Post

Visualizzazione dei post da Marzo, 2017

Space Bomber (1998)

Immagine
Psikyo | Arcade
Il folle shooter a schermata fissa di Psikyo nasconde, sotto una delirante estetica nipponica, delle solide meccaniche sparacchine, indispensabili per garantire un duraturo dispendio di monetine/gettoni.
Alla tradizionale gestione delle ondate nemiche si aggiunge un sistema di cattura cumulabile (fino a tre avversari) che amplia notevolmente le scelte tattiche d'adottare sul campo di battaglia. L'effetto ottenuto dallo schieramento del marrano catturato varia da creatura a creatura, e la voglia di scoprirne quanti più possibili è quasi un terzo dell'offerta.
Frenetico, stronzetto, esteticamente bruttarello ma funzionale, Space Bomber è un convincente "spara alle simpatiche canaglie" con un twist personale e riuscito.

Jackie Chan's Action Kung Fu (1990)

Immagine
Hudson Soft | NES
Jackie Chan's Action Kung Fu fu uno dei due giochi che i miei genitori acquistarono per rifornire il mio NES, oggetto che catalizzava tutte le attenzioni di un giovanissimo me. Questo e Top Gun, perché il negoziante doveva svuotare il magazzino e qualche "fantastica offerta" doveva pure inventarsela.
Dopo qualche anno di baffi e anatre vidi arrivare a casa due (DUE!) giochi e l'amico Jackie apparve sulla televisione prima di Tom Cruise, tanto per farvi capire l'estrema libertà di scelta che mi offriva la mia nuova situazione.
Il titolo della Hudson Soft è un sontuoso action a piattaforme dalla bella grafica (guardare lo sprite sbattere le palpebre era quasi eccitante) che diverte grazie a un ritmo elevato ma difficile il giusto. I numerosi livelli, i bonus stage e le boss fight sono accompagnate da una colonna sonora magistrale, accattivante, dinamica ed esaltante, che dona la giusta carica di cazzutaggine al nostro eroico tentativo di salvatagg…

Pandora (2016)

Immagine
Jong-woo Park | Netflix
Pandora parte come un poco convincente disaster movie per prendere, nella seconda parte, una svolta da drammone orientale tutto lacrimoni, sacrificio e pseudo critica sociale.
La lunghezza esasperate del film, una recitazione poco convincente e tanto buonismo eco sostenibile fanno di "Pandora" un malloppone di dubbio valore, che non intrattiene, non commuove, non fa riflettere e lascia in giro per la stanza solo tanti "mah".
Lo trovate su Netflix.

F-Zero GX (2003) [MICRO VERSION]

Immagine
Amusement Vision | Nintendo GameCube
Difficile descrivere a parole il legame "emozionale" instaurato dal sottoscritto con questo capolavoro di Amusement Vision.
Scrivere, in questo post, che continuo a giocarlo regolarmente ancora oggi, ad anni dalla sua uscita, potrebbe evidenziare i sintomi di una malattia mentale spaventosa, ma la sensazione di brutale liberazione che emana la semplice pressione del tasto adibito al boost è così carnale che mi risulta impossibile non perpetuarla negli anni.
F-Zero GX è rischio e ricompensa, tensione e accelerazione, track design fuori di testa e perfezione del sistema di controllo, adrenalina rampante e colonna sonora meravigliosamente tamarra, difficoltà notevole ma appagamento inenarrabile. F-Zero GX è l'apice del racing game moderno (fanculo Wipeout!), un diamante brillante intagliato con inumana maestria e incastonato in una preziosa opera binaria interattiva.
Capolavoro ad alta velocità e tossica dipendenza.

Il tempo dei lupi (2003) [MICRO VERSION]

Immagine
Michael Haneke | Wega-Film Produktion
Adoro lo stile arrogante di Haneke, quel suo non spiegare un cazzo e confondere lo spettatore che, appena distratto, viene riportato all'interno della pellicola con uno schiaffone tutto violenza e imprevisto.
"Il tempo dei lupi" è un film catastrofico esistenzialista sfrontatamente ermetico e minimale, dove le vicende dei protagonisti vengono soffocate da un senso d'opprimente presagio che toglie il respiro. Il disfacimento, lento e inesorabile, della società si rispecchia nei rapporti umani, sempre più deteriorati, che non possono che condurre a un epilogo infelice e privo di speranza.
Non di facile assimilazione, la creazione del regista austriaco matura sottopelle, sibillina e sconfortante, imperdibile per ogni amante del cinema d'autore.

