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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2016

Sin and Punishment: Successor of the Earth (2000)

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Treasure | Nintendo 64
Qualche volta (molto raramente, eh!) basta leggere il nome della software house per placare il timore prima della pressione del tasto Start. Treasure, insieme a CAVE e Nintendo, è uno dei miei "marchi di fiducia", lo spacciatore di roba buona che ti vende la dose giusta d'ottimo gameplay. Prendete questo Sin and Punishment (esclusiva per Nintendo 64, arrivata in occidente solo sette anni dopo la pubblicazione e solo su Virtual Console): veloce, frenetico, con uno scheletro di regole e meccaniche armoniose e in perfetta sintonia, dallo stile grafico eccentrico e con delle musiche da paura. Tutta l'azione si svolge in una struttura da on-rail shooter ma con il controllo completo del personaggio giocante, con tanto di salti, scatti e schivate fulminee. La doppia modalità di fuoco, in sinergia con l'attacco corpo a corpo, richiede una valutazione rapida del campo di battaglia, assediato da nemici, proiettili e ostacoli letali. Ma è grazie al de…

Guinness World Records 2017: Videogiochi (2016)

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Mondadori | 216 p.
Sono dieci anni che viene data alle stampe questa edizione del libro dei Guinness World Records dedicata esclusivamente ai giochini elettronici e, pur se non raccapricciante come la controparte dedicata alle folli gesta degli umani, ci troviamo nuovamente al cospetto di una pubblicazione indirizzata principalmente a un pubblico interessato al videogioco grosso e grasso, quello più mainstream, diffuso, chiacchierato. Un appassionato attento troverà ben poca roba sfiziosa, vista la superficialità con cui vengono trattate le varie diramazioni del gaming moderno e non, ma alcuni guinness strappano qualche, stupido, sorriso.
Una lettura costosa per brevi sessioni sulla tazza del cesso.


Black Mirror - Stagione 3 (2016)

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Charlie Brooker | Netflix

Come scrivevo in questo post, Black Mirror è stata una delle "scoperte" più interessanti di questi ultimi anni. Cinica, crudele e pregna di sottotesti sociologici inquietanti, la serie TV di Charlie Brooker ha saputo descrivere con fredda lucidità il rapporto di reciproca schiavitù che lega uomo e tecnologia. Questa terza stagione, prodotta da Netflix e giunta a noi a Ottobre, continua sul sentiero tracciato dalle precedenti, ma ne altera pesantemente il tono generale. La cattiveria è stemprata, alleggerita, resa più tollerabile e, se l'atmosfera complessiva resta comunque pesante, l'oppressione generata dalle storie passate resta un lontano miraggio, riaffacciandosi con prepotenza solo in un paio d'episodi ("Shut Up and Dance" e "Men Against Fire"). Lo zampino di Netflix si avverte anche dai svariati ammiccamenti rivolti a un target di spettatori ben delineato, trucchetto completamente trascurato nella vecchia produzi…

Super Destronaut 2: Go Duck Yourself (2016)

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Petite Games | Wii U
Gyokeres Vilmos, capo, impiegato e unico dipendente di Petite Games, omaggia la tradizione con Super Destronaut 2: Go Duck Yourself, fixed shooter nudo e crudo che non fa nulla per camuffare la palese fonte d'ispirazione: Space Invaders. Cinque modalità di gioco, ondate continue di nemici dai differenti attacchi, un minimale sistema di chain basato sulle uccisioni e sulla raccolta dei drop degli avversari, qualche potenziamento momentaneo, tre vite (che si riducono a una nella modalità Hardcore) e la sacra ricerca del punteggio più alto. L'azione a schermo è sempre comprensibile, la grafica è graziosa, i tre brani chiptune presenti non sono malaccio e l'esborso economico richiesto è ridicolo (due euro).
Essenziale, sfizioso e senza orpelli superflui, perfetto per trascorrere qualche minuto di sano intrattenimento sparacchino.

