce sotto etichetta Nadir il demotape "Comédie Humaine", che contiene tre pezzi.
Passano ancora un paio d'anni ed entra in formazione anche Francesca, la cui voce si va ad aggiungere al growl di Giuseppe e Luca.
Nasce così "La Clef des Songes", album che si bilancia fra atmosfere cupe ed eteree generando sonorità davvero interessanti per l'epoca. Fra le nove tracce del disco segnalerei &q…

L'ultimo degli uomini (2003) [REPOST]

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Margaret Atwood | TEA
Margaret Atwood è una scrittrice canadese (classe 1939) atipica nel panorama della narrativa odierna. Le sue opere sono impregnate da una discreta componente fantascientifica (certamente sui generis) anche se, in svariate occasioni, l'autrice ha rimarcato con decisione la quasi totale estraneità da questo calderone di lettere, astronavi e disastri post apocalittici, preferendo seguire un percorso professionale e artistico sicuramente più libero e stimolante. Molti dei suoi romanzi danzano tra richiami apparentemente di genere contraddistinti da una solida caratterizzazione di personaggi e ambientazioni, miscelati con un vivace e ritmato stile narrativo. Inoltriamoci dunque nell'analisi di una delle sue opere più riuscite ed affascinanti: L'ultimo degli uomini.
L'ultimo degli uomini (il protagonista) è uno dei pochi sopravvissuti della razza umana, eletto a “Portatore della parola del padre Crake e della madre Oryx” da una tribù di uomini-fanciulli…

Gummo (1997) [REPOST]

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Harmony Korine | USA
Gummo è un calcio dritto nelle palle, improvviso e lancinante. Una pellicola con una tale carica nichilista e anti-umana disgusta ma ti afferra per la gola e ti costringe a guardare, a osservare dritto negli occhi il degrado e lo squallore che accompagna le vite dei personaggi. Le vicende raccontate (il più delle volte in modo sconclusionato) sono ambientate in una cittadina, Xenia in Ohio, devastata da un tornado che ha ucciso molti dei suoi abitanti.
Ma non sono solo le case a essere state spazzate via...
Per i sopravvissuti alla catastrofe non rimane altro che un corrotta e putrida esistenza, una copia sbiadita e logora di quella che prima pensavano fosse vita. Non c'è luce in questo luogo, ma solo una grigia coltre di nulla, un rassegnato procedere verso l'oblio dell'intelletto e della dignità umana. C'è morte, tanta morte, sin dentro le vene, nell'aria, nei macabri giochi di fanciulli lasciati a essiccare sotto un sole che non scalda.
Harm…

La saga di Terramare (1968 - 2001) [REPOST]

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Ursula K. Le Guin | Mondadori
Ricordo ancora il mio primo romanzo fantasy, quel libretto sconosciuto che risponde al nome de "La spada di Shannara", divorato in un paio di giorni di lettura claustrale.
Ne seguirono moltissimi altri, dai fondamentali ai più imbarazzanti, in un turbinio di elfi, nani e hobbit. Poi arrivò la fantascienza. Arrivarono Dick, Gibson ed Asimov tutti insieme allegramente, ghignanti come famelici bastardi. Fu come passare da Postal Market alle VHS porno in un solo giorno, con la casa libera ed infinita carta igienica da sperperare in nome della gioia ormonale.
Accantonai il mio primo amore e mi persi nello spazio, beato, insaziabile, sfigato. Furono anni importanti quelli, anni che mi portarono ad essere quello che sono oggi, un bambino curioso con qualche soldo in più e qualche sogno in meno, ma lasciamo perdere che altrimenti mi scende la lacrima e torno a giocare con il Megadrive.
Un bel po' di tempo fa ho letto un post, in un gruppo privato di…

I Am Alive (2012) [REPOST]