Haken - Affinity (2016)

Immagine
Inghilterra | InsideOut Music
Progressive rock/metal "Super Giovane" e ammiccante. Potrei scrivere solo questo su "Affinity" degli inglesi Haken, ma prima di lasciarvi all'inesorabile corsa verso la tomba, voglio farvi perdere altro tempo.
Quello che colpisce in maniera molto positiva è senza dubbio la grande intelligenza dimostrata dalla band, furba nel camuffare le palesi fonti d'ispirazione in un polpettone multi gusto che gonfia la pancia e trasmette buone vibrazioni.
"1985" (la terza traccia del disco), con quei tom vaporosi e quei synth frangettosi, spiazza e fa sorridere, manifesto dell'attutudine sfrontata e sbruffona della band.
Pur detestando con tutto me stesso il timbro del cantante, consiglio "Affinity" a tutti gli amanti del prog divertito e sfizioso.

Uncharted 2: Among Thieves (2009) [MICRO VERSION]

Immagine
Nota: Nasce oggi il nuovo tag [MICRO VERSION], triste ancora di salvezza in un periodo che vede The Legend of Zelda: Breath of the Wild cannibalizzare il (poco) tempo libero disponibile. In cosa consiste questo fantasioso tag? Prendere i vecchi post apparsi sul blog precedente e adattarli allo stile, superficiale e sbrigativo, di Barbagamer Micro. Spero che questa trovata ridicola non susciti in voi lettori conati di vomito troppo fastidiosi. Ci si legge presto con nuove ed entusiasmanti (?) novità! 
Naughty Dog | PlayStation 3
Senza dubbio il mio episodio preferito dell'intera serie di Naughty Dog, Uncharted 2: Among Thieves è uno sparamuretto cinematografico a saltello quasi automatico, dove si trucidano uomini con fare da guascone e si contemplano meravigliosi scenari morti.
Il ritmo divertente e scanzonato copre in parte una libertà d'esplorazione davvero ridicola, ma il baraccone rumoroso regge il colpo e ci si rilassa (tranne nell'ultima boss fight, snervante e figlia …

Opera IX - The Call of the Wood (1995)

Immagine
Italia | Miscarriage Records
Erano i giorni delle "Bestie di Satana". I telegiornali si contendevano le più minuscole "perversioni" da spiattellare alle scandalizzate famigliole italiche, giusto in tempo per guastare la cena.
Nella "Terra Che Non Esiste" (Molise) mia madre riscontrava preoccupanti attinenze tra gli album mostrati, con macabra dovizia di particolari, nei notiziari e quelli presenti nella mia camera, e "The Call of the Wood" degli Opera IX procurò una accesa, ma costruttiva, discussione casalinga.
Il disco dei mefistofelici adoratori del demonio è un concentrato d'influenze estreme, atmosfere occulte e qualche ambizione di troppo, ma l'offerta complessiva riesce ad affascinare per tutta la durata, grazie alla notevole varietà delle tracce ed ai discreti innesti melodici presenti.
Mood diabolico, mistero e buone idee.

Sadist - Above the Light (1993)

Immagine
Italia | Nosferatu Records
1993, Italia.
Da Genova arriva questo "Above the Light", pubblicato dalla mai troppo compianta Nosferatu Records, minuscola etichetta underground catanese che tanto ha fatto per la scena estrema italiana.
Due minuscole realtà unite nella produzione di un album seminale, esaltante, in anticipo sui tempi, Aggressivo death metal "thrasheggiante" contaminato da tastiere, chitarre acustiche e tanta armoniosa melodia, di quella che ti entra in testa per restarci, barocca, malinconica, emozionante.
La furia non viene mai mitigata e l'equilibrio tra le parti che lo compongono rendono il debutto dei Sadist un capolavoro da scoprire/riscoprire, come quando, nel 1995, ordinai questa cassettina totalmente alla cieca, rimanendone folgorato e innamorato per tutti gli anni successivi.
Lo trovate su Spotify. Sapete cosa fare.

