Post

Visualizzazione dei post da Novembre, 2016

Akai Katana Shin (2011)

Immagine
CAVE | Xbox 360

Terza sinfonia sparacchina orizzontale a opera della CAVE (dopo Progear no Arashi e Deathsmiles) e terza dimostrazione di maestria e conoscenza profonda del genere. Akai Katana Shin (versione per home console dell'arcade uscito nel 2010) mantiene immutata la solita "immediata profondità" propria della softco giapponese, ma ne smussa le asperità, proponendo "enigmi di proiettili" più facilmente interpretabili e assimilabili, senza ridurre particolarmente la sacrosanta, intoccabile  e fondamentale difficoltà. Tutti i tratti tipici degli shooting game dell'azienda sono sempre presenti, ma si nota l'apertura verso un pubblico più eterogeneo, pur nella nicchia specifica degli appassionati. Le due modalità aggiuntive, esclusive della versione casalinga, implementano variazioni così significative al sistema di base che non si fatica a definirle "giochi nuovi", estremamente esaltanti per la liberatoria devastazione di cui si fanno prom…

The Crown - Stagione 1 (2016)

Immagine
Peter Morgan | Netflix

L'unico nobile utile è un nobile morto, su questo siamo d'accordo.
Elisabetta è una cazzo di mummia di merda, Filippo un finto ribelle coglionazzo e Churchill (era) un vecchio in putrefazione avvinghiato alla poltrona, eppure mi sono puppato questi dieci episodi senza battere ciglio. Ho provato empatia per LEI e adesso voglio morire male.
God save the Queen!!!
Fottiti Netflix...




Fvnerals - Wounds (2016)

Immagine
Scozia | Golden Antenna Records
Incuriosito da un post di un caro amico, ho spulciato su Spotify alla ricerca di questo Wounds, secondo album del trio scozzese Fvnerals. Le note iniziano a fluire e precipito, inconsapevole e impreparato, in una lunga notte d'introspezione e riflessione, accompagnato da partiture oscure e rarefatte, inesorabili, implacabili. Il brodo primordiale in cui pianta le radici la band è certamente il doom più minimale e apocalittico, quello sporcato da arpeggi decadenti e bellissime linee vocali femminili, unico debole appiglio nella densa nebbia sonora creata dalle chitarre.
Fatalità, rassegnazione e contemplazione.
Magnifico.

Atriarch - The Unending Pathway (2014)

Immagine
Stati Uniti | Relapse Records

Strana proposta musicale quella degli americani Atriarch: una dose consistente di dark e deathrock, qualche sprazzo di vocalizzi "black metal" e tantissimo, fangosissimo e greve doom tutto flanger e accordi tombali. I primi ascolti stuzzicano la curiosità, ma è sul lungo periodo che The Unending Pathway scricchiola, schiacciato dal peso delle proprie ambizioni, prestandosi troppo facilmente alla noia più mortale.
Sfiziosi per un paio d'ascolti, ma nulla rimane.

Drudkh - A Furrow Cut Short (2015)

Immagine
Ucraina | Season of Mist
Il decimo album degli ucraini Drudkh è un puro concentrato di black metal epico e malinconico, semplice e tradizionale negli arrangiamenti quanto efficace nella riuscita. I brani sono lunghi, circolari, pervasi da una tensione costante che non conosce tentennamenti. I mid-tempo restano il fiore all'occhiello della band, ma anche le iraconde accellerazioni trovano la giusta collocazione nel quadro d'insieme, che perde tutte le sfumature folk dei primi lavori, ma guadagna in impatto e compattezza.
Gli amanti del black metal più tradizionale ameranno "A Furrow Cut Short".


Thy Catafalque - Meta (2016)

Immagine
Ungheria | Season of Mist
Progetto musicale del polistrumentista ungherese Tamás Kátai, i Thy Catafalque propongono un suono ricco e moderno, che attinge da suggestioni estreme alquanto eterogenee e variegate, senza tralasciare l'apporto fondamentale dato dalla melodia "giusta" al momento "giusto". In "Meta" il gusto per la sperimentazione non inferferisce con l'accessibilità, concretizzando il tutto in composizioni barocche e orecchiabili che procurano la giusta dose di godimento uditivo, tra ballate doom-black-folk, accellerazioni quasi death metal, passaggi acustici, elettronica, screaming distorto, voci femminili e produzione cicciona.
Sospeso tra passato e futuro, rifinito e confezionato con cura, "Meta" non stravolge ma coinvolge.

