mercoledì 22 novembre 2017

Vanessa Van Basten - La stanza di Swedenborg (2006)

Italia | Eibon Records

Post di Michele Ricci.

Alcuni dischi ti entrano nel sangue, ammalandolo, corrompendolo con la loro bellezza dannata, rendendoti un tossico musicale in crisi d'astinenza sonora.

"La stanza di Swedenborg", creatura d'esordio degli italiani Vanessa Van Basten, è pura droga artistica, un vibrare emotivo che, partendo nel cervello, lentamente si apre la strada fino alla coscienza, in un flusso continuo di sensazioni, colori, ricordi e visioni. Si resta tramortiti dal susseguirsi incessante d'atmosfere e non-luoghi in cui abbandonarsi, lanciati a velocità folle nella più nera delle albe oppure cullati verso un tranquillo giaciglio in cui ritemprarsi.

Le diramazioni stilistiche del duo genovese pescano da svariate influenze musicali ma, grazie alla grande personalità, al gusto ricercato e alla toccante sensibilità, il tutto si trasforma in un'esperienza viva, pulsante, travolgente. L'incedere stanco di "Dole", la speranza di "Giornata De Oro", la malinconia dolce di "Floaters", note che feriscono e leniscono, raccontano, urlano e sussurrano parole per sensazioni che crediamo solo nostre, ma che marchiano a fuoco l'esistenza di ogni singolo, stupido, debole essere umano.

Spalancate le finestre della dimora Vanessa Van Basten, troverete il vostro mondo, pronto per essere riscoperto.

Ancora una volta.

martedì 21 novembre 2017

La samaritana (2005)

Corea del Sud | Kim Ki-Duk

Post di Michele Ricci.

Kim Ki-Duk è un regista estremo, come estreme sono le reazioni degli spettatori durante la visione delle sue pellicole. Amarle o detestarle conta relativamente poco visto che ignorarle risulta praticamente impossibile.

La samaritana punta dritto al cuore mentre prende a pugni lo stomaco con violenza, delicata come una carezza paterna ma spietata come la più nera delle vendette. Non ci sono fronzoli e orpelli tecnici nella regia del coreano, semplice ed essenziale nelle inquadrature, costantemente focalizzata sui personaggi, in modo realistico, concreto, crudo.

Il film è una storia d'amore dannata e proibita, di persone ai margini, di giustizia sbagliata, di sessualità deviata ma universale, di perdizione e parziale redenzione ma sopratutto di sentimenti, vividi e grondanti sangue, lacrime e tenerezza, esasperati dal personalissimo tocco tragico del cineasta.

Un'opera intensa e controversa, dai temi ostici ma dalla sensibilità straordinaria.

lunedì 20 novembre 2017

Quando le macchine si fermeranno (1964)

USA | Harry C. Crosby

Post di Michele Ricci.

Harry C. Crosby (che firmava le proprie opere con lo pseudonimo di Christopher Anvil) è un nome poco conosciuto nell'ambito della fantascienza classica, nonostante la corposa bibliografia che ne porta la firma, composta prevalentemente da racconti e romanzi brevi.

"Quando le macchine si fermeranno" appartiene proprio a quest'ultima categoria, racconto sul disfacimento della società americana dovuto alla "scomparsa" improvvisa dell'energia elettrica, con le conseguenze catastrofiche che, inevitabilmente, ne derivano.

Assisteremo alle disavventure dei protagonisti, tra gelosie, follia di massa, pacata violenza e le classiche dittature emergenti, tenute insieme con brio grazie allo stile dinamico e coinvolgente dello scrittore statunitense, un esempio autentico di letteratura a "montagna russa" che non lascia spazio a tempi morti, dedicandosi più al riassunto che all'approfondimento.

L'opera è solo puro intrattenimento, ottimo per saziare la pancia ma inefficace per la detonazione celebrale, nonostante sia estremamente difficoltoso rimanere indifferenti alla vivacità del romanzo, sempre attento a non scandalizzare il lettore, tralasciando particolari cruenti e situazioni destabilizzanti che, solitamente, vanno a braccetto con la letteratura fantascientifica a sfondo catastrofico/post-apocalittico.

Accessibile a tutti e non solo ai cultori del genere.

Intrattiene e diverte. Poi, molto velocemente, si dimentica.

domenica 19 novembre 2017

Down - Down IV Part I, The Purple EP (2012)

USA | Roadrunner Records

Post di Michele Ricci.

Nel 1995 i Down, formati da membri di Pantera (Phil Anselmo e Rex Brown), Corrosion of Conformity (Pepper Keenan) e Crowbar (Jimmy Bower e Kirk Windstein) diedero alla luce lo stupefacente album d'esordio "NOLA", un inno d'amore incondizionato rivolto ai maestri del doom metal tradizionale, modernizzato nel sound generale ma carico delle stesse atmosfere torbide e funeree.

Dopo 17 anni, e due ottimi album alle spalle ("Down II: A Bustle in Your Hedgerow" del 2002 e "Down III: Over the Under" del 2007), il combo statunitense torna con il primo di una serie di quattro EP e ogni dubbio viene immediatamente fugato.

"The Purple EP" offre la solita colata bollente di chitarre obese e lorde, ritmiche corpose e vocalizzi ruvidi ma melodici. I brani proseguono possenti, carichi di partiture monolitiche rotonde, compatte nel loro evolversi, forse questa volta in maniera sin troppo eccessiva.

Nonostante tutto risulti minuziosamente rifinito e lavorato, mancano i guizzi di genialità inaspettati e originali, quelli da eccitazione turgida istantanea, presenti in grande quantità nei precedenti lavori ma tragicamente latitanti in questa release (ad eccezione della bellissima "Misfortune Teller", gioiellino realmente ispirato ed esaltante).