Sopor Aeternus & Ensemble of Shadows - Mitternacht (2014)

Immagine
Germania | Apocalyptic Vision Records
L'artista Anna-Varney Cantodea ha sempre titillato la mia curiosità grazie alla peculiarità del progetto/cura Sopor Aeternus & Ensemble of Shadows, attraverso il quale questa anima inquieta palesa al mondo i propri tormenti.
"Mitternacht" arricchisce una formula (decennale) darkwave con classica moderna minimale, operetta oscura, folk grottesco e settanta minuti d'esasperato intimismo teatrale.
Benché l'interpretazione vocale di Cantodea richieda il giusto approccio mentale, basta lasciarsi trasportare dalle note struggenti dei brani per empatizzare ed emozionarsi, spettatori cinici del circo della miseria imbastito dalla tragica figura al centro dell'arena.

Falkenbach - Asa (2013)

Immagine
Germania | Prophecy Productions
Il (quasi) progetto solista di Vratyas Vakyas non mi ha mai particolarmente convinto. Colpa di Quorthon e dell'assoluta eccellenza della commistione fra black metal e folk epico sfoggiata in QUEL CAZZO DI ALBUM dei Bathory, così compiuto, verace e magnifico da interrompere bruscamente un discorso nemmeno iniziato.
I Falkenbach hanno sempre navigato in quel limbo del già sentito che smorza gli entusiasmi troppo in fretta, e questo "Asa" non sfugge alla regola: piacevole, fatto bene ma semplicistico e privo della vera "Erezione Vichinga Che Se Ti Avvicini Ti Sfilo Gli Organi Dal Culo".
Torno a godere di QUEL CAZZO DI ALBUM LÌ!

Hour of Penance - Cast the First Stone (2017)

Immagine
Italia | Prosthetic Records
Le mazzate in faccia! I calci nei coglioni! Le motoseghe nelle vene!
L'ultimo album della band romana è un devastante assalto brutal allergico ai cali di tensione, nervoso come un camionista dopo tredici ore di viaggio, scattante come un serpente velenoso (scusatemi).
La produzione terremotante mette in mostra tutta l'irruenza del gruppo e il risultato, pur se classico, alimenta copiosamente lo scuotimento di capoccia, regalando episodi d'ottimo death metal tecnico, nerboruto e coinvolgente.
Una garanzia.  

Aaron Spectre - Lost Tracks (2007)

Immagine
USA | Ad Noiseam
Il prolifico Aaron Spectre (date un'occhiata a questo link) non conosce pace, ma questo "Lost Tracks" sa regalarne molta.
Un tappeto ambient melodico ed etereo plana su beat elettronici infetti da glitch audio e fottutamente carichi di groove che vanno a comporre linee ritmiche stratificate e ricercate, mai dome ma non irruente.
Le composizioni crescono senza fretta, pacatamente, essenziali negli elementi melodici presenti, delicate ballate post moderne per coccolarsi sotto il sole primaverile, con una birra in mano, una sigaretta in bocca e la mente un po' più leggera.

The Hirsch Effekt - Holon : Agnosie (2015)

Immagine
Germania | Long Branch Records
Uno dei più recenti espedienti utilizzati dalle band metal contemporanee, per cercare di distinguersi nel marasma delle uscite discografiche, consiste nell'ibridazione di generi e influenze anche molto differenti tra loro. Una volta addentratosi in questi baracconi sonori multi-color, nonostante le varietà stilistica, si avverte un'inconsistenza di fondo che non lascia nulla ad ascolto terminato, come quando si cena in un ristorante radical-nazi-chic e si torna a casa con l'impellente bisogno d'addentare un vitello nel fiore dei suoi anni.
Sulle prime anche "Holon : Agnosie" dei teutonici The Hirsch Effect emana vibrazioni poco piacevoli ma, con il proseguire delle tracce, l'innegabile euforia del songwriting si fa contagiosa e la sperimentazione non cannibalizza eccessivamente l'ispirazione complessiva.
L'attitudine libera e "progressiva" ben si accosta all'impatto generale e il piacevole alone anni se…