Bosse-de-Nage - All Fours (2015)

Immagine
Stati Uniti | Profound Lore

Quarto disco per i californiani Bosse-de-Nage, ed ennesimo lavoro che ibrida il post-rock con la furia e la ruvidità delle sonorità "black metal". All Fours si nutre di contraddizioni e dissonanze: da una parte le melodie minimali delle chitarre e, dal capo opposto delle vibrazioni emanate, la rabbia tellurica della sezione ritmica, un continuo dimenarsi che sfocia, con liberazione, in blast-beat deflagranti. La distorsione è onnipresente, prossima al rumore più disperato ed esasperato. Peccato che le buonissime intuizioni armoniche, che appaiono nelle composizioni, vengano castrate dalla ricerca continua di una tensione che, alla lunga, stanca.
Molto cuore ma bersaglio non pienamente centrato.
Cercatelo su Spotify.



Tsumiki no ie (2008)

Immagine
Kunio Katō | Netflix
Corto d'animazione toccante, intenso e dallo stile ricercato, Tsumiki no ie tratta con delicatezza il tema della memoria e riesce, nella sua breve durata, a pizzicare le giuste corde. Colonna sonora pregevole.
Poetico.
Lo trovate su Netflix, cercando The House of small cubes.

Hail Spirit Noir - Mayhem in Blue (2016)

Immagine
Grecia | Dark Essence Records
L'originalità è un cazzo di guaio: può stupire come rendersi ridicola, tutto nel giro di qualche istante. "Mayhem in Blue" è il terzo album di questo trio ellenico, e fa proprio dell'originalità il suo maggior pregio. Descrivere l'esplosione di creatività, riversata nelle tracce con sorprendente naturalezza, che percorre tutte le composizioni non è impresa semplice, vista la natura sfuggente e indefinita del tutto. Psichedelia cosmica, rockabilly oscuro, progressive rock settantiano, ruvido black metal, pop malsano e arrangiamenti della madonna, si mescolano in un'orgia musicale che non perdona, affascina, rinfresca, stupisce.
Chi ama la sperimentazione e l'estro più bizzarro ha un nuovo nome da segnare sul taccuino delle cose belle.
Consigliato con veemenza.
Spotify è vostro amico.

Abscess - Dawn of Inhumanity (2010)

Immagine
Stati Uniti | Tyrant Syndicate
L'ultimo album degli Abscess (e ultima pubblicazione della label fondata dai Darkthrone), storico gruppo underground americano tra le cui file militava un certo Chris Reifert (Death e Autopsy), è un sincero e sentito concentrato di death metal, punk, fraseggi doom e schegge di marciume black metal, suonato con le palle e dannatamente coinvolgente. Ruvido come carta vetro e refrattario alla modernità, "Dawn of Inhumanity" regalerà momenti di brutale godimento a tutti gli amanti della musica più putrida e viscerale.
Musica estrema di valore.
Lo trovate su Spotify.

Contra III: The Alien Wars (1992)

Immagine
Konami | Super Nintendo

Dopo averlo pubblicato in Giappone con il nome di Contra Spirits e, con pesanti modifiche estetiche "preventive" (???), come Super Probotector: Alien Rebels in Europa, Konami traghetta la terza iterazione della serie, in versione casalinga, sui Super Nintendo americani, sfornando l'ennesimo fottuto capolavoro di "corri-spara-devasta-bestemmia-muori-bestemmia-ricomincia". In Contra III: The Alien Wars le meccaniche dei due titoli precedenti, usciti sul NES, vengono potenziate e ripulite, impreziosendo l'insieme con l'aggiunta di due stage di puro "orgasmo Mode 7" e sostanziosi imbellettamenti grafici e sonori (musiche fantastiche), ma senza intaccare minimamente la splendida, sadica e spietata cattiveria di fondo.
Ritmo forsennato, tantissima varietà, boss massicci e bastonate sui denti a volontà.  Come non amarlo?
Regalatevi del sano dolore grazie alla Virtual Console del Wii U.


