domenica 30 aprile 2017

Eucharist - Mirrorworlds (1997)

Svezia | War Music

Band dalla storia tormenta questi Eucharist, svedesotti dediti a quella branchia del death metal che non ha ritegno alcuno nell'imbastardirsi con la melodia più orecchiabile.

"Mirrorworlds" è passato in sordina, surclassato da album ben più blasonati, ma la sostanza è bella grossa, e la proposta sonora convince egregiamente, grazie al costante impatto delle chitarre, libere d'esprimersi attraverso una spiccata aggressività.

Batteria furiosa, screaming esasperato e giusto un pizzico d'armonia, per un lavoro da riscoprire e apprezzare.

sabato 29 aprile 2017

Bjørn Riis - Lullabies in a Car Crash (2014)

Norvegia | Karisma Records

Chitarrista e fondatore dei norvegesi Airbag, Bjørn Riis esordisce nel 2014 con il suo primo album solista, "Lullabies in a Car Crash", e l'ombra dei Pink Floyd troneggia di prepotenza.

Melodie liquide e atmosferiche su cui i solo di chitarra pennellano fraseggi eterei e malinconici, brani lunghi e pacati dalle ritmiche mai invadenti, arrangiati con discreto gusto.

La voce del barbuto nordico rimanda agli Anathema del periodo "A Natural Disaster", ma è la sei corde di Gilmour la vera musa ispiratrice dell'intero album.

"Lullabies in a Car Crash" è un lavoro onesto e godibile, che non fa nulla per nascondere un amore evidente, sbandierato dall'autore stesso.

venerdì 28 aprile 2017

Milking the Goatmachine - Milking in Blasphemy (2017)

Germania | NoiseArt Records

Privando i tedeschi Milking the Goatmachine del delirante background "storico", e dell'idiozia dei testi, resta visibile solo l'esile scheletro grindcore da manuale delle giovani marmotte morte.

In "Milking in Blasphemy" non esiste un momento d'umorismo sonoro, un briciolo di devianza che desti l'interesse dell'ascoltatore, ammorbato dai soliti riff, dagli stessi pattern di batteria, dalle classiche vocal al sifone e dalle prevedibili du' palle gonfie di noia.

Tutto è piatto, scontato, riscaldato ed evitabile a cuor leggero.

giovedì 27 aprile 2017

High Plains - Cinderland (2016)

Canada | kranky

"Cinderland" non ha particolari pretese artistiche, né vuole ammonire il popolo gretto e ignorante. A "Cinderland" basta solo accompagnare l'ascoltatore in uno stato di rilassatezza, massaggiando i padiglioni auricolari con melodie semplici, arrangiamenti scarni e atmosfere sognanti.

Il duo conosce bene i rudimenti della musica ambient e ne sfrutta la fluidità per incanalare massicce ondate di neoclassica , arricchendo l'ascolto di bei momenti da brivido emotivo.

Un disco che, pur senza sorprendere, evoca facilmente quella piacevole malinconia introspettiva.  

mercoledì 26 aprile 2017

Progenie Terrestre Pura - U.M.A. (2013)

Italia | Avantgarde Music

Black metal e spazio. Black metal cantato in italiano e fantascienza. Black metal italico di sci-fi imbevuto e ambient pem-pem siderale innestato.

Dal Veneto ad Alpha Centauri con un gusto melodico inaspettatamente "solare" e "gioioso", raro nel genere come forme di vita senziente su questa terra.

Da premiare l'idea ma un po' meno la messa in opera, giustamente sintetica ma ammiccante a repentina monotonia.

Progetto da tenere d'occhio.

martedì 25 aprile 2017

Dan Swanö - Moontower (1998)

Svezia | Black Mark Productions

Unico "episodio solista" a portarne impresso il nome, "Moontower", del musico/produttore svedese Dan Swanö, esprime tutte le influenze del proprio autore attraverso otto tracce di death metal melodico e progressivo.

Ogni elemento è opera del solo tuttofare nordico e il risultato tecnico e sonoro risulta assolutamente di primo piano, ma le "buone vibrazioni" non arrivano mai, nemmeno per un istante.

"Moontower" è preciso nella forma ma noioso nel contenuto, costantemente in balia di melodie gentili e gaudenti gradevoli come un calcio nelle palle, artificiose e impermeabili a emozioni anche solo minimamente spontanee.