L'insieme si lascia ascoltare con piacere, ma scivola via troppo velocemente, cedendo il passo a una pericolosa noia dilagante. 
Confezionato con rodata professionalità, "Down IV Part I - The Purple EP" risulta privo dell'anima dannata, ma estremamente affascinante, che ha reso grandi i Down, rivelandosi un mezzo passo falso che, diciamolo, ci può anche stare.

sabato 18 novembre 2017

Bad Taste (1987)

Nuova Zelanda | Peter Jackson

Post di Michele Ricci.

Il film d'esordio di un giovane Peter Jackson è un concentrato di pura follia splatter ingravidata da una demenzialità allo stato brado, così esasperata da sconfinare nel non-sense più ilare.

La scalmanata unità speciale inviata a risolvere i guai, nonostate si riprometta di mantenere un profilo scentifico quanto più professionale possibile, non fa altro che maciullare alieni a colpi di mitra, bazooka, estirpando teste con mani e motoseghe protette da sofisticatissimi sistemi di sicurezza (uno dei momenti più divertenti).

Le ridicole scene d'azione, che compongono un buon 50% del film (il restante spetta a budella e cervelli), risultano così volutamente artificiose e impacciate che vi troverete stesi sul divano a ridere di gusto, ingozzandovi di patatine fritte con olio esausto, ruttando come se non ci fosse un domani.

Gli effetti speciali risultano convinventi, sopratutto se si considera l'esiguo budget a disposizione della pellicola, e le varie mutalizioni/sventramenti (epocale quello finale tutto a base di motosega e "rinascita") restituiscono il giusto impatto gore, elemento imprescindibile per gli amanti del filone.

Ma, nonostante gli evidenti difetti, si nota una piacevolissima anarchia di fondo, uno stile senza compromessi, grezzissimo, dettato solo da una passione sanguigna, viscerale, propria degli esordi cinematografici.

Tutti le situazioni ricreate sono una continua presa per il culo, un dito medio rivolto ai moltissimi action movie kaccatini che intasavano (e intasano) le sale di mezzo globo.

Lo stile irriverente e delirante del film ancora oggi conquista, nonostante l'Italia, in ambito splatter, abbia raggiunto picchi ben più disturbanti e riusciti (Cannibal Holocaust insegna), in tempi antecedenti al rilascio di questa pellicola.

venerdì 17 novembre 2017

Armory & Machine (2017)

Daybreak Industries | Android

Post di Michele Ricci.

Mai avrei pensato d'andare in fissa con un clicker game minimale per smartphone, e pure gratuito!

Parte male Armory & Machine, con quel tasto da premere per generare calore, ma pian piano incominci a costruire macchine che fanno altre cose e ti ritrovi a esplorare zone pericolose, combattendo a colpi di dito con rudimentali elementi da RPG.

Dietro una scarna interfaccia unicamente testuale si nasconde una storia inaspettatamente divertente e poi, boh, sarà il ronzio delle macchine al lavoro o la vecchiaia galoppante, ma ormai defeco solo in compagnia della diabolica stronzata di Daybreak Industries.

Questo giochillo crea quella dipendenza che ti fa sentire coglione.

giovedì 16 novembre 2017

Ready Player One (2010)

USA | Ernest Cline

Post di Michele Ricci.

Wade è un diciottenne orfano e squattrinato. Vive in una baraccopoli, una delle tante nel mondo futuristico e decadente immaginato dall'esordiente Ernest Cline, scrittore e sceneggiatore americano. C'è la realtà in disfacimento, spietata, violenta e povera e un universo virtuale chiamato OASIS, una versione ultra potenziata dell'internet attuale, a cui tutti gli utenti possono accedere gratuitamente mediante connessione, console/computer, visori e guanti.

Per molti OASIS rappresenta il rifugio sicuro, la vita alternativa, l'unica salvezza. Il creatore dell'universo online, prima di morire, sfida tutti gli utenti a trovare le tre chiavi nascoste (e le relative porte) all'interno del software. Al vincitore spetterà l'intero patrimonio del defunto, comprensivo del controllo totale di OASIS.

Lo scrittore statunitense, partendo da un'idea semplice e discretamente banale, costruisce un romanzo stracolmo di riferimenti e citazioni alla cultura pop/nerd anni ottanta, inserendo tonnellate di videogiochi, film, telefilm e musica all'interno della storia, raccontata con uno stile dinamico e coinvolgente che invita alla lettura cannibale, quella da isolamento completo ed ininterrotto.

Le descrizioni minuziose delle meccaniche di gameplay di vecchi titoli arcade, gli scenari mortali del Dungeons and Dragons cartaceo (per i giocatori "veterani" semplicemente D&D), la ricostruzione di scene cult di pellicole immortali come Blade Runner e gli ammiccamenti d'intesa continui alla generazione che quelle opere le ha vissute in prima persona, ammantano le pagine di Player One di un fascino malinconico che non potrà che stregare completamente tutti gli "sfigati" (leggasi nerd) vecchia scuola, intenti a sorridere compiaciuti durante la lettura.

Ed è proprio a loro che questo romanzo è indirizzato, a tutti quelli che, nonostante le trame improbabili, gli sprite da una manciata di pixel ed i rullanti dal riverbero esagerato, porteranno sempre nel cuore quel periodo storico, quelle emozioni e quell'innocente meraviglia che tanti sogni e sorrisi ha regalato. 

mercoledì 15 novembre 2017

Jesus Christ Vampire Hunter (2001)

Canada | Lee Damarbre

Post di Michele Ricci.

C'è una preoccupante moria di lesbiche in città, vittime (dotate dell'intelligenza acuta di un lombrico arteriosclerotico) di arrapantissime vampiresse sadomaso di quartiere.