Sadistik Exekution - Fukk (2002)

Immagine
Australia | Osmose Productions
"Fukk" è una meravigliosa presa per il culo, uno sgradevole, deformato e demenziale delirio sonoro a base di death metal, grindcore, isteria e tantissimo rumore. Tutto è volutamente estremo, grottesco, disturbante, fastidioso e sconclusionato ma se, come il sottoscritto dopo una dura giornata di lavoro, amate rilassarvi immaginando l'estinzione dell'intera razza umana, l'accompagnamento musicale più idoneo non può che portare la firma, vergata con merda fumante, dei Sadistik Exekution.
Zero melodia, zero arrangiamenti, solo dodici vaffanculo formato famiglia.
Puro amore insensato.

Zelda: Cronaca di una Saga Leggendaria (2011)

Immagine
Nicolas Courcier, Mehdi El Kanafi | Multiplayer.it Edizioni
Nonostante un inizio molto sottotono, questo saggio, scritto a due mani, sulla saga più epica partorita negli studi Nintendo (non chiamatemi fanboy, mi raccomando!) riesce a titillare la curiosità sia dell'appassionato che del semplice curioso, svelando qualche piccolo retroscena gustoso e poco conosciuto che arricchisce quel che resta, nonostante l'impegno evidente, un modesto libricino a tema videoludico.
Qualche libera divagazione risulta un po' forzata e fuori luogo, ma le pagine volano via con gradevole leggerezza, lasciando appagato il lettore.

Darkthrone - Artic Thunder (2016)

Immagine
Norvegia | Peaceville Records
Continuano a regredire i Darkthrone, alla ricerca di quelle sonorità anni '80 che fecero il metallo grande. Tra riffoni thrash, influenze doom e qualche richiamo alla prima produzione del duo norvegese, Artic Thunder cresce ascolto dopo ascolto, sincero, grezzo e diretto nella maniera giusta. Tra tracce grandiose come "Burial Bliss" e "Artic Thunder" trova spazio anche una noiosissima "Throw Me Through The Marshes", episodio infelice in un album concreto e convincente.
Adoro tutta la discografia dei Darkthrone, e Artic Thunder rappresenta un degno compendio sull'intero percorso musicale della band.


Console Wars: La battaglia che ha segnato una generazione (2015)

Immagine
Blake J. Harris | Kindle
Console Wars: La battaglia che ha segnato una generazione è un libro che romanza (troppo) il periodo e gli avvenimenti che videro SEGA opporsi al dominio incontrastato di Nintendo. L'autore si concentra esclusivamente sul mercato americano, narrando, con molta fantasia, dialoghi e situazioni con una dovizia di particolari che definire azzardata è poca cosa. La lettura è piacevole e scorrevole, per carità, ma la mancanza di fonti "autorevoli", e alcune evidenti forzature dei dialoghi, trasformano le pagine in un esercizio di stile troppo fine a se stesso, che non sazia la curiosità dell'appassionato a cui è indirizzato e si colloca in una triste terra di nessuno.
Mah...

THUMPER (2016)

Immagine
Drool | PlayStation 4
Esistono alcuni videogiochi che fanno della pulizia della meccanica base il loro tratto distintivo, un insieme di regole e fondamenti di game design che si armonizzano vicendevolmente, creando una perfetta alchimia di suggerimenti audiovisivi e fulminee reazioni interattive. THUMPER è un rhythmic game anomalo, coraggioso e sfrontato, un maestro che punisce gli errori ma spinge l'allievo al miglioramento continuo, grazie alla limpida chiarezza della propria natura. Il gioiello dei Drool focalizza l'attenzione su partiture ritmiche sintetiche, alienati, brutali, assimilabili con la giusta dose d'attenzione e dedizione. Al giocatore spetta un lento processo d'apprendimento che ripudia la melodia e infiamma le sinapsi, stressate dalla costante richiesta di coordinazione oculo manuale a elevata velocità e precisione percussiva matematica, robotica, glaciale. La caccia alla prestazione perfetta è un traguardo ostico ma non totalmente proibitivo e l'…

Metroid: Zero Mission (2004)