Se apprezzate fare sesso con una meravigliosa/o vagina/pene di plastica...

lunedì 24 aprile 2017

At The Gates - At War with Reality (2014)

Svezia | Century Media Records

Non deve essere per niente facile scrivere nuovo materiale dopo un disco come "Slaughter of the Soul".

Se ci mettiamo anche venti anni nel mezzo, posso solo immaginare la discussione tra i quattro di Gothenburg:

"Oh, che cazzo ci mettiamo su questo fottuto coso?"
"Come dici?"
"La stessa roba e pedalare?"
"Ok, tutto deciso. Dai che lo facciamo, dai!"

"At War with Reality" riprende il discorso esattamente dal culmine sonoro raggiunto da quel maledetto capolavoro, senza stravolgere nulla e puntando dritto al cuore dei fan. Durante il primo ascolto il nuovo materiale suona bene e riesce a intrattenere, ma quando si cerca la ciccia, la struttura vacilla e scricchiola.

Gira che ti rigira, i brani hanno poco da dire e scivolano via distrattamente, e nulla può il pacchetto perfettino confezionato dagli At The Gates; scartato il regalo, resta solo una cocente delusione.

domenica 23 aprile 2017

Mantar - Ode to the Flame (2016)

Germania | Nuclear Blast Records

Il duo tedesco non inventa un benemerito cazzo, ma ti schiaffeggia con guanti di carta vetrata a suon di grezzissime bordate black 'n' roll, corrosivi rallentamenti sludge spacca cervicale, riff tamarri ideali per percuotere umani incontrati per caso e ritmi mai esasperati ma che mamma mia il crimine!

"Over to the Flame" ha tutto il gusto crucco per il groove pesante, quella mancanza di tatto ed eleganza che inumidisce il glande ed incrementa la rabbia incontrollata, quando, con la radio a palla, si freccia nel mondo con la bava alla bocca e l'odio nel cuore.

 Grazie Mantar, grazie d'esistere e farmi disprezzare i miei simili.

sabato 22 aprile 2017

Ulver - The Assassination of Julius Caesar (2017)

Norvegia | House of Mythology

Ho già scritto dell'imprevidibilità degli Ulver, ma "The Assassination of Julius Caesar" è andato oltre ogni mia più azzardata fantasia.

I norvegesi hanno confezionato un disco di pop sintetico dalle forti influenze ottantiane, riuscendo nel non facile compito d'evitare figure di merda pacchiane o posticce.

Se il brano d'apertura lascia discretamente freddi, basta ascoltare "Rolling Stone", "So Falls the World", "Southern Gothic" e la meravigliosa "Angelus Novus" per lasciarsi andare a ridicoli movimenti di bacino, canticchiando le ruffiane linee vocali senza vergogna alcuna.

Quando avverti l'ombra degli Spandau Ballet, comprendi che gli Ulver sfoggiano una personalità coraggiosa soltanto d'amare, e gli perdoni pure alcuni brani leziosi (la sopracitata "Nemoralia" e la DiscoEstateRaga "Transverbation") che, pur se dalla forma perfetta, non lasciano chissà quali emozioni ad ascolto ultimato.

Prendere o lasciare, ma sempre stima immensa per chi osa e riesce.

venerdì 21 aprile 2017

The Dale Cooper Quartet and The Dictaphones - Parole de navarre (2011)

Francia | denovali

"Parole de navarre" è il jazz che incontra l'ambient e la sperimentazione, filtrando i propri umori notturni con graffi noise e minimalismo spinto.

Guidare l'ascoltatore nei fumi periferici dei francesi spetta agli strumenti a fiato, malinconici esecutori sdraiati ai bordi di una strada poco illuminata, e gli scenari s'espandono e si perdono in una notte umida e corrotta, in lande percosse da spiriti, anime inquiete e miserabili.

Mai smarrirsi fu più catastroficamente gradevole.

giovedì 20 aprile 2017

Bask - Ramble Beyond (2017)

USA | This Charming Man Records

Mamma quando piacere mi regala questo "Ramble Beyond", secondo album della band di Asheville!