Al cappellano della chiesa locale (affiancato da un confratello panzone dalla meravigliosa cresta punk) non resta che richiedere l'intervento dello specialista supremo: Gesù Cristo.

Troveranno il Divino in spiaggia, bello rilassato ed in ottima compagnia, rimettendoci la pelle e dando inizio alla sequela di mazzate/cazzate che ci terranno mortalmente annoiati per poco meno di novanta, lunghissimi minuti.

Tra momenti proto-musical urticanti, sequenze di combattimento coreografate dai Muppets sotto acido, umorismo da cappio ai testicoli e blasfemia in offerta speciale al discount, Jesus Christ Vampire Hunter cerca in tutti i modi di raccogliere l'eredità dei veri cult del cinema trash, ma naufraga nella banalità più devastante, senza strappare le grasse risate suine che ogni appassionato d'immondizia filmica cerca in questo genere di produzioni e, di conseguenza, affogando in maniera completamente anonima nella nauseabonda pozzanghera di merda che ne riassume l'essenza.

Tempo speso molto male, meglio dedicarlo all'uncinetto. Al buio.

martedì 14 novembre 2017

Pg.Lost - In Never Out (2009)

Svezia | Black Star Foundation

Post di Michele Ricci.

Secondo appuntamento sulla lunga distanza per i Pg.Lost, quartetto svedese dedito ad un post-rock estremamente oscuro e carico di sfumature drone.

L'evoluzione sonora dei brani presenti nell'album passa attraverso coordinate stilistiche sicuramente usuali, ma contraddistinto dal caratteristico alone di tenebra che riesce a differenziarne la proposta in maniera convincente.

Durante i 50 minuti di "In Never Out" trovano spazio innesti melodici inaspettati e carichi di pathos, venati da una malinconia colma di sconfitta, di rassegnata desolazione, di muta contemplazione. Le chitarre restano principalmente liquide e soffuse, sorrette da un'efficace tappeto sintetico mai preponderante, lasciato sullo sfondo e appena accennato, mentre la sezione ritmica viene lasciata libera di spaziare, alternando parti più corpose ed energiche a momenti di subdola quiete, vivacizzando ed ampliando l'offerta artistica dei Pg.Lost.

Vanno sicuramente ricordati l'imponente "Still Alright" (dall'incedere maestoso e apocalittico) e la sospesa "Crystalline" (un patchwork sonoro stratificato e fumoso).

Un album sicuro, compatto ed emozionale che mostra una band ispirata, matura e ricca di fascino.

lunedì 13 novembre 2017

NOIA - Pure Scorn (2007)

Italia | Sabbathid Records

Post di Michele Ricci.

"Pure Scorn", secondo lavoro dei fiorentini NOIA, è un fottuto album con le palle, di quelle belle grandi e vagamente quadrate.

La base di partenza del sound della band è il black metal nella sua forma più diretta e grezza, carico di richiami ai primi, seminali, album dei Darkthrone, ma invaso da contaminazioni corrotte che vanno dal thrash metal teutonico dei primi anni ottanta ai mid-tempo tanto cari ai Motorhead, il tutto accompagnato da un'attitudine sfrontatamente punk.

L'impatto ed il groove sono i cardini su cui ruota tutto il disco, concretizzandosi in brani come "Crimes of War", devastante assalto frontale a base di riff coinvolgenti e circolari ma estremamente incisivi, senza tralasciare bordate terribili come "Indignant Thoughts" e "Silent Dominion", in cui possono sentirsi echi degli Slayer del morboso "Hell Awaits".

C'è anche spazio per il black metal più puro e intransigente grazie a "Human Misery" e "Idolatry", brani caratterizzati da un costante e invidiabile furore strumentale, scarno, brutale ma ricco di atmosfere carnali ed evocative che rendono l'album vivo, grondante di sudore, sangue e piscio.

"Pure Scorn" è un manifesto di passione underground, un modo di vivere e d'intendere la musica che non conosce compromessi.

E che tutto il resto vada a farsi fottere.

domenica 12 novembre 2017

Scatto di Domenica #002

Post di Michele Ricci.

The Legend of Zelda: Twilight Princess HD
2016, Nintendo - Wii U

Quando un personaggio è ben caratterizzato riesce a calamitare tutte le attenzioni su di sé, e Midna ne è la perfetta incarnazione.

Cinica e stronza, prende in giro il prode Link lupacchiotto ed il giocatore che, muto e stordito come l'avatar che si trova a guidare, può solo accompagnare.

Ho dedicato al gioco un post che potete leggere qui.

sabato 11 novembre 2017

Visitor Q (2001)

Giappone | Takashi Miike

Post di Michele Ricci.

Il padre (giornalista fallito) paga la figlia (studentessa) per fare sesso, mentre la madre (eroinomane e storpia) subisce le fustigazioni del figlio (un ragazzino perseguitato da una banda di sadici bulli).

Questa è la famiglia immaginata da Takashi Miike, controverso e iconoclasta regista nipponico. A sconvolgere la vita dell'allegra famigliola di psicopatici subentra un enigmatico visitatore, causa scatenante di turbolenti cambiamenti.

Miike deride il concetto stesso di famiglia moderna, distruggendola e umiliandola, esasperando, spesso anche con cattivissimo gusto, le fobie, le perversioni e le frustrazioni di tutti i personaggi. Non c'è che empietà e follia, decadenza e disturbo, in un vorticare d'immagini che annichiliscono e provocano lo spettatore con situazioni rivoltanti, disturbanti e fuori da un qualsivoglia schema socialmente accettato, spettatore al cui occhio non è preclusa alcuna atrocità, sia essa uno stupro, un atto necrofilo o una disturbante sequenza surreale.