Shütshimi (2015)

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Neon Deity Games | PlayStation 4
Shütshimi è uno snack interattivo, uno shooting game orizzontale minimale e retrò, strutturato in livelli d'affrontare in una decina di secondi, fino al game over. Terminato lo stage avremo accesso a tre diversi oggetti, ad apparizione casuale, dagli effetti più disparati (tipologie di sparo alternative, invisibilità, comandi invertiti e via cantando) che saranno attivi dal livello successivo. Non mancano gli scontri contro i boss, sempre a tempo, le classifiche, una enciclopedia bizzarra e varie sfide da completare, anche insieme ad altri tre amici di sparatorie.
Le ottime musiche chiptune, la demenzialità dalle fortissimamente influenze giapponesi, lo stile grafico old style ed i curiosi power-up non riescono a rendere Shütshimi un titolo divertente, condannandolo all'oblio che gli spetta.

Gutalax - Shit Happens! (2015)

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Rotten Roll Rex | Repubblica Ceca

Inutile negare che la merda sia l'unica costante dell'umanità. Ne espelliamo una gran quantità ogni giorno, dal culo e, sopratutto, dalla bocca, condividendola con i nostri simili, magnanimi nel restituircene in equal misura. Shit Happens! dei Gutalax dovrebbe accompagnare le nostre vite, putrida colonna sonora porngrind che fa dell'umorismo più becero e volgare il proprio credo creativo. Brani meravigliosi come "Dildo Pytlik of the Brown Ring Dildo Baggins", "Licking the Brown Line of Fat Old Granny Bitch" e "They Took from My Asshole One Meter Long Streptoccoci" dovrebbero mettere a tacere anche i più scettici ma, se così non fosse, basta alzare un po' il volume per venire travolti da riff circolari e belli cicciotti, avvinghiati a partiture ritmiche precise e brutali, mentre i demenziali vocalizzi animaleschi dell'armonioso cantore ceco frantumano le ultime tracce di melodia, in un delirio di peti, …

Coryoon: Child of Dragon (1991)

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Naxat Soft | PC Engine
Shooting game a scorrimento orizzontale, ultra puccioso, dai tizi della Naxat Soft (accendete il vostro 3DS, acquistate Summer Carnival '92 RECCA e ripassate la storia), pubblicato sulla macchina portabandiera del buon sparare, il PC Engine. Coryoon: Child of Dragon non riscrivere nulla ma maneggia la materia con mirabolante competenza, condensando le convenzioni  del genere in una manciata di livelli coloratissimi, attraversati con fluidità dal nostro draghetto devastatore, inondati da nemici, proiettili e deliziosa demenzialità. La caccia al punteggio migliore non si basa esclusivamente sull'esecuzione sommaria della povera nemicaglia, ma richiede al giocatore uno studio attento della giusta posizione, necessaria per raccogliere la pioggia di frutta generata dalla morte degli avversari, con relativo incremento di punti e gaudio personale.
Difficile il giusto, colorato da far schifo, frenetico e non ermetico, Coryoon: Child of Dragon è l'ennesima pr…

Argus no Senshi / Rygar (1986)

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Tecmo | Arcade
Da ragazzino, nei pomeriggi trascorsi nel baretto sotto casa, Rygar è stato un appuntamento fisso, l'oggetto del desiderio dove sperperare gli spiccioli in mio possesso. Quelle poche monete finivano sempre troppo in fretta, ma il minaccioso alone oscuro che emanava quel cabinato mi richiamava ai suoi piedi costantemente. Ripreso oggi, l'action platform di Tecmo non perde un briciolo del proprio sadico fascino, mantenendo intatta tutta la brutalità della sua proposta. La vera difficoltà non risiede nelle peripezie atletiche richieste per attraversare i ventisette livelli presenti, bensì nella gestione accorta dell'inarrestabile valanga di mostruosità vomitata dal gioco, in una danza mortale che pretende un avanzamento forzato, continuo, impavido. Ogni pausa aumenta la pressione nemica e prosciuga secondi fondamentali, creando uno stallo che equivale a morte certa. Aggiungiamo all'asfissiante quadro generale anche il sempreverde one hit kill ed è facile l…

Super Princess Peach (2005)