Immagine
Nintendo R&D1 | Game Boy Advance


Metroid: Zero Mission è l'esempio lampante di come dovrebbero essere realizzati i buoni remake. Nintendo R&D1 ha preso il vecchio Metroid (uscito inizialmente per Famicom Disk System, nel 1986), aggiornando grafica e meccaniche (prese pari pari dal precedente Metroid Fusion) aggiungendo, non contenta, un discreto quantitativo di "livelli" extra e una gustosa componente narrativa. Il gioco non perde un briciolo del mix esplosivo che ha decretato il successo della serie e, tra fasi esplorative articolate, combattimenti frenetici, potenziamenti sequenziali e sano platforming, lo svecchiamento dei controlli e la maggiore accessibilità generale permettono a Metroid: Zero Mission di mostrare liberamente tutta la sostanza della propria polpa ludica.
Coinvolgente, stuzzicante e realizzato divinamente, la seconda avventura di Samus su Game Boy Advance è un prodotto da godere in assoluta tranquillità e la presenza dell'originale Metroid…

Animal Crossing: New Leaf - Welcome Amiibo (2016)

Immagine
Nintendo EAD | 3DS

Ho ancora i brividi se ripenso alla mia prima esperienza con Animal Crossing: dopo aver inserito il mini DVD nel GameCube sono diventato lo schiavo paffutello di quel folle simulatore di consumismo, personalità bipolari e ripetitività. Ho acquistato anche le uscite successive della serie (non sia mai che evito d'alimentare il backlog, eh!) ma ho solo spizzicato la sostanza, memore delle interminabili giornate trascorse a pescare, strappare erbacce e catturare insetti. Ma dopo aver visto questo filmato non ho saputo resistere: deflorata la mia copia di Animal Crossing: New Leaf e scaricato l'aggiornamento gratuito (Welcome Amiibo) sono ripiombato in una voragine di acquisti compulsivi, pesca a strascico che nemmeno i peggiori pescatori di frodo e costanti debiti con il fottuto procione del cazzo.
Animal Crossing: New Leaf - Welcome Amiibo è il male travestito da animaletto ciccipuffoso, un diabolico concentrato di demente dipendenza che rischia di deteriorare…

The Expanse - Stagione 1 (2015)

Immagine
Mark Fergus, Hawk Ostby | Netflix
Basata sulla saga fantascientifica della coppia di scrittori (Daniel Abraham e Ty Franck) celata dietro lo pseudonimo di James S. A. Corey, The Expanse è una piacevole serie TV che, facendo proprie tutte le convenzioni delle space opera più famose, rischia poco ma massimizza il risultato, crescendo d'intensità puntata dopo puntata. Qualche dialogo rasenta il ridicolo e non tutti i personaggi sono particolarmente riusciti, ma l'intrigo regge in piedi tutta la baracca e la voglia di vedere "cosa succede dopo" non manca.
Niente di nuovo o rivoluzionario ma un buon prodotto d'intrattenimento.

Black Hill & heklAa - Rivers & Shores (2016)

Immagine
Ungeria (Black Hill), Francia (heklAa) | Bandcamp

Il chitarrista ungherese Csarnogurszky István (Black Hill) e il pianista francese Sébastien Touraton (heklAa) lasciano confluire la loro sensibilità in "Rivers & Shores", album di musica strumentale intimista. Alternandosi nella tracklist, i due artisti tratteggiano melodie delicate, struggenti frammenti d'emozione messi in musica con grazia e tatto, lontani dal caos e dal rumore del vivere moderno, cantucci sicuri in cui ritrovare se stessi.
"Rivers & Shores" è un messaggio rasserenante sussurrato direttamente al cuore dell'ascoltatore.
Meraviglioso.
blackhill1.bandcamp.com
heklaa.bandcamp.com

Rivers & Shores by Black Hill & heklAa

Frozen Synapse Prime (2014)

Immagine
Double Eleven, Mode 7 Games | PlayStation 3

Versione potenziata del gioco uscito per PC e mobile nel 2011, questo Frozen Synapse Prime si presenta, su PlayStation 3, come uno strategico a turni per gente riflessiva, pacata e con una buona quantità di tempo libero. Il gioco di Mode 7 Games è costruito per essere assaporato con pazienza, vista la buona profondità di tutte le regole di gioco che ne formano la struttura. Tra coperture, armi e gestione degli spazi, lo stratega che alberga in voi (e molto meno in me) ha di che gioire, pronto a eiaculare arcobaleni una volta raggiunto il controllo totale della mappa.
A turni, asciutto e minimale nella presentazione, pieno di cose fighe da fare e nutriente per il cervello, Frozen Synapse Prime è pure in grado di non farvi rimpiangere il mouse e la tastiera, vista l'ottima mappatura dei controlli sul pad della console Sony.
Consigliato agli amanti del genere.
Comprate Frozen Synapse Prime per PlayStation 3 e siate felici.