Partendo dal southern rock più tradizionale e melodico, i Bask costruiscono un muro sonoro grasso e armonioso, attingendo dall'impatto proprio del metallo senza smarrire l'innata capacita di scrivere ritornelli che fottono le cervella, ormai assuefatta alle ballatone distorte di cui il disco è ricco.

Un giretto psichedelico piazzato lì, un arpeggio messo di qua, quel riff quasi doom che proprio ci voleva e quaranta minuti volano via, quaranta minuti di musica dura, classica e bella d'ascoltare.

Rocka di brutto!

(°_°)

mercoledì 19 aprile 2017

Falls of Rauros - Vigilance Perennial (2017)

USA | Bindrune Recordings

L'amore triste tra "black metal" e shoegaze non ha sfornato perle memorabili, con troppi album privi di una precisa identità, goffi e inconsistenti, senza quel tocco emotivo che l'assurda commistione lascia presagire.

Se non fosse per la voce abrasiva e le accelerazioni di batteria, "Vigilance Perennial" potrebbe serenamente proporsi ad un pubblico non avvezzo alle ruvidità del metal, tanta è la bella melodia presente nelle tracce.

Il gusto melodico superiore alla media fa risaltare gli americani Falls of Rauros, una piacevole e inaspettata scoperta che mi sento di consigliare ai più malinconici metalloidi.

martedì 18 aprile 2017

Hellbringer - Dominion of Darkness (2012)

Australia | High Roller Records

Questo primo full-lenght dei camberrani (camberrioti?) Hellbringer sembra voler rispondere alla domanda: "che succederebbe se mettessimo insieme i Sodom del periodo "In the Sign of Evil"/"Obsessed by Cruelty" con gli Slayer di "Show no Mercy"/"Hell Awaits"?

Perché nei poco più di quaranta minuti di questo "Dominion of Darkness" quello che salta subito all'orecchio sono proprio le influenze della band di Gelsenkirchen, e soprattutto di quella di Huntington Park. Influenze che danno vita ad un disco di un ottimo "blackened" thrash metal capace di riportare indietro l'ascoltatore a sonorità tipiche del primo lustro degli anni '80.

Ed è proprio questo il merito maggiore del terzetto australiano: l'essere riusciti a confezionare un album che se non fosse per la produzione (più che adeguata, ma per forza di cose molto pulita) sarebbe estremamente verosimile credere possa essere stato rilasciato ventidue o ventitré anni prima della data di pubblicazione effettiva.

Certo che, se vogliamo essere onesti, alla band più che di non voler reinventare la ruota si potrebbe imputare di scendere quasi nel plagio in alcuni riff. Ma per il sottoscritto questo è irrilevante, da grande amante di questo tipo di sonorità non posso far altro che "headbangare" compiaciuto davanti ad un disco come "Dominion of Darkness".

lunedì 17 aprile 2017

Ancient Ascendant - Echoes and Cinder (2014)

Inghilterra | Candlelight Records

Secondo album per questa band inglese che deve aver ascoltato molto attentamente i lavori degli Arch Enemy, senza disdegnare abbondanti ore in compagnia di "Reinkaos" dei mai troppo rimpianti Dissection.

Come avrete intuito, ci troviamo al cospetto di un death melodico dalle pesanti influenze heavy metal, suonato dignitosamente e pieno di bei momenti tamarri.

Le tracce scorrono via che è 'na bellezza, spigliate ed a proprio agio, se non fosse per la malsana idea d'effettare la voce con una distorsione "effetto papero" alquanto fuori contesto.

"Echoes and Cinder" nutre e sazia il lurido metallaro interiore, solleticando proprio in quel punto lì, quello scontato ma efficace.

Peccato per l'anatra rabbiosa.

domenica 16 aprile 2017

Neurosis - Souls at Zero (1992)

USA | Alternative Tentacles

Nei commenti in un gruppo di Facebook (a questo link la pagina di Barbagamer Micro) al post apparso sul blog, mi hanno domandato quale fosse il mio disco "preferito" dei Neurosis e la mia, poco originale, risposta non si è fatta attendere troppo: "Souls at Zero".

Capita a ogni maledetto essere umano d'attraversare momenti difficili che interrompono il lento fluire della vita "normale", prove da superare che lasciano solchi profondi e purulenti con cui si può solo imparare a convivere, consapevoli d'essere cambiati per sempre, in maniera irreversibile.