L'indifferenza che imprigiona i protagonisti, estranei a tutte le devianze che li circondano, non fa che ampliare a dismisura l'efficacia della critica caustica del regista giapponese, nonostante la pellicola possa risultare indigesta ed offensiva per una persona poco avvezza alla violenza fisica, morale ed etica presente in grosse dosi in Visitor Q.

Per loro c'è solo un'enorme, volgare e inconcepibile dito medio messo in bella vista.

In tutta questa malsana finzione troppo spesso, ed in maniera preoccupante, la realtà balza fuori in tutta la sua spietata e cruda verità. 

Un'opera estrema e coraggiosa.

venerdì 10 novembre 2017

L'inquilino del terzo piano (1976)

Francia | Roman Polanski

Post di Michele Ricci.

Un impiegato modesto e impacciato prende in affitto un appartamento succedendo alla precedente inquilina, morta in ospedale dopo aver tentato il suicidio gettandosi dalla finestra.

Questo è l'incipit narrativo che apre "L'inquilino del terzo piano", ennesima pellicola da brivido a portare la firma di Roman Polanski. Nonostante le premesse iniziali alquanto ordinarie, non bisogna aspettare molto per precipitare nell'inconfondibile delirio visivo del regista francese (che figura anche nelle vesti d'attore protagonista).

La critica sociale dell'opera si trasforma in un incubo che mischia con grande sapienza realtà e follia, creando momenti di tensione estremamente palpabile e dall'impatto devastante, con inquadrature e ambientazioni cesellate alla perfezione.

La crescente mania di persecuzione che invade il personaggio principale, vittima di un destino consapevole ma nefasto, è resa vivida e disturbante grazie alle bellissime sequenze oniriche, quadri in movimento affacciati sul mondo degli incubi.

Polanski si conferma uno dei registi  più visionari e angoscianti della storia del cinema, abilissimo nel piegare, deformare e demolire la realtà, creando materia da modellare per mettere in scena la propria visione artistica, accompagnando per mano lo spettatore in un oscuro e affascinante viaggio nella psiche deviata dell'uomo.

Bellissimo.

giovedì 9 novembre 2017

Enduro Racer (1987)

SEGA | Master System

Post di Michele Ricci.

La conversione per Master System di Enduro Racer (titolo da sala di SEGA) è una fottuta droga videoludica, tutto grazie alle semplicissime meccaniche arcade su cui si basa l'intera esperienza giocosa.

Un tasto per accellerare e uno, inutile, per frenare, tracciati con biforcazioni e "strade alternative", fastidiosi avversari spastici, musiche epico-lisergiche a otto bit e la goduria del trail and error più innocente, primitivo e dannatamente coinvolgente.

C'è anche la possibilità di migliorare le caratteristiche della moto e di riparare i danni subiti, tutto grazie ai punti acquisiti sorpassando gli altri corridori.

Quel che conta, però, è solo la corsa spietata contro il tempo, fatta di schivate millimetriche, trampolini infami e una grafica pixellosa, colorata, squisitamente limitata.

Una volta avviato il gioco sarà impossibile tornare indietro, ad un fallimento seguirà un nuovo tentativo, in un loop ciclico di bestemmie, divertimento e tanta sana nostalgia.

mercoledì 8 novembre 2017

Kingdoms of Amalur: Reckonig (2012)

38 Studios, Big Huge Games | Xbox 360

Post di Michele Ricci.

King of Amalur: Reckoning ha tutte le rotture di palle delle side-quest di un qualsiasi MMORPG coreano, mena le mani come Fable e si acconcia cercando di piacere a chi ama World of Warcraft.

A giocare si lascia giocare eh, ma fare il faccino straccia un po' gli zebedei e la trama, zeppa di cliché fantasy, non riesce a tenere in piedi la baracca, lasciando naufragare il titolo nel limbo dei giochi dimenticabili.

Se siete tossici del genere accomodatevi tranquillamente, altrimenti "fuggite, stronzi!"

martedì 7 novembre 2017

Resonance of Fate (2010)

tri-Ace | PlayStation 3

Post di Michele Ricci.

I sapientoni che pretendono la rivoluzione dei JRPG mi stanno sul cazzo. Ritengo che alcuni generi abbiamo il diritto di portare avanti una tradizione ludica ben definita, innovando senza stravolgere.

Resonance of Fate è l'esempio perfetto: trama avvincente, personaggi dal look odiosamente fashion, ottimo combat system a turni (dalle meravigliose sfumature strategiche) ed esplorazione della mappa di gioco che definire singolare è poco.

Davanti ad un ottimo gioco tutte le chiacchiere stanno a zero.

lunedì 6 novembre 2017

Conan the Barbarian 3D (2011)

USA | Marcus Nispel

Post di Michele Ricci.

Quali sono le caratteristiche principali di Conan il barbaro di Milius (1982)? Tamarraggine fantasy, violenza e personaggi appena accennati.

Conan the Barbarian 3D è il remake perfetto, fedele all'originale per atmosfera, con tanto di trama banale e coinvolgente azione cafona, arricchito da una pregevole realizzazione tecnica e da un discreto lavoro registico.

Un film stupido ma divertente, inutilmente appagante e superficialmente consigliato.

Comunque, il trono spetta ancora a quel coglione di Schwarzenegger.

domenica 5 novembre 2017

Advance Wars 2: Black Hole Rising (2003) [REPOST]

Intelligent Systems | GameBoy Advance

Post di Michele Ricci.

Durante la mia “vita videoludica” ho compreso una verità fondamentale: negli strategici in tempo reale sono una schiappa clamorosa.

Ogni attimo speso nel Total War di turno ha distrutto, brutalmente, qualsiasi ambizione del sottoscritto, deridendo il timido Napoleone che, speravo, potesse nascondersi in me. Con i giochi di strategia a turni la situazione cambia radicalmente e, finalmente, posso compiacermi dei (miseri) risultati ottenuti sul campo di battaglia.