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TOSE | Nintendo DS
La biondazza di casa Nintendo è la protagonista di un platform game assolutamente delizioso (uhm...), dal level design rifinito e brillante (ah...), agghindato con variazioni ludiche sempre birichine e frizzanti (oh...) che arrivano al momento giusto (uh...). Ogni elemento di gameplay è ponderato e integrato alla perfezione con la meccanica base del saltare, dove l'uso creativo delle quattro emozioni della principessa strappa applausi a scena aperta. Benché la sfida proposta sia ben altro che proibitiva, il gioco della TOSE (sviluppatori "ombra" dal curriculum impressionante) entusiasma e diverte, senza imbarazzati (ih, ih, ih...) momenti di tedio.
Lasciatevi tentare (oh...) da Super Princess Peach, dalla sua meravigliosa grafica bidimensionale che caria pupille e cervello, dal suo sonoro gaudente e spensierato pronto per essere danzato, dalla sua innocente (ehm...), seducente e diabolica immediatezza.

Le interviste di Barbagamer #01: Angelo Franco

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Nuovo post ed ennesima, fiammeggiante, rubrica: Le interviste di Barbagamer! Nella giornata di ieri ho pubblicato la mia opinione sull'opera prima di Angelo Franco e, oggi, sono lieto di proporvi una breve chiacchierata con l'autore di Game Saves: Ricordi di un videogiocatore fuori target Buona lettura.


Ciao Angelo, direi d'iniziare con una presentazione, più o meno completa, ai lettori del blog. Sentiti libero d'omettere i particolari più sconvenienti.
Ciao Michele. Innanzitutto grazie per la tua ospitalità. Ho 41 anni, sono felicemente sposato e padre innamorato, informatico di professione e videogiocatore per passione. Da quasi 35 anni, ovvero da quando un amico mi mostrò il suo fiammante Atari 2600. Scrivo di videogiochi qua e là per la rete da un paio di decenni, e negli ultimi due anni mi diverto a parlarne nel podcast Gaming Effect insieme a vecchi compagni d'avventura. Per i particolari sconvenienti... bè, alcuni li potete trovare nel libro. Non tutti ovvia…

Game Saves: Ricordi di un videogiocatore fuori target (2016)

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Angelo Franco | Kindle
Da insaziabile ascoltatore di podcast, ho avuto il piacere di "conoscere" Angelo Franco grazie alle chiacchiere videoludiche che il nostro intrattiene con il resto della banda di Gaming Effect. In una classica giornata di cazzeggio digitale, perso tra fiumi di post più o meno interessanti, vedo spuntare, nel mio feed di Facebook, l'inserzione pubblicitaria di questo Game Saves: Ricordi di un videogiocatore fuori target, libercolo a opera del sopraccitato Angelo. Genuinamente incuriosito, decido d'acquistare il prodotto in formato Kindle e, complice l'attesa in coda presso l'inferno chiamato Poste Italiane, iniziare la lettura.
Game Saves è un padre che racconta al figlio il proprio amore per il videogioco, un ripercorre, nostalgico e divertito, tutte le fasi della vita attraverso aneddoti, avvenimenti, mode e costumi che appartengono a generazioni di ex ragazzi ormai prossimi ai quaranta. L'umorismo e il tono leggero della scrittura…

The Legend of Dark Witch (2014)

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Inside System, Flyhigh Works | 3DS
The Legend of Dark Witch è un Megaman con un sistema di potenziamento progressivo alla R-Type, abilità da accrescere (con del sano grinding), piattaforme da saltare e tanta nostalgia bidimensionale. Gli Inside System, team indie giapponese, svolgono un lavoro piacevole, pulito e privo di stupidaggini, che riesce a divertire grazie al buon ritmo, nonostante l'evidente amatorialità del level design, funzionale e fedele alla tradizione dei bei tempi andati ma privo di sussulti e colpi di genio.
Diretto, economico, grezzotto ma senza sbavature, perfetto per chi è alla ricerca di un action platform vecchia scuola nipponica.

