giovedì 9 febbraio 2017

The Legend of Zelda: The Wind Waker HD (2013) [REPOST]

Nintendo EAD | Nintendo Wii U

Nota importante:

I post contrassegnati dal [REPOST] nel titolo sono delle ripubblicazioni (smettetela d'applaudire adesso) di vecchi scritti del sottoscritto (Yo Bro!) usciti su altri lidi. "Perché mostri tutta questa pigrizia? Non provi vergogna? Non ti fai schifo?" sono alcune domande che potrebbero passare nella mente di chi li ha già letti (esistono?) al tempo, ma sento il bisogno di centralizzare tutta la mia produzione all'interno di Barbagamer Micro, in modo tale da non "smarrire i pezzi in giro." Cercherò di non esagerare ma prima comincio e prima finisco.

Grazie per la pazienza e preparatevi, perché questi post sono molto più lunghi, noiosi e pesanti del post (cazzaro) medio tipico del blog. 


12/13/2015 - Pixel Flood

Nel maggio del 2003, The Legend of Zelda: The Wind Waker mi accolse con delle parole semplici e rassicuranti, come le favole che sentivo raccontare ai miei genitori parecchi anni prima, completamente rapito da quei mondi che solo la fantasia di un me bambino riusciva a rendere concreti e vivi, pronti per essere scoperti, parola dopo parola. Ne rimasi stregato sin dal primo avvio, folgorato da colori netti e caldi, da un mare che prometteva tesori e meraviglie, libertà ed emozioni. Non rimpiango un solo minuto passato in compagnia della creatura di Eiji Aonuma, felice d’essere salpato in cerca d’avventura, con il vento a gonfiare la vela ed il sole ad indicare la rotta.

Tornare in queste terre dopo più di un decennio non ne sminuisce l’impatto visivo: grazie all'alta definizione e al nuovo sistema d’illuminazione, lo splendore artistico del titolo Nintendo resta inattaccabile, ispirato e riuscito, oggi come ieri.  Tutto trasuda attenzione e dedizione, cura maniacale e grande gusto estetico, ma è solo impugnando il controller che questo insieme d’isolotti prende vita, popolandosi di situazioni ludiche semplici ma efficaci. Ed è proprio l’utilizzo del gamepad, nella versione Wii U, a migliorare la fruizione dell’intero gioco, permettendo la gestione “al volo” dell’inventario, la visualizzazione della mappa, la possibilità di mirare utilizzando il giroscopio e il mai troppo lodato off screen play, salvezza di molte relazioni di coppia munite di un solo televisore.

Tra una fanciullesca rivisitazione del golf e una battaglia a suon di cannonate, con le nuvole che incominciano a gonfiarsi di pioggia, si punta al prossimo fazzoletto di terra, alla prossima meta da raggiungere, al prossimo ostacolo da superare. The Wind Waker poggia le proprie fondamenta sul piacere derivante dall'esplorazione, dalla libertà di sperimentare e giocherellare con tutti gli strumenti che il titolo mette a disposizione del giocatore, premiando i più curiosi e attenti con sub quest, minigiochi e chicche più o meno celate.

Ma (quasi) nessun capitolo della saga può prescindere dalla canonica struttura fatta di overworld e dungeon, combattimenti ed enigmi, dialoghi e ricerca dei frammenti della Triforza. E se il ritmo dell’avventura cresce d’intensità con il progredire della storia, poco prima di giungere al climax finale si è costretti a racimolare i suddetti frammenti, rivisitando isole già scoperte, in un pellegrinaggio forzato che potrebbe annoiare chi brama i titoli di coda. L’inserimento, in questa remastered per Wii U, di una vela veloce che non richiede l’utilizzo della bacchetta per direzionare il vento, snellisce di molto la navigazione nel mondo di gioco, correggendo l’unica criticità evidente del titolo originale. Nonostante ritenga l’accessibilità di The Wind Waker una precisa scelta di game design del team Nintendo, è possibile selezionare la modalità Eroica e incrementare il grado di sfida proposto, ovviamente ben distante dal definirsi ostico o frustrante.

Ma una fredda analisi tecnica uccide l’essenza stessa di un videogioco così pulsante di passione e amore, un gioiellino ludico che rapisce, ammalia, stupisce e regala divertimento con una naturalezza che lascia basiti, impacchettando il tutto con uno scontro finale inaspettatamente epico e coinvolgente.

Dalle favole nasce The Legend of Zelda: The Wind Waker e come tale andrebbe vissuto: con la curiosità e l’innocenza di un bambino, nonostante la barba e gli anni possano trarre in inganno.