Intelligent Systems, nel 2001, con l'esordio della serie Advance Wars ha portato la strategia bellica anche sull'eccitante GameBoy Advance di Nintendo,  sfornando un piccolo gioiellino di giocabilità. Ma è soltanto con il seguito che le potenzialità del progetto sono deflagrate, spiccando per profondità del gameplay, divertimento e totale dipendenza generata.

Aumentano il numero e la tipologia d’unità utilizzabili, tutte profondamente diversificate ed interconnesse tra loro, ed è proprio grazie a questa interconnessione che il giocatore può scatenare il proprio intuito bellico, ponderando ogni singola mossa con diabolica attenzione.

Il comparto tecnico è eccellente, con un favoloso stile grafico che non stanca, un'ottima colonna sonora ed una trama sviscerata attraverso dialoghi estremamente semplici ed simpaticamente aberranti.

L'unico difetto, alquanto soggettivo, è l'elevato tasso di difficoltà, soprattutto in alcune missioni, che potrebbe scoraggiare i meno pazienti (durante le mie sessioni il tasso di blasfemia ha raggiunto livelli d'allerta molto preoccupanti).

Advance Wars 2: Black Hole Rising prosciuga le ore libere con malefica disinvoltura, generando il temibile sintomo da “un’altra partita e smetto” che, molto spesso, si trasforma in maratone giocose dalle temibili ripercussioni psico-fisiche.

Uomo avvisato...

sabato 4 novembre 2017

Funeral Mist - Maranatha (2009)

Svezia | Norma Evangelium Diaboli

Post di Michele Ricci.

Il cattivissimo Arioch (che poi è Mortuus dei Marduk) è riuscito, con i suoi Funeral Mist, a creare un sound personale pur destreggiandosi all'interno del black metal.

"Maranatha" è un assalto gelido e mistico dai riff spigolosi e "religiosi", un lungo pellegrinaggio in una terra di confine tra sacro e proibito, che prende la ferocia tipica dei gruppi svedesi e la riveste di conturbanti sfumature arcane.

Se apprezzate il black metal più "introspettivo", non lasciatevi scappare questo album.

venerdì 3 novembre 2017

Escape Goat (2012)

MagicalTimeBean | Steam

Post di Michele Ricci.

La passione è contagiosa, pochi cazzi, e quando un videogioco ne è pieno è difficile non lasciarsi travolgere.

Escape Goat è un platform puzzle ingegnoso e dannatamente rifinito, sorretto da controlli precisi e reattivi che regalano puro godimento a polpastrelli e cervello.

Il design dei singoli livelli riesce a toccare vette d'eccellenza senza strafare con aggiunte forzate e innaturali, e guidare la capra viola (e il compagno sorcio) è solo puro spettacolo ludico.

Musiche eccellenti, estetica nostalgica e pulita e gran divertimento che, purtroppo, non dura poi molto.

Consigliatissimo.

giovedì 2 novembre 2017

Cannibal Corpse - Tomb of the Mutilated (1992)

USA | Metal Blade Records

Post di Michele Ricci.

"Tomb of the Mutilated" è stato il primo cd acquistato con i miei, pochi e sudatissimi, danari.

Ricordo ancora quel pomeriggio del '94, mentre mi dirigevo presso il negozio di fiducia, l'unico nel raggio di chilometri. "Nightmare", così si chiamava, ed era gestito da Paolo, un simpatico metallaro che, tra una chitarra, qualche scopettone e tante cianfrusaglie, smerciava dischi metal.

Non conoscevo i Cannibal Corpse e, una volta sfogliato il booklet, non sarei tornato più a casa senza possedere questo disco tutto gore e pornografia, una combo a cui un me quindicenne non sapeva resistere.

Morbosità, violenza, oppressione e riff assassini, con il vocione di Barnes provenire da un punto non meglio specificato, situato tra l'inferno e le tubature del cesso.

Poi, oh, "Hammer Smashed Face" resta ancora una perla di viscere e pustole, song esplicativa di un genere intero.

Fondamentale.

mercoledì 1 novembre 2017

Hatoful Boyfriend (2011)

PigeoNation Inc. | PlayStation 4

Post di Michele Ricci.

Non ho giocato moltissime visual novel nella mia vita, ma Hatoful Boyfriend è certamente la più meravigliosamente giappo-folle.

Nei panni di una studentessa in cerca d'amore, avremo a disposizione diversi uccelli (piccioni, non fatevi strane idee) con cui approfondire la conoscenza e instaurare un legame sentimentale.

I personaggi maschili/volatili/scacazzanti sono estremamente caratterizzati, ma è lo svolgersi degli eventi a rendere Hatoful Boyfriend un viaggio delirante.

Succedono cose fuori dal mondo e il "ma che cazzo succede?" è sempre dietro l'angolo, pronto a stupire il giocatore a ogni scelta.

Tanto da leggere e da ridere, assolutamente da non perdere.

Ah, ho giocato la conversazione per PlayStation 4 uscita nel 2015.

martedì 31 ottobre 2017

Le Orme - Felona e Sorona (1973)

Italia | Universal Music Italia

Post di Michele Ricci.

Poche cose nella vita sono importanti come i ricordi, quell'insieme di mattoni emotivi che formano lo scheletro di quello che saremo.

"Felona e Sorona" appartiene alla mia infanzia, una cassettina (originale, eh!) che, dall'auto di mio padre, è piombata nel mio walkman di neo amante della musica, allora affamato di novità, curioso esploratore di reperti appartenenti a un passato a me caro.