Durante una di queste voragini emotive ho avuto la fortuna d'incappare in questo album, ed è stato come trovare un appiglio poco prima di precipitare, come scoprire che tutta quella merda poteva essere "condivisa" per cercare di rimanere a galla..

"Souls at Zero" è ribollente magma emozionale, stridente rumore rabbioso, un grido animalesco che squarcia un opprimente budello di confusione e malessere.

"Souls at Zero" è imperfetto e diverso, sbagliato e reietto, così disperatamente umano, così fragilmente universale.

Ancora oggi, perso nelle rumorose onde sonore emanate da questa creatura, posso scorgere una parte di me che ho dovuto lasciare andare per tornare a respirare, ma di cui rimpiango la stupida innocenza.

sabato 15 aprile 2017

Pix The Cat (2014) [REPOST]

Pasta games | PlayStation 4

Pix The Cat ha l'odore intenso di cicche di sigarette spente male, il suono trionfale della duecento lire appena inserite, il calore della calca di gufi alle spalle, lo stupore della scoperta, l'orgoglio delle tre lettere stampate in alto nella classifica.

Pix The Cat è un gioco arcade purosangue, semplice da comprendere ma bastardissimo da domare, essenziale ma profondo, confezionato ad arte e appagante come solo le cose fatte bene, quelle che il tempo non logora. 

Pix The Cat unisce Blockade e Flicky trasportandoli nell'era moderna, senza strafare ma non tralasciando tutte quelle caratteristiche che permettono a un semplice videogioco d'entrare nell'Olimpo dei classici.

Pix The Cat deve essere vostro, perché tanta ciccia giocosa è molto rara da trovare.

Un classico moderno.


venerdì 14 aprile 2017

Ravencult - Force of Profanation (2016)

Grecia | Metal Blade Records

Già in passato avevo goduto delle scorribande sataniche del gruppo ellenico grazie al full-lenght d'esordio "Temples of Torment", ma oggi mi trovo d'avanti un suono finalmente maturato, anche se attentissimo nel non violare il regolamento blasfemo della "Composizione Black Metal Standard".

"Force of Profanation" attinge dal passato in maniera intelligente, tra citazionismo ed evidente amore, proponendo la propria rude ferocia mediante una scrittura basilare ma non banale, dove l'innovazione può morire male se deve intaccare l'assalto e lo scapocciamento selvaggio.

Non c'è atmosfera né melodia; lo scopo finale e andare veloci (mai troppo) e colpire nel segno (quasi sempre), grazie a un'attitudine quasi "hardcore punk" che non stona minimamente nel quadro d'insieme.

Tra satanassi ed estinzioni varie e assortite, i greci portano a casa il risultato in maniera dignitosa, ignorando la pregevole tradizione black metal propria della loro terra.

Giù di prepotenza e semplicità.

giovedì 13 aprile 2017

Black Knight Sword (2012) [REPOST]

Grasshopper Manufacture, Digital Reality | PlayStation 3

Black Knight Sword è un gioco creato con molta furbizia. Vuole far leva sui nostalgici grazie alla propria natura da action platform con innocenti spruzzate da metroidvania all'acqua di rose, e vuole attirare l'attenzione con una componente visiva (e sonora) bizzarra, diversa e affascinante.

Ma la sola estetica non può sorreggere il tutto e, pad alla mano, l'intero baraccone crolla sotto il peso di un level design elementare e noioso che si esaurisce nello spazio di una manciata di ore, spegnendosi nella più totale indifferenza. Gli unici punti di forza restano quindi la direzione artistica, l'ansiogeno accompagnamento curato da Akira Yamaoka e la favola nera imbastita da sua eccentricità Goichi Suda, in grado di strappare qualche ghigno sardonico.

Black Knight Sword è un giochino mediocre che si pavoneggia del proprio aspetto ma inciampa goffamente nella passerella delle occasioni sprecate.


mercoledì 12 aprile 2017

Brutality - When the Sky Turns Black (1994)

USA | Nuclear Blast Records

"When the Sky Turns Black" è un fottutissimo discone di death metal americano duro e puro, un macigno di violenza e groove metallico che non passa inosservato.