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Ubisoft Shangai | Xbox 360
Con questo gioco mi sono trovato alle prese con una produzione che, partendo da un paio di semplici idee, riesce a veicolare sensazioni particolarmente intense, sfruttando in maniera magistrale l'atmosfera delle ambientazioni di gioco e l'avvolgenza insita nelle migliori creazioni "videogiocose".
I Am Alive ha meccaniche ludiche ben rodate e già sperimentate, seppur in maniera diversa, in altri titoli Ubisoft. L'impatto iniziale riporta subito alla mente le gesta di Altair e soci zompettanti, ma basta aggrapparsi al primo pilastro semi distrutto per accorgersi della "novità" introdotta dagli sviluppatori. Ogni azione motoria, sia essa un'arrampicata oppure uno scatto, affaticherà il protagonista, consumandone la resistenza fisica. Giunti al massimo sforzo sopportabile, il giocatore potrà trattenere la presa ancora per pochi istanti premendo ripetutamente un dorsale del pad, per poi cadere in maniera definitiva. Questa semp…

Gunvalkyrie (2002) [REPOST]

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Smilebit | Xbox
Realizzato da Smilebit (ricordiamo alcuni dei titoli usciti su console, più o meno recenti, come il fastidiosissimo Jet Set Radio ed il magistrale Panzer Dragoon Orta) e pubblicato da Sega nel 2002, Gunvalkyrie si presenta alla massa giocante mostrando tutti gli elementi fondamentali di un buon shooter arcade: tanti nemici a schermo, varietà d'armamentario, boss grandi e infami, un tatticismo frenetico ma non confusionario e una veste grafica sinceramente sbalorditiva.
Ma una cosa è cambiata rispetto allo standard classico di Sega: l'immediatezza dei controlli. Il gioco è fottutamente ostico da padroneggiare, anche e sopratutto in virtù della tempestiva velocità di reazione richiesta per sopravvivere alla valanga di nemici che infestano lo schermo. La padronanza dei suddetti esige un lungo periodo d'apprendimento, un nefasto lasso di tempo fatto di tentativi, imprecazioni e crescente frustrazione nichilista. Solo nel momento della totale comprensione e del…

Massimo Volume - Lungo i bordi (1995) [REPOST]

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Italia | Mescal
Misi nello stereo "Lungo i bordi" nell'inverno del 1997. Avevo pescato questa musicassetta in una bancarella dell'usato, allestita nella piazza di una cittadina molisana, Termoli. L'acquistai d'impulso, incuriosito dalla copertina. Era tarda serata quando, armato d'un paio di cuffie di pessima qualità, fui risucchiato nel vortice dei Massimo Volume.
Non ero pronto a spalancare gli occhi sulla realtà, in quel fluire di musica liquida e parole taglienti, di note malinconiche e sospese, di frammenti di vita su cui, timidamente, mi stavo affacciando, in parte intimorito, in parte rinfrancato.Rimasi lì, rapito da immagini, odori, suoni ed umori nuovi,  ascolto dopo ascolto, sempre più in profondità, sempre più assorto, sempre più intensamente consapevole d'aver partecipato ad una confessione privata, intima, fragile.
Successivamente avrei scoperto tutto quel fermento creativo che risponde al nome di post rock, ma il mio cuore resta ancorato…

Martyrdöd - List (2016)

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Svezia | Southern Lord
Parte con il botto questo "List" degli svedesi Martyrdöd, grazie a un brano come "Overlevaren", un coinvolgente assalto crust/death/punk/metal abrasivo a base di d-beat e voce ruvida.
L'incantesimo si dissolve con l'arrivo delle melodie discutibili che iniziano a impestare le canzoni successive, tanto orecchiabili quanto banali e prevedibili.
Tutto il resto del disco è un ripetersi della medesima struttura, protratta nel tempo e abusata fino alla nausea, perfetta per una serata a base di pizza con la cipolla e rutto libero ma che frantuma i coglioni veramente troppo in fretta.