Rainbow Island - Crystal Smerluvio Riddims (2017)

Immagine
Italia | Flying Kids Records, No=Fi Recordings
Per andare a lavoro in auto impiego circa trenta minuti, durante i quali sono solito isolarmi dai bestemmioni volanti grazie a della musica, preferibilmente con tanto d'auricolari a minare la sicurezza stradale mia e degli altri auto muniti.
In questi giorni i miei compagni di viaggio sono stati i Rainbow Island, italici suonatori di psichedeliche melodie in bilico tra il vecchio e il nuovo, liquide, rilassanti, vivaci ("Phase Spider", nei suoi dodici minuti, racchiude tutta la bellezza dell'abbandono lisergico).
Ho viaggiato viaggiando con i cinquanta minuti di "Crystal Smerluvio Riddims", e ho visto sorgere paesaggi dai colori acidi in cui trasferirsi, perché il suono dei Rainbow Island è ottimista e ti vuole bene.
La psichedelia rende tutto migliore, pochi cazzi, e questo album ne sprizza una quantità notevole.
Su distantfuture.org trovate il delirante background "narrativo", una chicca imperdibile…

Automata (2014)

Immagine
Gabe Ibáñez | Eagle Pictures
Automata copia spudoratamente da tutta la letteratura fantascientifica degli ultimi cento anni (Asimov fa tripli salti carpiati nella bara e Gibson si gratta le palle con veemenza), utilizza Banderas come attore protagonista ed è pieno di temi banali. Insomma, il film di Ibáñez vuole proprio farsi disprezzare.
E invece no, 'che Automata è certamente un filmetto banale, per un cazzo originale e derivativo, ma il ritmo è piacevole, non ci sono stupide lungaggini e ci si appassiona con leggerezza.
Per chi vuole trascorrere una serata tutta rutti, pizza alla cipolla e fantascienza dalle basse pretese.

Aborym - Shifting.Negative (2017)

Immagine
Italia | Agonia Records
Gli Aborym hanno sempre sperimentato, imbastardendo il proprio metallo estremo con pesanti contaminazioni elettroniche, perennemente alla ricerca di un sound personale e identificativo.
Con "Shifting.Negative" i nostri si avventurano in territori per certi versi molto più accessibili, confezionando un disco di industrial rock elettronico che ammicca arrapato al lato più pop e orecchiabile di tali sonorità (le influenze dei Ministry sono palesi), con l'imbarazzante obbligo d'inserire un ritornello "da doccia" in ogni dannato brano .
Qualche volta il risultato convince, altre volte no, ma il coraggio dimostrato nel mandare a cagare il proprio passato, e qualche buona intuizione qui e lì, rendono "Shifting.Negative" una parentesi curiosa nella discografia degli Aborym, pur se scaturita da una formula compositiva migliorabile.

One Punch Man - Stagione 1 (2015)

Immagine
Shingo Natsume | Mad House
Ho letto molti commenti positivi su questo manga, soprattutto sui social, e l'opera, nata sul web, di One prende vita tramite il talento della Mad House.
Grazie alla pubblicazione su Netflix ho potuto finalmente saziare la mia curiosità: One Punch Man è uno shonen demente ed esagerato che soffre della sindrome della "simpatia a tutti i costi".
Tra mazzate incredibili, azione concitata , super cazzoni in calzamaglia e una realizzazione tecnica eccellente, quel che manca alla produzione di Mad House sono dei personaggi convincenti che sappiano divertire e intrattenere.
Un bel vedere ma ho riso pochissimo. Oppure è solo colpa mia che, a quasi trentotto anni, continuo a guardare cazzate per ragazzi.