Kellar - Sacred Cyclical Pilgrimage (2016)

Immagine
Inghilterra | Bandcamp
Kellar è il progetto musicale di Dan Cross (chitarra, basso ed effetti) e Andy Pyne (batteria), eclettico duo inglese dedito a un rock improvvisato imbastardito con pesanti innesti noise. In "Sacred Cyclical Pilgrimage" il groove non manca mai e il delirio rumoroso viene domato con intelligenza, mentre il tappeto sonoro evoca scenari sonori ansiogeni ma energici, coinvolgenti e vari.
Ascolto consigliato a tutti gli amanti della buona improvvisazione rock.
kellar.bandcamp.com



Sacred Cyclical Pilgrimage by Kellar

Paper Mario: Color Splash (2016)

Immagine
Intelligent Systems, Nintendo | Wii U
Ho scritto delle impressioni a caldo su questo gioco nel primo episodio della rubrica Cronache del Primo Avvio e, molto lentamente, ho avuto l'occasione di terminare il nuovo capitolo delle avventure pseudo ruolistiche del baffone di carta, ultimo fuoco d'artificio della grande N prima del saluto finale che The Legend of Zelda: Breath of the Wild rivolgerà al Wii U. Paper Mario: Color Splash rimane fedele alle più recenti espressioni del franchise (quasi una versione muscolare e aggiornata del Paper Mario: Sticker Star per 3DS), con qualche aggiunta sparsa in giro e una storia folle che, incredibilmente, spicca su tutto il resto. Perché, nonostante lo splendore audiovisivo e la solita maestria della Intelligent Systems, questa iterazione ha un sistema di combattimento, basato su delle carte, che non funziona particolarmente bene. Sfregare lo schermo del Gamepad, in cerca della carta giusta da usare, diventa noioso molto in fretta, rovinando…

Funeral Party (2007)

Immagine
Frank Oz | Netflix

Funeral Party (Death at a Funeral in originale) è una commedia lievemente tinta di humor nero, che riesce a divertire e strappare qualche sincero sorriso. Quando tutto inizia ad andare a puttane, gli attori reggono bene e gli sketch funzionano, tra droga, omosessuali nani, spruzzate di merda e un funerale che non vuole concludersi nel migliore dei modi.
La pellicola di Frank Oz dura il giusto, intrattiene ed evita di prendersi troppo sul serio, ideale per trascorrere una serata spensierata ma non umiliante per l'intelletto.


Shikigami no Shiro II (2004)

Immagine
Alfa System | PlayStation 2
Uscito come gioco arcade nel 2003 e convertito per Dreamcast, GameCube, PlayStation 2 e Xbox, Shikigami no Shiro II (Castle Shikigami II: War of the Worlds in occidente) è un danmaku tradizionale, ben confezionato e dai molti personaggi utilizzabili, ognuno con le proprie caratteristiche di fuoco, primario e secondario, e smart bomb pulisci-schermo. Il sistema di punteggio premia i più audaci: maggiore è la vicinanza ai nemici e ai loro proiettili, maggiore è la durata del moltiplicatore applicato al punteggio dei mascalzoni distrutti, con conseguente incremento della potenza di fuoco del nostro alter ego volante. Il ritmo è serrato e le ondate avverse seguono pattern fissi, come regola del genere impone, proponendo una sfida impegnativa ma adattabile alle esigenze del giocatore, grazie ai numerosi livelli di difficoltà presenti.
Pur se graficamente sciatto, Shikigami no Shiro II ha tutto il necessario per traghettare gli amanti dei bullet hell in una nuova…

Morbid Panzer - Only the Total Death (2106)

Immagine
Germania | Bandcamp

Fresco di pubblicazione (Novembre '16), "Only the Total Death" dei berlinesi Morbid Panzer contiene due tracce di putrido, old style e marcio thrash black metal dai fortissimi richiami alle prime produzioni dei connazionali Kreator. Scarni ma efficaci, le composizioni dei tedeschi non conoscono originalità ma arrivano dritte alle palle, gustose, rinfrescanti e colme di rutti come una bella pinta di bionda teutonica tracannata con una sola sorsata.
Classici ma ottimi.
morbidpanzer.bandcamp.com