Apparsi nella scena underground sul finire degli anni ottanta, i Brutality migliorano notevolmente il già convincente esordio ("Screams of Anguish") con dieci pezzi di morte sonora graziati da una costante ispirazione, dove alla velocità si contrappongono notevoli rallentamenti carichi di riff dove l'impatto regna sovrano, figli di chitarre mai dome e classicheggianti, vero fiore all'occhiello dell'intero lavoro.

Massiccio, viscerale e con minuscoli interventi melodici, tanto inattesi quanto riusciti, esempio concreto d'esemplare di razza tutto da (ri)scoprire.

martedì 11 aprile 2017

Trouble Witches Neo! (2011) [REPOST]

Studio Siesta | Xbox 360

Uscito su PC nel 2007 come gioco doujin, Trouble Witches Neo! è la versione riveduta, potenziata e corretta di un ottimo shooting game nipponico, pubblicato in esclusiva per lo store online della Xbox 360. 

Tutti gli ingredienti sono dosati con attenzione e abilità, curati con amore e perfettamente familiari a tutti gli appassionati dei danmaku. Il sistema di punteggio è profondo senza risultare criptico (chi ha parlato di Battle Garegga?), premiando il coraggio e la freddezza del giocatore a caccia di punteggi degni, e la presenza di svariate streghette (da sbloccare proseguendo nelle run) permette di scegliere l'approccio più congeniale alle proprie preferenze d'attacco (l'implementazione dei famigli è ottima).

Lo stile grafico "ciccipuffoso" delizia la vista grazie all'estrema ricchezza di dettagli e colori, sebbene le animazioni prive di frame facciano storcere il naso. La modularità del livello di difficoltà permette il giusto apprendimento, svelandosi con gentilezza e in maniera graduale, pur mantenendo elevato il ritmo, elemento fondamentale in uno shooter.

Classifiche online, possibilità di scaricare e uplodare i replay delle partite, doppia modalità (Arrange 360 Mode e Original Mode) e un piacevole accompagnamento musicale completano il pacchetto confezionato dallo Studio Siesta che, seppur non ambendo a riscrivere la storia dei manic shooter, porta a casa un'ottimo risultato.

Ritmato, calibrato alla perfezione e ricco di modalità, Trouble Witches Neo! merita lo spazio dei vostri HDD ed il denaro dei vostri portafogli.


lunedì 10 aprile 2017

Neurosis - Honor Found in Decay (2012)

USA | Neurot Recordings

Decimo album per i Neurosis, tanto seminali quanto sperimentatori, instabili cercatori di soluzioni sonore irrequiete e snervanti, cantori dell'oblio più funesto e inesorabile.

"Honor Found in Decay" non nasce sotto la stella della curiosità, ma raccoglie i cocci di vetro degli album precedenti e li comprime in sette brani lunghi, ipnotici, usuranti e sofferenti.

Ogni ferita è lì dove deve essere, ma basta un "Casting of the Ages" per ammutolirti e divorarti.

"A Sun That Never Sets" resta ancora distante e brillante, ma anche dentro questo pezzo di policarbonato si contorce una grande anima tormentata.

domenica 9 aprile 2017

Summer Carnival '92 RECCA (1992) [REPOST]

Naxat Soft | Nintendo 3DS

Posso solo provare a immaginare che sostanze stupefacenti girassero negli studi della Naxat Soft durante la progettazione di Summer Carnival '92 RECCA, perché una tale quantità d'inventiva, innovazione e follia lascia sinceramente annichiliti. Prima del titolo giapponese esistevano ottimi sparatutto, ma RECCA ingurgita tutte le regole fondamentali del genere e le rimescola, schiacciando pesantemente il piede sull'acceleratore. La velocità di gioco schizza alle stelle, il quantitativo di nemici (e proiettili) presenti a schermo soverchia tutto quello che c'era precedentemente, mentre una martellante colonna sonora pseudo trance accompagna degnamente il giocatore verso l'allucinazione grafica che progressivamente invade gli scenari. Tutto è al posto giusto: upgrade modulari e diversificati, sistema di punteggio da padroneggiare con dedizione e impegno, boss di fine livello stronzi il giusto e tanta genialità nipponica. Si deve a questo sfavillante purosangue la nascita dei danmaku/manic shooter/bullet hell, e molte delle novità introdotte da Naxat Soft resistono al trascorrere del tempo, delle mode e delle innovazioni.