Short Peace: Ranko Tsukigime's Longest Day (2014) [REPOST]

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Sunrise, Shochiku, Crispy's Inc. e Grasshopper Manufacture | PlayStation 3


Gli Occhi del Giappone Katsuhiro Ōtomo è un figo, pochi cazzi. Creatore di quel capolavoro senza tempo che risponde al nome di "Akira", ha impresso in maniera indelebile l'immaginario sci-fi collettivo, tratteggiando con maestria regole e convenzioni stilistiche ancora in auge. Ed è proprio dall'omonimo lavoro di Ōtomo (datato 1979) che questo Short Peace prende il via, coinvolgendo nell'intero progetto nomi illustri dell'animazione nipponica. Quattro cortometraggi sontuosi (con l'apripista "Possessions" nominato all'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione), che stupiscono per ricercatezza artistica, realizzazione tecnica e potenza comunicativa ("Gambo" è da brividi), affreschi in movimento che, pur attingendo a piene mani dal tipico immaginario fantastico/fantascientifico nipponico, riescono a svecchiarne la formula con estrema eleganza e se…

Cytotoxin - Radiophobia (2012)

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Germania | Unique Leader Records
Pur se privo dell'elegante brutalità di un disco già trattato in questo blog, "Radiophobia" rimane un cazzo di bestione possente tutto brutal death metal, tecnica e devastazione nucleare.
I tedeschi ci vanno giù pesante, imbastendo trame chitarristiche annichilenti su ritmiche inumane e matematiche, con brani come "Radiophobia", "Survival Matrix" o "The Red Forest" che creano genuina esaltazione mortifera.
Le sonorità del gruppo non si distanziano dai dettami imposti dai maestri del genere, ma messi davanti alla qualità indiscussa di "Radiophobia" non resta che alzare il volume e a palla  e lasciarsi bombardare da cotanta impietosa bellezza violenta.
Cafone con stile.

Bravely Default (2012) [REPOST]

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Silicon Studio | Nintendo 3DS


Ho un rapporto malsano con i JRPG. Uno di quei rapporti che sarebbe il caso di troncare sul nascere, vista la mancanza d'equilibrio e sanità mentale.
Ogni volta ci ricasco. Ogni volta. La smania del grinding prende il sopravvento, trasformando le prime (50) ore di gioco in una trottola pseudo spastica, con il personaggio intento a scavare un pozzo petrolifero nei suoi due metri quadrati, una novella trivella che nulla ha da invidiare ai più rinomati porno attori passati, presenti e futuri. La scimmia continua ad accarezzarmi la testa fino a quando ne ho pieni i coglioni e abbandono tutto lì, con personaggi al livello 70 che ancora attraversano l'uscio della casa natia, nel villaggio iniziale.
Ma Bravely Default ha spezzato questa maledizione! Ho speso 100 ore di vita spolpando ogni segreto del titolo Silicon Studio, preso da una foga pre-adolescenziale inattesa e vergognosa.
Tra classi multiple, personaggi stereotipati (ma simpatici), una trama de…

Windswept - The Great Cold Steppe (2017)

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Ucraina | Season of Mist
Ho scritto un post sui Drudkh qualche mese fa. Bene, i Windswept sono i Drudkh privati dell'ugola maligna di Thurios.
"The Great Cold Steppe" elimina i rallentamenti melodici e le parti folk dal sound della band ucraina e ne mantiene (quasi) interamente il riffing fluido e ossessivo, spingendo l'acceleratore su tempi di batteria sostenuti e circolari.
La monotonia voluta e la ripetitività dei lunghi brani sono ancora al proprio posto, la granulosità del sound è quella e l'ipnosi nera indotta funziona ancora, ma viene spontaneo interrogarsi circa l'utilità di un nuovo (l'ennesimo) progetto musicale così poco differente da quello principale.
"The Great Cold Steppe" resta comunque un ottimo album di nero metallo nella sua forma più ferale e incontaminata. 