"only the total death" EP by Morbid Panzer

The Untold History of Japanese Game Developers: Gold Edition (2014)

Immagine
J.W. Szczepaniak | Kindle
Realizzato grazie a una campagna Kickstarter, The Untold History of Japanese Game Developers raccoglie al proprio interno più di trenta interviste ad altrettanti esponenti dell'industria videoludica nipponica, da programmatori (Makoto Goto - Initial D, Final Fantasy XIII), compositori (Yuzo Koshiro - troppa roba figa per nominarne solo qualcuna) e personaggi più noti (Keiji Inafune), passando per Falcom, graphic novel uscite solo per i personal computer giapponesi e dovuti omaggi a figure di spicco dell'intero settore (Jumpei Yokoi, Fukio Mitsuji, Kenji Eno).
Le numerose chicche disseminate tra le pagine del libro appageranno la curiosità di tutti gli appassionati del videogioco più "underground" e misterioso, rendendo questo The Untold History of Japanese Game Developers un acquisto fondamentale e altamente consigliato.
Applausi.

Fire Barrel (1993)

Immagine
Irem | Arcade
Nel mondo degli shooting game da sala giochi, il 1990 viene ricordato principalmente per l'uscita di Raiden, un mostro sacro dello sparare che ha condizionato e influenzato tutti i produttori di giochi arcade del periodo. Prendete questo Fire Barrel: uscito a tre anni di distanza, incorpora nel proprio codice tutti i dettami imposti al genere dal titano della Seibu Kaihatsu (una tradizione portata avanti ancora oggi dagli "scappati" dalla compagnia, quei gran fighi della MOSS, fondata nel '93 e imperterrita produttrice di splendidi sparatutto a marchio Raiden), dal sistema di potenziamento incrementale dei diversi spari, passando allo scorrimento "prevalentemente verticale ma con un pizzico di orizzontale", per concludere con una brutalità spiazzante e fottutamente hardcore.
Irem non ha bisogno di presentazioni (sorprende che sia proprio la softco dietro R-Type a "copiare") e questo Fire Barrel, nonostante l'assoluta mancanza d&#…

Pirate Pop Plus (2016)

Immagine
sadako | Wii U
Nel 1989 usciva Pang, il gioco di "bucare le palle grandi con l'arpione" [cit.] e, nelle intenzioni del minuscolo sviluppatore sadako, Pirate Pop Plus dovrebbe catturarne il feeling, con qualche aggiunta di design (la gravità a inversione casuale), una veste grafico/sonora che sprizza Game Boy di prepotenza, personaggi giocabili da sbloccare e un discreto numero di personalizzazioni estetiche d'applicare all'interfaccia. Ci sarebbe pure un simpatico sistema di combo che conteggia anche gli "scoppi" [sempre cit.] effettuati con la suola delle scarpe, ma il ritmo di gioco è così blando, noioso e deleterio per la sacca scrotale, che gli sbadigli si sprecano e la voglia di giocare passa veramente troppo in fretta.
Pirate Pop Plus saccheggia senza pudore e annoia con grande facilità.
Se volete acquistarlo (LOL) questo è il link.

Gargoyle's Quest II: The Demon Darkness (1992)

Immagine
Capcom | Nintendo Entertainment System
Prequel di quel gioiellino monocromatico conosciuto come Gargoyle's Quest, uscito per Game Boy l'anno precedente, Gargoyle's Quest II: The Demon Darkness porta sul NES un grandiosa miscela d'esplorazione, sviluppo del personaggio in salsa JRPG e sana azione platform multidirezionale. La caratteristica peculiare, che distingue il gioco di Capcom dal resto della concorrenza salterina presente sul mercato console del periodo, risiede nelle particolari doti deambulatorie di Firebrand, diabolico protagonista che immane tormento ha inflitto all'impavido cavaliere Arthur, alle cui prodezze hanno partecipato tutti i giocatori di Ghosts 'n Goblins. L'alato demonietto ha l'innata capacità di rimanere aggrappato a tutte le superfici verticali presenti negli infidi livelli, pronto a spiccare un balzo e planare, previo consumo di una specifica barra d'energia, verso zone più sicure. Questa meccanica viene esaltata dal level…