sabato 4 marzo 2017

Human Resource Machine (2016) [REPOST]

Tomorrow Corporation | Nintendo Wii U

31/03/2016 - Pixel Flood.

Reputo la personalità un fattore determinante nel mio approcciarmi agli uomini ed alle loro creazioni. La presenza della medesima permette l’attivazione della mia curiosità ed il conseguente approfondimento, a discapito di altri fattori più o meno importanti. Non cerco la perfezione ma lo stupore, ed il dinamico trio che firma le proprie opere a nome Tomorrow Corporation è sempre riuscito nell’impresa di non farmi rimpiangere il tempo speso con i loro giocattoli digitali. Dopo aver sfornato il meraviglioso, toccante e geniale World of Goo (in coppia, come 2D Boy e con alle spalle un passato in Electronic Arts), i nostri hanno riversato la propria eccentricità in Little Inferno, peculiare rompicapo a base di combustione, alienazione e malinconia.

Forti di uno stile inimitabile, di un game design preciso e conciso e di una sorprendente profondità emozionale, l’attesa per la nuova IP dello studio non poteva che essere febbrile. Disponibile per Windows, Mac OS, Linux e Wii U, Human Resource Machine viene alla luce nell’ottobre del 2015 (con uno slittamento a dicembre per la versione europea per home console Nintendo) e, grazie ad un codice concesso dagli sviluppatori alla redazione di Pixel Flood, mi accingo a raccontarvi le mie disavventure negli uffici della Tomorrow Corporation.

Se la scintilla d’accensione dell’intera idea di design è ben radicata in quel calderone multicolore chiamato puzzle game, Human Resource Machine  s’incanala in quel sottogenere che vede in Zachtronics l’esponente di spicco, pur alleggerendo in maniera considerevole la mole di capacità intellettive richieste all'utente per trarre divertimento dal prodotto appena acquistato.

Spetta al giocatore manipolare i dati in ingresso per ottenere specifici dati in uscita, utilizzando le istruzioni logiche messe a disposizione, al fine di soddisfare i due requisiti finali che sbloccano l’accesso a nuovi livelli, siano essi principali o opzionali. Per adempiere al proprio compito bisogna raggruppare le istruzioni base in un “flusso generale” che sfiora le basi della programmazione ma non esclude completamente i profani, purché dotati di un’ottima dose di logica e pazienza.

Con il progredire delle mansioni affidate al nostro alter ego, ci troveremo catapultati in una storia di uomini asserviti ad un meccanismo spietato che brama ottimizzazione ed efficienza, glaciale ed insensibile ai minuscoli componenti che permettono al macroinsieme d’esistere e proliferare, in una dittatura matematica che non transige errori o distrazioni.

Ed ecco che la scalata infinita verso i vertici massimi della Tomorrow Corporation si tinge di critica ed analisi sociale, attuale e concreta nonostante i tratti grotteschi degli attori messi in scena. La sensibilità del team creativo colpisce ed affonda, emozionando con intelligenza e tatto, senza mettere in secondo piano gli elementi principali che rendono un videogioco un buon videogioco: l’interattività, le regole e l’appagamento
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Dove Human Resource Machine fallisce è nell'universalità della propria proposta. Il completamento delle sfide richiede una discreta propensione alla risoluzione logica dei problemi proposti che, seppur introdotti in maniera graduale e progressiva, possono divenire ostici per i comuni mortali allergici all'utilizzo intenso dell’intelletto, innalzando dinnanzi ai medesimi dei muri difficilmente abbattibili senza un quantitativo di tempo e tentativi che potrebbe scoraggiare anche i più volenterosi.

L’ultimo titolo di Tomorrow Corporation trasuda amore sincero e vero talento, pronto a regalare soddisfazione e riflessione, ma la selezione all'ingresso potrebbe essere spietata, precludendo le proprie grazie ad un buon numero d’acquirenti.