Un concept album progressive rock come gli italiani riuscivano a comporre in quegli anni, con la tecnica al servizio della melodia e tante emozioni da incanalare nelle tracce.

Oggi, che padre lo sono diventato, a mio figlio voglio tramandare un frammento di mio padre, e Le Orme sono la chiusura del cerchio.

lunedì 30 ottobre 2017

Abyss (2014)

EnjoyUp Games | Nintendo Wii U

Post di Michele Ricci.

Conversazioni "potenziata" per Wii U di un titolo per DSiWare, Abyss è il classico giochetto che non promette nulla di buono ma riesce a sorprendere.

Alla giuda di un polipo, dovremo raccogliere un certo quantitativo di Gaia per sbloccare l'uscita, evitando d'impattare contro le superfici e/o altre diavolerie.

Un tasto per la propulsione e lo stick sinistro per la rotazione, tutto il resto è inerzia e tocchi di fino.

La sfida, già impegnativa nei livelli iniziali, tocca l'apice negli stage bonus sbloccabili ad avventura terminata, un vero inferno che tanta rabbia suscita quanta è la soddisfazione ricevuta nell'uscirne incolumi.

Piccolo e stronzo, Abyss merita le due lire che costa.

domenica 29 ottobre 2017

Scatto di Domenica #001

Post di Michele Ricci.

Adoro fare le fotine nei giochini, scattarne in quantità e postarle senza ritegno sui miei profili social. Da questa "smania da screenshot" prendo spunto per una nuova, fiammeggiante, rubrica: Scatto di Domenica. Una foto, un breve commento e via, ogni Domenica, fino a quando ne avrò voglia. Ma basta chiacchiere e andiamo a incominciare!

Scatto di Domenica #001:

God of War 3 Remastered

2015, Wholesale Algorithms - PlayStation 4

Esiste qualcosa di più adorabilmente adolescenziale della violenza insensata e ostinata, ostentato trionfo di sangue e budella?

God of War 3 Remastered per PlayStation 4 è l'ormone sudato e brufoloso che non si arrende ai primi capelli bianchi.

Superficiale e liberatorio.

sabato 28 ottobre 2017

Earth Atlantis (2017)

Pixel Perfex | Nintendo Switch

Post di Michele Ricci.

Che shooting game strano che è Earth Atlantis, tutto marrone e con un ritmo altalenante ma sempre noioso.

Alla guida di diversi sottomarini (da sbloccare) andremo a caccia di pescioni robotici dal respawn facile, potenziando armamenti e ripristinando l'energia, con la mappa come unica guida e l'orchite dietro l'angolo.

Pixel Perfex si gioca la carta dello stile grafico artistoide tutto è confusione e bruttezza, ma la vera pecca resta il gameplay, grezzo, banale e tedioso.

Sconsigliato.

venerdì 27 ottobre 2017

La storia di Mario. 1981-1991: l'ascesa di una icona, tra mito e realtà (2012)

William Audureau | Multiplayer.it Edizioni

Post di Michele Ricci.

Oggi esce Super Mario Odyssey, che pare una cosa che scansati, e mi pare opportuno consigliarvi un bel librozzo che ripercorre la nascita del mito: La storia di Mario. 1981-1991: l'ascesa di una icona, tra mito e realtà.

William Audureau scende nei dettagli anche più tecnici, non lesinando interviste e citazioni autorevoli, e le pagine scorrono via leggere, appagando la curiosità con chicche imperdibili.

Ho letto (più volte...) l'edizione italiana, a cura di Multiplayer.it Edizioni, e vi consiglio caldamente la lettura tra un livello e l'altro dell'ultima avventura del baffone più arrapante dell'universo.

Adesso fuggo a ritirare la mia dose di droga giocosa.

giovedì 26 ottobre 2017

Knight Terrors (2017)

FreakZone Games | Nintendo Switch

Post di Michele Ricci.

FreakZone Games, sotto la bandiera di Nicalis, porta su Switch un endless runner canonico dalla bella estetica retrò e arricchito da musichette chiptune  ipnotiche e classicheggianti.

Knight Terrors presenta livelli generati casualmente, modalità e oggetti da sbloccare e una classifica online per i maniaci dello score, ma la struttura standard, e l'inevitabile monotonia della meccanica base del genere, sono legate indissolubilmente al tedio repentino.

Sì, costa due spiccioli e i tasti fisici migliorano la reattività e il feeling dei controlli, ma il mercato mobile offre una marea imbarazzante di prodotti analoghi e gratuiti, quindi...

Solo per chi cerca uno scacciapensieri da cesso e detesta giocare su smartphone.

mercoledì 25 ottobre 2017

Dark Chambers (1988)

Atari | Atari 7800

Post di Michele Ricci.

Sebbene la data di pubblicazione lasci intendere il contrario, l'autore di Dark Chambers, John Palevich, afferma d'aver ideato il titolo nel 1983, un paio d'anni prima dell'uscita di Gauntlet, fardello pesantissimo dalle similitudini evidenti sin dal primo avvio.

Purtroppo la povertà dell'insieme non gioca a favore del povero John, che ha dovuto scontrarsi con limitazioni e restrizioni che affossano il proprio pargolo.

Dark Chambers si lascia addentare e possiede il fascino nostalgico delle produzioni di un tempo, ma il colosso arcade di Atari ha uno spessore ben più sostanzioso.

martedì 24 ottobre 2017

Mighty Switch Force! 2 (2013)

WayFoward Technologies | Wii U

Post di Michele Ricci.

Mi riesce molto difficile non amare la WayFoward, software house californiana capace e dal grande gusto estetico e ludico.

Mighty Switch Force! 2 è un seguito che potenzia e migliora tutto, senza snaturare l'avvincente offerta puzzle platform bidimensionale proposta. Piccoli livelli, donzelle in pericolo da salvare, un tasto per "l'inversione delle piattaforme" e nemici diversificati negli attacchi e nei punti deboli.