The Gathering - Afterwords (2013)

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Olanda | Psychonaut Music
Avevo lasciato i The Gathering a "Souvenirs", album che ho apprezzato quasi completamente, e aiutato da una lunga notte insonne sono andato a cercare gli olandesi su Spotify, incappando quindi in "Afterwords".
L'assenza di Anneke van Giersbergen dietro al microfono ha privato il gruppo di un punto di forza, ma la cosa che mi ha lasciato più interdetto è l'inconcludenza che affligge tutte le composizioni presenti in questo lavoro.
I pochi momenti buoni soffocano in un batuffolo d'inconsistenza spaventoso, con brani che naufragano un istante prima d'aver comunicato qualcosa, frammentati bozzetti senza rifinitura alcuna.
"Afterwords" s'atteggia ma fa solo tanta tenerezza.

WarioWare, Inc.: Minigame Mania (2003)

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Nintendo R&D1 | Game Boy Advance (Virtual Console Wii U)

Sono passati quattordici anni dall'esordio del "WarioTurboDivertimento" ma WarioWare, Inc è ancora così fottutamente attuale, geniale, divertente, originale e meraviglioso che giocarlo adesso, anche se per la prima volta, mantiene intatta quell'eccitante sensazione di CHE CAZZO SUCCEDE! È TUTTO FOLLE! AIUTO! DATEMENE ANCORA! WARIO SINDACO DELL'UNIVERSO! che da sola vale il prezzo d'ingresso.
Le mitragliate di minigame che ci troveremo ad affrontare in rapida successione creano un clima d'ilare benessere, esempio lampante di un design fuori scala, tarato al millesimo di secondo, fulmineo nell'esporre le proprie regole e immediato nell'appagare il fruitore.
Avanzando nel delirio si sbloccheranno numerosi giochilli stand alone, snack croccanti con cui sprofondare nell'autismo più pericoloso, cristallizzando retina, sinapsi  e vita sociale (?).
WarioWare, Inc.: Minigame Mania ha uno stil…

The Pineapple Thief - Your Wilderness (2016)

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Inghilterra | KScope
L'undicesimo album della prog band inglese è stato il mio battesimo con la proposta musicale del gruppo.
La prima cosa a colpire favorevolmente è la pregiata prestazione, ricca di gusto e tecnica mai fine a se stessa, del batterista che con sommo piacere ho appreso essere Gavin Harrison, nome noto del panorama musicale italiano e "recentemente" entrato nelle fila dei Porcupine Tree.
"Your Wilderness" è una convincente opera di rock intelligente e malinconico, dove ritmi carnosi dettano le regole di composizioni estremamente diversificate, caratterizzate da melodie orecchiabili che non cedono alle facili tentazioni del pop più banale.
Il timbro soffiato e sussurrato di Bruce Soord, pur non titillando le giuste corde del mio gusto personale, arricchisce d'emozione l'intero lavoro che, tra sperimentazioni mai esasperate e scariche d'adrenalina distorta, riesce a regalare piacevoli minuti d'ottima musica introspettiva.
Concreto,…

Ginga Ojousama Densetsu Collection (2008) [REPOST]

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Red Entertainment | PlayStation Portable
Questo Ginga Ojousama Densetsu Collection ha tre caratteristiche che mi hanno spinto all'acquisto (leggermente oneroso) di una copia: Ginga Fukei Densetsu: Sapphire, Red Entertainment e PlayStation Portable. Traducendo il tutto in un'unica frase: un fottutissimo sparatutto verticale, sviluppato da quei mostri della Red, da poter portare sul Trono Supremo.
Poco importa se all'interno della compilation trovano spazio le prime due parti di Galaxy Fraulein Yuna, visual novel venate dai tenui elementi RPG, inaccessibili al sottoscritto per incomprensione totale dell'idioma nipponico. La scimmia era tutta per lui, il fantomatico Ginga Fukei Densetsu: Sapphire, mostriciattolo tecnico che ha messo alle strette le capacita computazionali del PC Engine CD nel 1995, quel semplice pezzo di policarbonato dal costo leggermente esagerato, un shooting game da possedere. Fisicamente.
Il titolo della Red rientra ancora all'interno di una filo…