Favni - Windswept (2016)

Immagine
Germania | Silberblick-Musik
"Windswept" è un doppio disco di progressive rock fortemente folk, così ottusamente legato agli stereotipi del genere d'appartenenza da fare quasi tenerezza.
L'ascolto della band tedesca scorre liscio e senza sussulti, lasciando il campo al sopraggiungere repentino della noia più molesta. Le melodie sono proprio come te le aspetti, i pattern ritmici pure ed i timbri dei due cantanti generano lo stesso identico fastidio. E vogliamo parlare della scarsa varietà di composizioni così prolisse, ridondanti e sfrangia-testicoli da far risultare più frizzante l'intera discografia dei Sunn O)))?
Album dedicato solo ai più conservatori appassionati del progressive vecchia maniera che amano crogiolarsi nella solita sbobba.

Shippu Mahou Daisakuken: Kingdom Grandprix (1994)

Immagine
Raizing, 8ing | Arcade
La sperimentazione, negli shooting game, è una pratica pericolosa che può compromettere l'equilibrio tra meccaniche perfettamente oliate tra loro, devastando ciò che c'è di buono senza aggiungere nulla d'eclatante.

L'idea di combinare uno sparatutto a un racing game deve apparire decisamente bizzarra, eppure Shippu Mahou Daisakuken: Kingdom Grandprix le miscela bene, dando vita a un gameplay personale e originale.

L'applicazione pratica della progettazione verte quasi interamente sul tasto di sparo: pigiarlo a ripetizione apre le bocche di fuoco, tenerlo premuto accellera il veicolo. La gestione della "pista blastatoria" è la chiave per la vittoria, nonostante il macello a schermo renda il tutto più difficile in maniera, a volte, scorretta.

La cura (estetica e musicale) è quella solita dell'accoppiata Raizing/8ing, ma una lieve sporcizia della parte giocata penalizza un'intuizione molto figa. 



Angelcorpse - Iron Blood and Blasphemy (2014)

Immagine
USA | Osmose Productions
Adoro questo tipo di raccolte piene di materiale di scarto e chicche grezzotte, e "Iron Blood and Blasphemy" è l'omaggio sfizioso confezionato dalla Osmose per la seconda dipartita (l'ultima?) della putrida formazione americana, band onesta e underground che qualche buon lavoro ha pubblicato.
Tra cover ("Pleasure To Kill" dei miei amati Kreator!), versioni demo, live e qualche bonus track, l'oretta di brutale death/thrash/black metal degli Angelcorpse regala brividi d'insana goduria marciscente, pur non brillando per chissà quali meriti compositivi.
Diretto, ruvido, satanico e rumoroso.

Bethlehem - Bethlehem (2016)

Immagine
Germania | Prophecy Productions
"Dark Metal" lo ricordo ancora con grande intensità, oscuro, minimale e compiuto nel suo svolgersi. Negli anni ho perso le tracce dei tedeschi e oggi approdo in questa palude di disperazione, inquietudine e malessere che reca impresso sulla propria pallida pellaccia il nome della band: "Bethlehem".
Non c'è speranza in queste onde sonore, neppure un briciolo di comprensione, ma solo l'umido amore malato di una vecchia puttana, consumato tra immondizia e morte, sangue, rabbia, momenti in odore di dark e scudisciate sul volto.
L'effetto novità è completamente svanito, visto il proliferare di sonorità "depressive" all'interno del black metal, ma la proposta dei Bethlehem può vantare una forte personalità e la giusta dose di malattia mentale.

Animals As Leaders - The Madness of Many (2016)

Immagine
USA | Sumerian Records
Ho scoperto questo trio americano per caso, in una nottata insonne spesa aspettando il fottutissimo Morfeo. Faccio partire il brano d'apertura e il cervello esplode in milioni di pezzettini color arcobaleno.
Pur non impazzendo per le band che sfoggiano il proprio enorme pene in contorsioni tecniche fini a se stesse, gli Animals As Leaders sono la classica eccezione che conferma la regola. I brani strabordano di fraseggi folli al limite dell'autismo elitario masturbatorio, di tempi deliranti e destabilizzanti, di lunghe suite strumentali poco avvezze all'accessibilità, ma "The Madness of Many" sfrutta la melodia con spiazzante genialità, piazzandola nel punto giusto, poco prima dell'esplosione testicolare dovuta alla prepotenza tecnica degli americani, ricamando affascinanti affresci armonici.
Uno disco difficile ma appagante, un farneticante concentrato di fusion-progressive-un-bel-po'-spocchioso-e-che-i-più-giovani-chiamano-djent m…