Ultratron (2016)

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Puppy Games | PlayStation 4
Si torna a giocare un titolo di Puppy Games (gli stessi di Titan Attacks!) e di nuovo mi trovo a scrivere di un clone di qualche vecchia gloria arcade. Oggi è il turno di Ultratron, che già il nome non lascia spazio a fraintendimenti: Robotron è stato un gioco rivoluzionario e fottutamente divertente, perché cambiare quello che funziona? Il titolo è un twin stick shooter che più standard non si può, con la solita gestione dei potenziamenti, le solite orde di nemici e i soliti scontri contro dei, tristissimi, boss. Ma il difetto più grande di Ultratron risiede nella difficoltà nulla della sfida proposta, così scialba, banale e priva di mordente, così prevedibile nei pattern d'attacco degli avversari che, superata la breve curiosità iniziale, inizierete a chiedervi, con voce sorpresa: "Perché cazzo perdo tempo con questa semi merda se posso giocare Assault Android Cactus (la mia recensione su Pixelflood.it) e godere come un maiale?".
Superfluo.

RUSH (2014)

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Two Tribes | Wii U
Voglio bene ai Two Tribes, sviluppatori modesti e onestissimi, che hanno annunciato la chiusura del proprio studio perché troppo "vecchi" per seguire e comprendere l'attuale mercato dei videogiochi (ma salutando tutti con Rive, che pare molto figo). RUSH è un puzzle game molto ben confezionato e discretamente impegnativo, interamente giocabile sul padellone della sfortunata console Nintendo. Il gameplay è presto spiegato: delle caselle sputano una serie di cubi di un determinato colore, cubi che vanno condotti verso l'uscita corrispondente, utilizzando un numero definito di tasselli, dalle varie funzioni, da piazzare all'interno del livello, costruendo un percorso che eviti le collisioni e le cadute delle movimentate figure solide.
Ben progettato e ottimamente realizzato, RUSH è un puzzle game che non dovrebbe mancare nella collezione (digitale) di ogni appassionato di videogiochi, di quelli fatti proprio bene.

Keroro Gunso the Super Movie: Gekishin Dragon Warriors de arimasu! (2009)

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Inti Creates | Nintendo DS
Basato sul quarto film animato dedicato a queste "ranocchie spaziali" (abbiano pietà di me gli eventuali fan del franchise...), Keroro Gunso the Super Movie: Gekishin Dragon Warriors de arimasu! (non lo scriverò mai più, giuro!) si presenta come un platform puzzle con una buona dose d'azione, una grande varietà e tanto delirio nipponico. La Inti Creates (fondata nel 1986 da ex Capcom e partecipi al recente sviluppo del tanto discusso Mighty No. 9) sforna un gioco di piattaforme notevole, dal level design convincente e impreziosito da una gran quantità di personaggi giocabili, caratterizzati da peculiari abilità uniche che richiedono approcci specifici ai livelli. Il ritmo è sempre sostenuto ma mai asfissiante, con una curva di difficoltà ben bilanciata e mai frustrante. La piacevole veste grafica bidimensionale, pulita e funzionale, e lo spensierato accompagnato musicale, chiudono il cerchio di un prodotto ottimamente confezionato e molto diver…

Flowers For Bodysnatchers - Aokigahara (2015)

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Cryo Chambers | Australia
Flowers For Bodysnatchers è Duncan Ritchie, compositore australiano che, con "Aokigahara", ci lascia sprofondare in un rarefatto viaggio sonoro, sorretto da esili melodie di piano, rumori ambientali e desolata rassegnazione. L'atmosfera è opprimente,  colma di scoramento, inesorabilmente destinata a fallire, involuta nel proprio dolore, estranea alla speranza. Le numerose parentesi dark ambient, sebbene più tradizionali, non fanno che accrescere ulteriormente il pesante fardello emotivo che grava sulle spalle dell'album.
Musica solitaria per uomini alla deriva, fragile, minimale, struggente, spaventosa, bellissima.
https://cryochamber.bandcamp.com/album/aokigahara

The Birth of Saké (2015)

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Erik Shirai | Netflix 
Nel Giappone attuale, il consumo di saké si è ridotto drasticamente, decimando tre quarti delle attività di settore presenti nel paese, con le ovvie conseguenze che tale situazione comporta. In questo scenario di profonda crisi, andremo a sbirciare all'interno di una delle ultime distillerie che continuano a produrre il noto alcolico utilizzando il metodo tradizionale, un lungo, faticoso e paziente processo di lavorazione che assorbe le vite dei dipendenti per sei mesi all'anno, ventiquattro ore su ventiquattro, tenendoli lontani da famiglia, amici e vita privata, in una pseudo clausura volontaria che si mescola al cameratismo più sano.
Il documentario, girato splendidamente, è un convincente ritratto di un'arte antica e peculiare, una vivida immagine di una tradizione che cerca di sopravvivere, con fierezza e dedizione, all'avvilente appiattimento culturale della società odierna.