Summer Carnival '92 RECCA è un pezzo di storia videoludica fondamentale, rimasto confinato per troppo tempo al solo Famicom giapponese, ma grazie alla versione per 3DS si può godere facilmente di tanta meraviglia, senza sborsare le cifre assurde richieste per una cartuccia originale (buttate uno sguardo a questo link per farvi una mezza idea o per sperperare un paio di stipendi).

Un capolavoro.

sabato 8 aprile 2017

Valhalla Rising (2009) [REPOST]

Nicolas Winding Refn | Ipso Facto Productions

Questo Valhalla Rising mi ha spiazzato, lo ammetto. Il mio desiderio di bellezza estetica è stato pienamente appagato da Nicolas Winding Refn, ma il regista danese ha alzato il tiro in maniera spregiudicata, sfornando una pellicola non convenzionale, criptica, brutale, che non vuole farsi amare facilmente.

Non c'è spreco di parole inutili o spiegoni per famiglie, tutto è indefinito, sospeso in un limbo tra realtà e spiritualità, sporco di sangue, fango e budella, avvolto dalla nebbia e disperso in distese incontaminate e spaventose. Il muto protagonista osserva i deliri, la morte, le speranze di uomini logorati dalla propria miseria o dalla propria fede, avanzando in un viaggio che sembra condurre, in maniera inesorabile, all'oblio carnale e spirituale.

Valhalla Rising è un grosso dito medio al cinema di Hollywood, pachidermico nel suo avanzare e brutalmente affascinante, ma la sua arroganza potrebbe farvi girare i coglioni molto facilmente. 

Io continuo ad applaudire.


venerdì 7 aprile 2017

Ninja Blade (2009) [REPOST]

FromSoftware | Xbox 360

In questi ultimi anni solo pronunciando la parola "FromSoftware" si viene travolti dalle urla isteriche di orde di fan adorati, tutti intenti a ripetersi "la LORE, la SFIDA, gli HARDCORE, il LEVEL DESIGN, la vera ARTEH DEL RACCONTAREH IN SILENZIOH!1!!11!!", in una masturbazione collettiva che ha i connotati preoccupanti della fede più cieca.

Il team giapponese ha assunto lo status di software house intoccabile e ispirata, quando le ombre di un passato fatto di qualche buona idea, mediocrità tecnica e pesanti influenze esterne continuano a macchiarne il portfolio. Prendete questo Ninja Blade, uscito prima del famigerato Demon's Souls: un ninja, un virus, QTE, una trama gustosamente ridicola e un'esclusiva per Xbox 360 (e Windows).

Cosa ne è venuto fuori? Un action game che guarda con invidia a Ninja Gaiden, prende in prestito da God of War i Quick Time Event spettacolari e un combat system semplificato, mentre dipana le proprie vicende con l'eleganza (sarcasmo) e l'esagerazione (verità) dello storytelling proprio della saga di Residenti Evil. Per carità, il minestrone diverte e intrattiene con molto gusto, ma non ci sono i guizzi creativi che contraddistinguono le opere videoludiche veramente brillanti.

Se si cerca solo puro delirio giapponese, fracassone, frenetico e molto accessibile, non trascurate il ninjarello di FromSoftware, ma Ninja Gaiden II è distante anni luce.

La prossima volta che incontrate un "Soulsiano Ascetico Cazzoduro" sorridere di gusto, salutatelo con gentilezza e ricordategli che Mecha e Ninja sono sempre dietro l'angolo.

P.S.
Io adoro il grezzume della FromSoftware.


giovedì 6 aprile 2017

Hades - ...Again Shall Be (1994)

Norvegia | Full Moon Productions

Dopo uno strepitoso demo d'esordio ("Alone Walking"), nel 1994 esce "...Again Shall Be" dei norvegesi Hades e subito si respira aria gelida e tanfo di barba folta, sporca e crepa. 

La proposta musicale dei guerrieri nordici parte dal viking metal, dalle pesanti venature nere, ma ne rallenta i ritmi, senza lesinare in epicità, impatto e sensazioni.

Atmosferico, cazzuto e rude, per l'uomo moderno che rimpiange lo scolo e le razzie.

mercoledì 5 aprile 2017

Bestial Warlust - Vengeance War 'till Death (1994)

Australia | Modern Invasion Music

C'era qualcosa nel debutto degli australiani Bestial Warlust (monicker fantastico!) che stuzzicava la mia curiosità di giovane metallaro perso in un paesino in culo al mondo.