Bella grafica, musiche strepitose ed enigmi intelligenti e giustamente bastardi che richiedono riflessi e cervello, fanno di questo videogioco un must have imprescindibile per chi apprezza i giochi fatti bene.

lunedì 23 ottobre 2017

Fist of Awesome (2014)

I Fight Bears | Steam

Post di Michele Ricci.

Dopo aver indossato i panni pestilenziali di un cafonissimo boscaiolo, potremo prendere a pugni in faccia una marea (pelosa) di stronzissimi animali, sfruttando tutte le caratteristiche storiche dei picchia-picchia 2D a scorrimento.

Al tizio dietro a I Fight Bears (Nicoll Hunt) non riesce bene la parte fondamentale, il cuore del gameplay, con scontri contro boss da gestire sempre alla stessa maniera, energia auto-ripristinante e una sfida particolarmente bassa, ma la demenzialità costante, la grafica bitmap grezzotta ma bella ed il setting almeno "particolare" mi hanno strappato qualche sincero sorriso.

Fist of Awesome cita e omaggia anche bene, ma i maestri pestatori sono altri.




domenica 22 ottobre 2017

Air Fortress (1987)

Hal Laboratory Inc. | NES

Post di Michele Ricci.

Siccome Barbagamer Micro è come il porco (non si butta via niente), avevo disponibili un po' di video di gameplay creati per il vecchio blog, e quale utilizzo migliore potrei farne se non sfruttarli per riempire le giornate di pubblicazione?

Iniziamo con Air Fortress, incantevole titolo ibrido uscito su NES/Famicom direttamente dalle amorevoli mani di Hal Laboratory, softco "di Nintendo" che ha visto crescere tra le proprie fila il mai troppo compianto Satoru Iwata.

Tra shooting game minimale (a cavallo di una astro-motoretta) e adventure ad alta tensione (con l'ansia per il troppo consumo di carburante/energia del jet pack), Air Fortress ammalia grazie all'estrema gradevolezza del proprio gameplay, diversificato quanto basta e mai troppo malvagio.

Bella grafica e buone musiche sono la ciliegina su una torta binaria che merita un giretto sul vostro NES/Famicom di fiducia.



sabato 21 ottobre 2017

The Bomb (2015)

USA | Smriti Keshari

Post di Michele Ricci.

La bomba atomica.

L'arma definitiva e minaccia per l'intera umanità, costruita dagli uomini per distruggere gli uomini ma soggetta all'errore, imprevedibile, irreversibile.

Il documentario/installazione artistica di Smriti Keshari ammalia gli occhi, sopratutto nella parte iniziale, ma mostra il fianco quando lascia il campo al documentario, scadendo nel didascalico e perdendo d'efficacia.

Il montaggio è fantastico e l'alternanza d'immagini di repertorio ed effettistica digitale tiene incollati allo schermo, ma la ciambella non ha il giusto equilibrio d'ingredienti.

Vale comunque una visione.

Trovate The Bomb su Netflix.

venerdì 20 ottobre 2017

Strikers 1945 (1995)

Psikyo | Nintendo Switch

Post di Michele Ricci.

Zerodiv Inc. porta su Switch un titolo arcade di Psikyo, quello Strikers 1945 che continuava la tradizione shooter del vecchio classico Capcom 1942 con concreta lucidità.

Ambientazione da Grande Guerra Mondiale, vari veivoli da selezionare dalle peculiari caratteristiche offensive, scoring system basilare, selezione pseudo randomica degli stage e una discreta cattiveria di fondo, da ammorbidire con i sette livelli di difficoltà.

Estetica pulita e audio noioso non influenzano un gameplay solido, ridotto all'osso ma dannatamente soddisfacente, che permette a Strikers 1945 di divertire con efficacia ancora oggi, anche sulla nuova console ibrida di Nintendo.

Consigliato.

giovedì 19 ottobre 2017

Völgarr the Viking (2013)

Crazy Viking Studios | Nintendo Switch

Post di Michele Ricci.

Völgarr the Viking è il figlio bastardo nato da un rapporto sessuale non consenziente tra Rastan e Ghosts 'n Goblins.

Il gioco dei Crazy Viking Studios eredita dai genitori lo stesso amore viscerale per la bestemmia siderale, nutrendo d'odio il giocatore morte dopo morte, processo fondamentale per imparare a memoria i livelli, proprio come vuole la tradizione arcade.

Sul versante artistico Völgarr the Viking pecca di una spiacevole mancanza di gusto, proponendo una mesta cosmesi priva d'inventiva ma funzionale all'azione a schermo.

La conversione per Switch permette di portare blasfemia all'interno di una fila all'INPS e questo non può che essere un pregio.

Per appassionati del masochismo old style.

mercoledì 18 ottobre 2017

Gehennah - Decibel Rebel (1997)

Svezia | Osmose Productions

Post di Michele Ricci.

Quattro ubriaconi svedesi amanti dei Venom e del thrash metal più marcio e grezzo.

Basterebbe solo questo per descrivere i primi lavori dei Gehennah, e "Decibel Rebel", terzo disco della loro putrida carriera, non se ne fotte un cazzo e pesta giù duro e diretto, sporco metallo che puzza di birra e piscio e rutta se infastidito.

Armatevi di molto alcool, sparate il volume a palla e insultate i passanti in compagnia di questo album.

Uh!

martedì 17 ottobre 2017

Resident Evil 6 (2012)

Capcom | PlayStation 3

Post di Michele Ricci.

Non posso certamente considerarmi un fan sfegatato della saga di Resident Evil, questo è poco ma sicuro, e benché ne abbia giocato quasi tutti i capitoli principali (il quinto escluso), la famosa ammiraglia zombie di Capcom non mi ha mai fatto tremare il cuore.

