giovedì 23 febbraio 2017

The Fall (2014) [REPOST]

Over The Moon | Nintendo Wii U

Link alla recensione originale.

18/04/2015 - Pixel Flood.

Lontano da investimenti milionari, assillanti campagne marketing e minuziose ricerche di mercato, il videogioco indipendente ha attuato una vera rivoluzione all’interno dell’industria odierna, ribaltando equilibri e convenzioni ritenute inviolabili fino a poco tempo fa. Team minuscoli sperimentano, semplificano, miscelano e stravolgono meccaniche consolidate in anni di gaming tradizionale, dando alla luce prodotti freschi ed intriganti, piccole scintille creative che riaccendono l’interesse di giocatori da tempo ingozzati con la solita, gargantuesca, pietanza tripla A.

L’intero progetto The Fall nasce dal basso: quattro persone riunite da John Warner (direttore, programmatore ed artista, nonché fondatore di Over The Moon), una campagna di crowdfunding su Kickstarter lanciata nel Settembre del 2013 e finalizzata in appena trenta giorni, ed una passione condivisa tra sviluppatori e finanziatori. Pubblicato nel 2014 prima su Steam e successivamente  sullo shop online di Wii U, il gioco dei canadesi ha riassunto e convogliato al proprio interno tutto l’interesse e l’amore che ne ha decretato la nascita.

Pur partendo da idee e suggestioni narrative che molto devono a mostri sacri della letteratura fantascientifica come Asimov e Dick, The Fall non ha timore di sfruttare un’ambientazione sci-fi canonica per mettere in scena il dramma imbastito da Warner, animandola con personaggi caratterizzati con estrema cura e grande sensibilità, molto distanti dalla mediocrità imperante nel settore. Perno portante dell’intera esperienza, i suddetti impartiscono il ritmo dell’avventura grazie a dialoghi stratificati, carichi di sottotesti per nulla banali e pervasi da un cinismo coraggioso ed inaspettato. È il teatro dell’essere umano interpretato da macchine portate a combattere la loro natura artificiale, costrette dal rigore della logica e quindi confuse dal caos della scelta e dal terrificante abisso chiamato libero arbitrio.

Analizzando la componente prettamente ludica, The Fall fonde meccaniche da avventura grafica tradizionale ad una componente action 2D debitrice alla serie di Metroid, con tanto di backtracking e sblocco graduale di nuove funzionalità. Si esplorano gli ambienti in cerca di oggetti da utilizzare al posto ed al momento giusto, interagendo con i personaggi non giocanti mediante dialoghi e scelta multipla e, raramente, sfoderando le armi, sfruttando coperture e mimetizzazione ottica per uscire indenni dagli scontri a fuoco. Se l’esplorazione e la risoluzione degli enigmi sono ben contestualizzati all'interno del flusso narrativo, le sparatorie risultano approssimative e scarsamente valorizzate, inserite forse con l’intento d’accentuare la sensazione di pericolo incombente ma risultando, alla fine, troppo poco approfondite per potersi ritenere soddisfacenti.

Ma lamentarsi delle evidenti sbavature del titolo sarebbe un subdolo atto di crudeltà gratuita. The Fall punta alla narrazione ma senza rinunciare alla propria natura ludica, benché meno riuscita ed a tratti incompiuta. Ci sono grandi attimi di riflessione all’interno del codice di gioco, frammenti che continuano a brillare anche a TV spenta, personaggi di cui il videogioco ha bisogno. Adesso non resta che attendere i successivi due episodi e sperare che Over The Moon sposti l’asticella una tacca più in alto.