Forse l'infernale rumore sconnesso che invadeva la stanza una volta avviata l'intro rumorista/satanassica? L'immagine "TRUE EVIL" che infestava le pagine, troppo patinate, di Grind Zone? Il fatto che i soldi erano pochi e i cd d'ascoltare ancora meno, e quando uno portava roba nuova si era tutti di bocca buona?

Dalla prova del tempo "Vengeance War 'till Death" ne esce massacrato, figlio di uno stile che osanna i Blasphemy ma sfocia in comica caciara con pochissimo senso, che non trasmette malevole vibrazioni ma solo tanta incapacità e pochezza d'idee.

Ma io voglio ricordarli così, mentre cercavo, insieme all'ignaro acquirente di cui sopra, di capire qualche cazzo di passaggio, annuendo con espressione malvagia ma con tanta confusione nella testa.

martedì 4 aprile 2017

Ulver - ATGCLVLSSCAP (2016)

Norvegia | House of Mythology

Nonostante un titolo tra l'ermetico e il comico, "ATGCLVLSSCAP" degli Ulver è l'ennesimo passo azzardato compiuto dalla band, frutto di un coraggioso tentativo di unire l'mprovvisazione rock alla rifinitura certosina in studio di registrazione.

La spontaneità del processo compositivo ha donato a ogni brano una precisa identità stilistica che, in barba a varietà e differenziazione, non depotenzia l'impatto carnale e viscerale della musica, abile nell'imbastire trame melodiche scarne ma vibranti.

Originale, non pretenzioso e totalmente libero.

Bello ma non il loro album migliore.

lunedì 3 aprile 2017

Church of Misery - And Then There Were None... (2016)

Giappone, USA | Rise Above Records

Nome storico dell'underground doom, i giapponesi Church of Misery hanno sempre sfornato dischi d'onestissima lentezza metallica e, senza mai stupire, hanno saputo ricavarsi una nicchia in cui continuare a "doomeggiare".

A un passo dallo scioglimento, il bassista Mikami prende le valigie e parte per l'America, assolda qualche nome famoso nel circolo sabbatico e dissotterra "And Then There Were None...", ennesimo onestissimo album che, per quanto derivativo, è riuscito a convincermi.

Chitarre catarrose, voce abrasiva, ritmiche pachidermiche e assoli di un blues che levati, per sette brani sfiziosi e burrosi che lasciano la voglia di riascoltare l'intero disco.

Non c'è innovazione e d'originalità è meglio non parlarne, ma se vi nutrite di Black Sabbath, stoner e accordi ciccioni dategli una possibilità.

domenica 2 aprile 2017

Karda Estra - Future Sounds (2015)

Inghilterra | No Image Records

La proposta del trio inglese, conosciuto come Karda Estra, e sinceramente spiazzante.

"Future Sounds" attinge dai più disparati generi musicali, centrifugando il tutto con avanguardia, boria e sperimentazione, per un risultato musicale che non si ha difficoltà a definire puramente progressivo.

L'accesso non è dei più semplici e l'ascolto richiede pazienza e dedizione, ma se siete dei curiosi affamati di personalità, questo è il posto giusto in cui sostare.

La pagina Bandcamp è un buon punto di partenza.

sabato 1 aprile 2017

Pallbearer - Heartless (2017)

USA | Nuclear Blast Entertainment

Scopro solo oggi gli americani Pallbearer, grazie al loro terzo lavoro in studio. "Heartless" è un concentrato di doom metal ciccione e malinconico, che sorprende per un lavoro di chitarre che riporta prepotentemente alla memoria la Svezia degli anni novanta (se conoscete "Orchid" e "Morningrise" degli Opeth sapete di cosa parlo).

Pur nella loro lunghezza, i brani scorrono che è un piacere, ombrosi e melodici, con una predominanza della componente strumentale che non penalizza l'ugola classica di Bret Campbell, ma crea un muro distorto convincente.

Doom metal "moderno-tradizionale" pieno di bei riffoni e tanta oscura fatalità,  elementi indispensabili per affrontare la giornata con il giusto approccio distruttivo.