Dogyuun (1992)

Immagine
Toaplan | Arcade
La bancarotta dichiarata da Toaplan nel 1994 ha distrutto un marchio storico degli shooting game, ma dalle ceneri della compagnia sono nate realtà imponenti (CAVE e Raizing su tutte) dello "Sparare Bello Giapponese", software house che hanno evoluto e rifinito meccaniche nate proprio tra le mura della compianta Toaplan.
Se il sistema d'armamento della nostra navetta non si discosta molto dalla tradizione, con il classico item a colore variabile, la gestione dei moduli aggiuntivi presenta interessanti novità: una smart-bomb, uno scatto multi direzionale a discrezione del giocatore e la possibilità d'inglobare il secondo player per aumentare considerevolmente la potenza offensiva, privando al contempo il suddetto del controllo della propria navetta. C'è bisogno di scatenare un pandemonio? Allora meglio affidarsi al giocatore più capace, sperando nella sua abilità. La situazione è tranquilla? Si sgancia il compare e si torna a blastare in compagnia.

Desaster - The Oath of an Iron Ritual (2016)

Immagine
Germania | Metal Blade Records
Basta poco per descrivere il sound dei blasfemi germanici: 50% di black metal norvegese anni '90 e 50% di thrash metal teutonico anni '80. I Desaster non brillano per inventiva e il riffing naviga tra il già sentito e il derivativo più marcio, ma "The Oath of an Iron Ritual" mi ha gasato moltissimo, putrido ed elementare come piace a me, privo di accorgimenti sonori e ruvido come un foglio di carta vetrata sul glande.
Nulla si discosta dalla tradizione ma il sentimento nero c'è tutto.
Pure Fucking Black Thrash Metal!

Phelios (1988)

Immagine
Namco | Namco System 2 (Arcade)
Phelios è uno shooting game verticale (pubblicato nel 1988) con visuale dall'alto sviluppato da Namco su scheda arcade Namco System 2 che segna l'esordio di Satoru Yamada, conosciuto principalmente per il contributo artistico apportato al marchio Tekken.
L'ambientazione mitologia/fantasy fa da sfondo a uno sparatutto classico a potenziamento progressivo (e sparo "forte" a caricamento), che affida tutto l'impatto estetico allo scaling degli sprite e alla rotazione degli scenari, nascondendo un gameplay basilare e canonico, dove l'azione di gioco si sviluppa seguendo i canoni imposti da produzioni antecedenti certamente più blasonate.
L'approccio tradizionalista adottato non sminuisce la godibilità dell'insieme, con ondate nemiche variegate che richiedono una discreta memorizzazione degli stage che si andranno ad affrontare, vista l'impennata esponenziale del grado di difficoltà dovuto alla perdita di tutti i pote…

Immolation - Harnessing Ruin (2005)

Immagine
USA | Listenable Records
"Harnessing Ruin" è un fottuto capolavoro della musica estrema, un monumento sonoro al disfacimento della razza umana, un album magistrale a opera dei veterani newyorkesi. L'atmosfera è opprimente e allergica alla spensieratezza (^_^), tesa come il cappio di un condannato a morte, ineluttabile, meravigliosamente mortifera.
Gli Immolation marchiano a fuoco l'ascoltatore con un death metal brutale ma intelligente, elegante nelle architetture armoniche e ritmiche, dannatamente dinamico senza svilire l'esuberante dirompenza dei brani che ne compongono la solida struttura.
Un lavoro sorretto da un concreto filo conduttore ma così carico d'idee da far esplodere il cervello.