Kingdom Under Fire: Circle of Doom (2007) [REPOST]

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Blueside | Xbox 360
Kingdom Under Fire: Circle of Doom è un gioco sbagliato, pochi cazzi, marcio dalle fondamenta, senza speranza. I sud coreani Blueside hanno costretto un musou all'interno di sentieri strettissimi, con una barra della stamina che limita il susseguirsi di combo (che incominciano a scorgersi solo dopo un ragguardevole incremento della relativa statistica) ed un sistema di telecamere da scomunica ecclesiastica perenne.
Ci si ritrova circondati da (semi) orde di "mobbaglia" dalla dubbia intelligenza (caratteristica di ogni musou che si rispetti), impossibilitati nello sterminio di massa da angolature della visuale che strappano bestemmie e sorrisi in equal misura. Ma il tutto assume i toni della parodia una volta varcate le porte delle boss fight... Creature di dimensioni modeste rinchiuse all'interno di un pollaio di periferia che zompettano con discrezione e impallano la camera con arroganza.
La componente da RPG all'acqua di rose potrebbe regala…

Trackmania Turbo (2016) [REPOST]

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Nadeo | PlayStation 4
Trackmania Turbo è una figata pazzesca, inutile menare il can per l'aia. Si corre contro il tempo e contro il track design, ottimizzando l'ingresso in curva, giro dopo giro, salto dopo salto, turbo dopo turbo.
Tutto scorre fluido, veloce, colorato, eccentrico, adrenalinico. Si zompa allegramente attraverso percorsi ufficiali e non, utilizzando quattro differenti tipologie di vetture, diversificate con equilibrio ed estremamente appaganti da guidare. Tutto figo, tutto bello, tutto tutto.
Ma Trackmania Turbo è anche il figlio sadico di menti deviate, educato a suon di scudisciate sul membro e quindi altamente vendicativo. Ci sono le canoniche tre medaglie da vincere, medaglie che sbloccano l'accesso ai campionati successivi. Il "problema" sorge proprio qui: ottenere l'aurea riconoscenza non è cosa da poco sin dalle prime gare, ma con il sopraggiungere dei percorsi più accidentati e pieni d'ostacoli si ha la consapevolezza piena della m…

Valborg - Endstrand (2017)

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Germania | Lupus Lounge
Li amo questi Valborg, marci crucchi suonatori di rock estremo scarno e corrotto, vibrante di distorte perversioni chitarristiche, ritmi sciocchi dal suono sintetico, urla lancinanti e liriche in tedesco colme d'odio.
In "Endstrand" ci sono quei riff tamarri e grassi che invitano alla distruzione, quei mid-tempo banali ma tanto gustosi, quell'attitudine gretta che è propria del metallo più purulento, una secchiata d'orgogliosa merda ignorante che ha conquistato il mio cuore e il mio scroto.
Urlare il disprezzo in un mondo, finalmente, in fiamme.

Quantum Theory (2010) [REPOST]

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Team Tachyon | PlayStation 3
Non sono un giocatore che si scandalizza quando la buona idea di un singolo viene riciclata da altri. D'altronde il mondo dei videogiochi si basa proprio su questo: qualcuno inventa, la massa copia, espande, ricicla e, forse, migliora.
Non è un mistero che la saga di Gears of War abbia riscritto le regole dello sparare in terza persona, inserendo quei benedetti muretti che adesso riteniamo obbligatori in ogni buon TPS. Ma la serie di Epic aveva compreso benissimo che guidare un carrarmato di carne doveva risultare immediato e divertente. Ed ecco la genialata: un solo tasto per correre, mettersi al riparo, uscire dal medesimo, scavalcarne altri, rotolare e successivamente tornare a correre felici, bersagliati da una pioggia di proiettili, esplosioni, crolli e sbudellamenti vari.
Quantum Theory prova a innestare un po' di Giappone nella ricetta base, copiando tutto ma dimenticando proprio l'ingrediente principale. Si combatte di più con il sistem…