Toccante ed emozionante, The Birth of Saké merita la visione.

Gone Home (2013)

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Fullbright Company | PlayStation 4
Devo ammettere che Gone Home riesce a gestire con intelligenza l'unico ambiente che ci troveremo ad attraversare, creando una tensione strisciante e vagamente "orrorifica" che ben si amalgama al lento incedere della protagonista. Il gioco di Fullbright Company si sorregge interamente sull'ambientazione, disseminata di oggetti che raccontano frammenti di vita, abitudini quotidiane, piccole storie d'umanità e un preciso periodo storico, visto attraverso gli occhi di una ragazzina. Ma il gioco resta, soprattutto, una storia d'amore adolescenziale non pienamente focalizzata, che tenta d'affrontare, con furbizia, un argomento poco trattato nei videogiochi, scivolando goffamente su cliché e banalità che una scrittura più matura avrebbe evitato. 
Gone Home aspira al Sundance Film Festival ma deve accontentarsi del primo pomeriggio di Canale 5, nel periodo estivo, in compagnia di Rosamunde Pilcher.

Wheels of Aurelia (2016)

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Santa Ragione | PlayStation 4

Bisogna riconoscere ai Santa Ragione, creativo trio stanziato a Milano, una notevole dose di coraggio, perché Wheels of Aurelia trasuda italianità da ogni poro della propria pelle digitale, una precisa identità "territoriale" espressa attraverso un'ambientazione che affonda le proprie radici in una delle pagine più turbolente della nostra storia sociopolitica recente. Anno 1978. Lella e Olga fuggono dall'Italia, una nazione con gli occhi puntati sugli schermi dei televisori in attesa delle ultime notizie sul sequestro Moro, percorrendo in automobile la via Aurelia. Lungo la strada, personaggi bizzarri da caricare e tante chiacchiere da fare. Da Andreotti ad Anna Oxa, passando per Pasolini, Nanni Moretti, Brigate Rosse e leggi sull'aborto, Wheels of Aurelia prende la struttura base di una visual novel aggiungendo alla ricetta un pizzico di meccaniche di guida minimali, dando al giocatore la possibilità d'instradare le proprie scel…

Titan Attacks! (2016)

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Puppy Games | PlayStation 4
In Puppy Games devono amare molto Space Invaders, visto che Titan Attacks! ne ricalca pedissequamente le meccaniche, aggiungendo qualche minima variazione che, alla fine, poco aggiunge e nulla rivoluziona. Ma io adoro i fixed shooter e anche questo gioco mi ha divertito, impestando l'aria dell'olezzo stantio della caccia al hi-score, fede del giocatore di monete munito.
Un classico clone ben confezionato, indirizzato ai soli appassionati e/o nostalgici.

Particle Fever (2013)

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Mark Levinson | Netflix
CERN. Bosone di Higgs. Un esperimento trentennale per dimostrare l'esistenza della fantomatica "particella di Dio". Il genio, la stampa, l'opinione pubblica, le figure di merda dei politicanti italioti (questo non è presente nel documentario ma non posso cancellarlo dalla mia memoria), le speranze, la delusione, la ricerca di dati su cui basare teorie future, nuove sperimentazioni, un ordine logico e matematico alla base dell'immensità e della complessità dell'universo (universi?).
Particle Fever racconta (molto bene) quella manciata di anni così importanti per l'umanità, mostrando i volti, le idee e la bellezza che sono proprie dell'intelligenza, della passione e della determinazione della comunità scientifica, il tesoro più importante, cazzuto e fondamentale per la razza umana.
Avvincente e consigliatissimo.