Bene, Resident Evil 6 resta l'episodio che mi ha divertito di più, grazie al sistema di combattimento misto (sparo e sonore mazzate corpo a corpo) e alla buona diversità delle quattro campagne che ne compongono l'offerta.

Trama scontata, tanti personaggi tamarri, cose improbabili a schermo e boss fottuti da fottere in allegria, per un videogioco che, nonostante la storica legnosità dei controlli, ha saputo regalarmi bei momenti giocosi.

lunedì 16 ottobre 2017

Bathory - Blood Fire Death (1988)

Svezia | Black Mark Productions

Post di Michele Ricci.

Di dischi importanti come "Blood Fire Death" ne esistono pochi, sia per quello che hanno generato (la seconda ondata del black metal e la creazione del viking metal) che per l'effettivo valore della musica incisa nei propri solchi.

Epicità, cattiveria, mistero, gelo, tutto contribuisce a creare un'atmosfera unica e sorprendente, con lunghi brani che regalano brividi di malevolo piacere.

La voce aspra di Quorthon si accanisce sui magnifici riff di chitarra, semplici ma perfetti, e la bufera nordica narra gesta di uomini valorosi e spietati.

Immortale.

domenica 15 ottobre 2017

Antimatter - Planetary Confinement (2005)

Irlanda, Inghilterra | Prophecy

Post di Michele Ricci.

Dopo aver trattato un album poco convincente, sento il bisogno sincero di condividere con voi uno dei dischi degli Antimatter che amo di più: "Planetary Confinement".

Scorre tanta malinconica rassegnazione nelle nove tracce che compongono questa perla dolorosa, nove intimi momenti che scorrono sulla pelle, penetrano la carne e si depositano nel cuore.

Il rock della band sa essere potente e delicato, mai banale e profondamente sentito, rendendo "Planetary Confinement" speciale, personale, unico.

Ascoltatelo adesso.


sabato 14 ottobre 2017

NES Remix (2013)

Nintendo EAD Tokyo | Wii U

Post di Michele Ricci.

NES Remix è un corso di game design a portata di gamepad, una lezione di storia su alcuni dei giochi per NES più iconici e rappresentativi dell'intera industria videoludica.

Oltre alle sfide standard, divise per singolo gioco, il vero valore aggiunto del titolo sono i livelli Remix, intuizioni geniali che sorprendono.

Come potrà cavarsela Link in un livello di Donkey Kong, vista l'incapacità di saltare propria del verde eroe (Breath of the Wild era ancora lontano)? Ecco, abituatevi a cose del genere.

Intelligentemente, nostalgico e fondamentale per sviscerare e comprendere soluzioni di design che oggi diamo per scontate, ma che riescono ancora a divertire.

venerdì 13 ottobre 2017

Sogno di un futuro di mezza estate (2011)

Italia | Francesco Verso

Post di Michele Ricci.

Gli sviluppi futuri del sesso vanno spesso a braccetto con un certo tipo di fantascienza, e anche "Sogno di un futuro di mezza estate" accarezza queste tematiche.

Il racconto breve di Francesco Verso ha un buon ritmo e uno stile scorrevole e molto gradevole, e l'estrema capacità di sintesi non priva di spessore i protagonisti.

Lo trovate a due spiccioli su Kindle Store.

giovedì 12 ottobre 2017

A King's Tale: Final Fantasy XV (2016)

Empty Clip Studios | PlayStation 4

Post di Michele Ricci.

Che Square Enix stia spremendo Final Fantasy XV è un dato di fatto, e tra film in CGI, anime e progetti collaterali c'è di che abbuffarsi, sopratutto se si è di bocca buona.

Basta questo A King's Tale: Final Fantasy XV come esempio, omaggio per il pre-order del fratello maggiore, e rilasciato gratuitamente poco dopo con l'intento di mantenere vivo l'interesse.

Il gioco è un brawler bidimensionale nudo e crudo, con animazioni orrende e un sistema di combattimento elementare e poco profondo.

I canadesi Empty Clip Studios fanno il compitino che non diverte, mai, con un gameplay sorretto da un paio d'idee carucce implementate goffamente che affogano in un mare d'imbarazzante svogliatezza.

Ok che è gratis, ma il tempo è denaro, quindi...

mercoledì 11 ottobre 2017

Stealth Inc. 2: A Game of Clones (2014)

Curve Digital | Wii U

Post di Michele Ricci.

Da piccolo giochillo underground, Stealth Inc. trova la piena maturità nel suo seguito, un platform stealth ad alto coefficiente di sadica stronzaggine, produzione divertentissima con tanta ciccia d'addentare.

Il videogioco di Curve Digital richiede riflessi fulminei, materia grigia e dedizione, ma le tante chicche (gadget sfiziosi da usare in maniera creativa, editor di livelli e una modalità cooperativa cicciona) e controlli reattivi ben predispongono l'acquirente, appagato da una sfida impegnativa ma corretta.

Grafica e audio funzionale completano una pacchetto a cui sarebbe sciocco non dare un'occasione.

Bello.

martedì 10 ottobre 2017

Tengami (2014)

Nyamyam | Wii U

Post di Michele Ricci.

Tengami è un gioco di (tanto) camminare e (poco) ragionare che molto punta sullo stile (100% orientale tarocco) ma niente dedica alla sostanza.

La bella direzione artistica nulla può contro la noia devastante della misera interazione offerta, e l'orchite colpisce il giocatore, senza scampo alcuno.

Ho preso il gioco della Nyamyam grazie ai punti del programma fedeltà My Nintendo, ma i miei testicoli portano ancora il segno di questa scelta disgraziata.