Esben and the Witch - Older Terrors (2016)

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Inghilterra | Season of Mist
La proposta musicale del terzetto inglese è peculiare, un ibrido di sonorità sciamaniche, incedere darkwave, distorsione gothic rock e briciole pop.
"Older Terrors" racchiude quattro tracce, dalla lunghezza considerevole, estremamente semplici e lineari, dove la voce, infantile e spettrale, della cantante Rachel Davies plana su tappeti monotoni e circolari, ossessivi nel ripetere incessantemente la stessa partitura.
Le canzoni assumono una forma quasi ritualistica che inizialmente aggrada l'orecchio, ma troppo in fretta finiscono per sfiancare l'ascoltatore, lasciandolo con un "sì, ok, e adesso?" a cui non vi è risposta.
Qualche bel brivido d'atmosfera non basta a fare di questo album un buon disco.

Varg - Götterdämmerung (2017)

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Germania | Napalm Records
"Götterdämmerung" racchiude tutte le caratteristiche che detesto nel metal, un EP di banalità e "luoghi comuni" che Spotify si è sentita di consigliarmi.
Volete delle melodie della minchia pseudo epiche? Come rinunciare a riff stupidi da principi del metalcore de borgata? E una spruzzata di vomito "viking" la vogliamo trascurare? E i cori da stadio? E le chitarre che "stop&go, altro giro altra corsa"? E il tedesco? E la copertina? E perché?
Tutto è stantio, già sentito, mirato a scalare le classifiche finlandesi, fastidioso, plasticoso, incolore, merda, cacca, sciolta e managgia al clero.
Ah, la produzione è proprio quella lì, fredda e di plastica.

Necrophobic - Womb of Lilithu (2013)

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Svezia | Season of Mist
Ho sempre apprezzato la bontà sonora della storica band di Stoccolma, quel loro miscelare oscuri assalti black metal con attitudine che non faccio fatica a definire heavy metal.
"Womb of Lilithu" dimostra con forza tutta la maestria degli svedesi, regalando brani quadrati del riffing coinvolgente e trainante, brani che vanno belli dritti al sodo mandando a fanculo avanguardie e sperimentazioni.
Il risultato finale è orecchiabile e appetibile a tutti gli amanti del nero metallo stufi di arzigogolate masturbazioni hipster.
Heavy!

Behemoth - The Satanist (2014)

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Polonia | Nuclear Blast Records
"The Satanist" è un album dei Behemoth "contemporanei" al 100%, compatto, duro e arrangiato satanicamente.
Purtroppo "The Satanist" è il solito album dei Behemoth "contemporanei", quasi una copia carbone delle ultime fatiche della cricca di Nergal, dove si fa fatica a trovare qualcosa che non quadra ma, con altrettanta difficoltà, si riesce a restare estasiati durante gli ascolti, con brani che scorrono via senza mordere mai.
"Furor Divinus" e la title track hanno qualche guizzo in più, ma il resto è la consueta ricetta made in Polonia.