Human Resource Machine (2016) [REPOST]

Immagine
Tomorrow Corporation | Nintendo Wii U
Link alla recensione originale. 31/03/2016 - Pixel Flood.
Reputo la personalità un fattore determinante nel mio approcciarmi agli uomini ed alle loro creazioni. La presenza della medesima permette l’attivazione della mia curiosità ed il conseguente approfondimento, a discapito di altri fattori più o meno importanti. Non cerco la perfezione ma lo stupore, ed il dinamico trio che firma le proprie opere a nome Tomorrow Corporation è sempre riuscito nell’impresa di non farmi rimpiangere il tempo speso con i loro giocattoli digitali. Dopo aver sfornato il meraviglioso, toccante e geniale World of Goo (in coppia, come 2D Boy e con alle spalle un passato in Electronic Arts), i nostri hanno riversato la propria eccentricità in Little Inferno, peculiare rompicapo a base di combustione, alienazione e malinconia.
Forti di uno stile inimitabile, di un game design preciso e conciso e di una sorprendente profondità emozionale, l’attesa per la nuova IP dello stud…

The Legend Of Zelda: Twilight Princess HD (2016) [REPOST]

Immagine
Nintendo, Tantalus Media | Nintendo Wii U
Link alla recensione originale. 1/03/2016 - Pixel Flood.
Trent’anni.
Una vita d’avventure interattive, di epica universale, di tradizioni e piccoli aggiustamenti di rotta, di coinvolgimento, emozioni, stupore, scoperta. Trent’anni trascorsi davanti e dentro lo schermo perché, per molti della mia generazione, la saga di Zelda rappresenta un frammento di sogno dove perdersi e ritrovarsi, un compagno fedele in quel cammino che ci ha portato due ridicoli baffetti, le prime principesse desiderate e le ultime smarrite, i sorrisi spensierati dell’infanzia, l’ardore degli ideali, la disillusione, la pancia, il desiderio di una mano minuscola stretta nella propria, il peso dei pensieri nel silenzio della notte. Eppure l’eroe dalla tunica verde è lì a ricordarci che sono il coraggio e la tenacia a renderci vivi, fallimento dopo fallimento, difficoltà dopo difficoltà, verso quell’orizzonte così nebuloso ma splendidamente affascinante.
Nintendo festeggia i…

Poncho (2016) [REPOST]

Immagine
Delve Interactive | PlayStation 4
3/04/2016 - Pixel Flood.
Passato attraverso una riuscita campagna Kickstarter, Poncho è un titolo difficile da giudicare, perennemente in bilico tra sprazzi d’innovazione e madornali errori di programmazione/game design. Il primo impatto, quello prettamente visuale, non può che sciogliere il cuore degli amanti del pixel  più verace, benché reinterpretato secondo il gusto dell’attuale pixel art. Gli evidenti richiami stilistici a sua boriosità FEZ vengono camuffati da un uso sapiente dei vari livelli di parallasse, cardine centrale di tutta l’esperienza ludica e visiva del titolo di Delve Interactive.
L’esordio sul mercato di massa degli sviluppatori inglesi è un platform  completamente asservito ai numerosi enigmi ambientali presenti, enigmi che richiedono più abilità manuale che pensiero laterale. Lo slittamento dei vari livelli parallattici, sotto il pieno controllo del giocatore, è di facile comprensione logica ma di farraginosa sostanza ludica. Se…

Star Ghost (2016) [REPOST]

Immagine
Squarehead Studios | Nintendo Wii U
Link alla recensione originale. 14/04/2016 - Pixel Flood.
Sono molti i professionisti affermati dell’industria che decidono di tornare alle proprie origini, lasciandosi alle spalle team di sviluppo dai ritmi produttivi ben più intensi. Rhys Lewis, lead designer in Retro Studios, ha voluto rimettersi in gioco fondando Squarehead Studios e sviluppando in solitaria Star Ghost, sparatutto orizzontale pubblicato su eShop ed in esclusiva per Nintendo Wii U. Grazie al codice review recapitato in redazione, andiamo ad approfondire questo peculiare titolo.
Star Ghost mette in chiaro i propri propositi in maniera inequivocabile: gestire la gravità, distruggere i nemici, incrementare il proprio punteggio e ripetere il tutto. Cardine principale dell’esperienza resta il sistema di controllo, estraneo a tutte le convenzioni di un genere che affonda le proprie radici agli albori della nascita di questo media.
Al giocatore spetta gestire l’altitudine della navetta m…