The Discovery (2017)

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Charlie McDowell | Netflix

"The Discovery" ha un inizio che ti mette nello stato d'animo giusto, misterioso quel tanto che basta per incuriosire e darti la voglia di proseguire. (Un modesto) Robert Redford è uno scienziato che ha tolto il velo su uno dei più grandi misteri dell'umanità: l'esistenza dell'aldilà, e tale scoperta ha scombussolato l'approccio stesso alla vita dell'intera razza umana.
La produzione Netflix è un film di chiacchiere dal ritmo molto lento, lentezza che risulterà indigesta ai più, accentuata da ripetuti silenzi e da una prestazione moscia degli attori. L'ottima premessa non viene approfondita a dovere, con un brusco calo della tensione nella parte centrale, ma l'argomento trattato e le riflessioni che mette in moto mi hanno affascinato, portandomi a consigliare la visione ai curiosi.
Si parte col botto e qualche pezzo rotola via durante la corsa, ma "The Discovery" arriva al traguardo, pur se con il fiato cor…

Gorguts - Colored Sands (2013)

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Canada | Season of Mist
I canadesi Gorguts non hanno mai raccolto tutto quello che meritavano, nonostante l'evoluzione e il miglioramento costante del loro originale brutal death d'avanguardia, avvenuto album dopo album, con un suono cannibalizzato da una vergognosa serie di cloni più o meno deprecabili.
"Colored Sands" arriva dopo anni di silenzio e con una formazione quasi del tutto rimaneggiata, ma bastano le prime note per comprendere l'imponenza e la magnificenza di questo titano del metal.
Pur senza rinunciare a intricati assalti frontali, la band eccelle nella messa in opera d'atmosfere fosche, enigmatiche, stranianti, per merito di un riffing che fa delle dissonanze il proprio punto di forza.
Arrangiamenti sublimi, originalità verace e capacità tecniche messe al servizio del gusto, per uno dei più stravolgenti album degli ultimi anni.

Necrowrecth - Satanic Slavery (2017)

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Francia | Season of Mist
Se penso alla scena metal estrema francese, la prima cosa che mi salta in mente è la follia. Molte delle realtà più "conosciute" presentano una dose d'avvolgente insania che arricchisce il suono e rende l'ascolto più imprevedibile.
I Necrowrecth scelgono una strada diversa, pubblicando un album di black death metal old school, marcio, diretto, veloce e satanico come la buona tradizione impone.
Nessuna concessione melodica, nessun momento di pausa, ma solo otto brani cattivi e devastanti, graziati da una produzione veramente azzeccata.
Consigliato ai più intransigenti e nostalgici.

40 Watt Sun - Wider than the Sky (2016)

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Inghilterra | Radiance Records
Malinconia circolare.
Potrei concludere così questo post, lasciando ai più curiosi la voglia di scoprire questo piccolo gioiello di struggente doom rock e dolce calore pop.
"Wider than the Sky" tocca il cuore sfruttando il lento incedere di pachidermiche composizioni (si superano facilmente i dieci minuti) dalle melodie semplici, ripetitive, rotonde.
La prova dietro il microfono del chitarrista Patrick Walker sorprende pur nella sua imperfezione, spargendo le briciole sul sentiero senza uscita dei 40 Watt Sun.
Il disco degli inglesi richiede il giusto stato d'animo per essere approcciato, e l'ascolto potrebbe risultare altrettanto pesante, ma alcuni sapranno smarrirsi e abbandonarsi.
A me è riuscito facilmente.

Figlio di Dio (1974)

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Cormac McCarthy | Einaudi
"Figlio di Dio" è un libro che non si dimentica, uno di quelli che ti porti dentro per sempre, nell'angoletto delle cose da raccontare, condividere, difondere.
Di Cormac McCarthy avevo letto solo "La strada", ma in questo esiguo numero di pagine vive uno dei personaggi più umanamente raccapriccianti di cui ho memoria, un reietto spregevole con cui, seppur a malincuore, ho condiviso emozioni, solitudine, eccitazione e miseria. 
Lo stile asciutto ed essenziale di McCarthy descrive con inaudita freddezza uno spicchio di mondo dove la speranza si corrompe con l'immondizia, il futuro è cenere e la ribellione necessita di tutto l'orrore concepibile.
Duro, indigesto, meraviglioso.