Cronache del Primo Avvio #01 - Paper Mario: Color Splash (2016)

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Nuova rubrica al debutto su Barbagamer Micro, dedicata alla cronaca (ma guarda un po') del primo avvio (avevate qualche dubbio?) di un videogioco recente, con tanto d'immagini commentate e brevi impressioni a caldo.
Un saluto e buona lettura.
Cronache del Primo Avvio #01 Paper Mario: Color Splash
Uscita: 8 Ottobre 2016 Piattaforma: Wii U Sviluppatore: Nintendo e Intelligent Systems


Sabato 8 Ottobre 2016. Ore 15:37. Finalmente ho messo le mani sulla mia copia di Paper Mario: Color Splash, ultima "bomba" in esclusiva per l'amato Wii U, una console così piena d'ottimi titoli quanto povera d'acquirenti. Ma lasciamo perdere il rammarico e la tristezza, che devo andare al lavoro e non posso giocare...
Domenica 9 Ottobre 2016. Ore 16:48. Turno di lavoro finito, una doccia, un caffè al volo e vai di divano, sigarette a iosa e Paper Mario pronto a partire!
Ore 16:52. Mamma mia il colore e la musichetta pseudo country! Mi esplode il cuore!
Ore 17:01. Stile grafico e anim…

Man vs Snake (2015)

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Andrew Seklir, Tim Kinzy | Netflix
Molti di voi ricorderanno Snake, popolare gioco installato su tutti i Nokia usciti sul finire degli anni novanta. Bene, quello non era altro che un rip-off di Blockade, arcade del 1976. Sei anni dopo, nel 1982, uscì Nibbler, ennesima riproposizione del gameplay del titolo sopraccitato e protagonista quasi indiscusso di questo documentario, partito da una campagna Kickstarter. Man vs Snake ci porta al fianco di Tim McVey, primo giocatore a superare, in gioventù, la soglia del miliardo di punti, in una maratona durata quarantotto ore. Arriveremo, successivamente, in Italia per conoscere Erico Zanetti, detentore del vero record mondiale di Nibbler, e torneremo in America per assistere ai numerosi tentativi di rivalsa del nostro, ormai quarantenne, McVey, tra fallimenti, sfide e streaming natalizi. Il documentario è piacevole e divertente quando il tono si mantiene spensierato e frivolo, ma non tarda a far cadere le palle cercando spasmodicamente il mome…

Reigns (2016)

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Nerial | Android


Reigns è un giochillo mobile costruito attorno a una meccanica molto semplice ma originale.

Saremo chiamati a gestire un regno tenendo costantemente d'occhio le quattro statistiche base, influenzando tali fattori mediante due soli comandi: swipe a sinistra e swipe a destra.

Con la potenza di un singolo dito risponderemo a domande, esploreremo dungeon e segrete, affrontando combattimenti, patti demoniaci, amanti a cui non si può negare nulla, funghi allucinogeni e tante altre bizzare cazzate.

Rappresentati da carte a sblocco progressivo, tutti gli elementi di gioco sono interconnessi tra loro, formando un bagaglio di scelte che avranno ripercussioni sulle partite successive.

Lo scopo ultimo è sopravvivere il più a lungo possibile, soddisfacendo determinate condizioni e obiettivi.

L'impatto iniziale molto positivo viene presto smorzato dal ripetersi delle medesime carte, ammosciando l'entusiasmo dato dalla scoperta di nuovi personaggi e svolte narrative, mo…

Tricky Tower (2016)

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Weird Beard | PlayStation 4
Tricky Tower prende i tetramini, li rende soggetti a un pizzico di fisica, abolisce il concetto di "costruzione della partita" alla base di Tetris e ricostruisce un puzzle che pone l'accento su livelli singoli con obiettivi variabili.

Tra determinate altezze da raggiungere, raggi della morte da non superare, pezzi che variano di dimensioni e altre trovate, il gioco diverte, nonostante l'estetica generale, la terrificante assenza d'ispirazione e qualche plagio scandaloso (ascoltate la musica dell'ambientazione desertica e venitemi a dire se non richiama fortissimamente certe melodie care all'idraulico baffone) facciano sinceramente cagare.
Quando una meccanica è immortale (perché Tetris è tale) persino i cloni non falliscono.

FAST Racing NEO (2015)

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Shin'en Multimedia | Wii U
Prima di scrivere la mia opinione su FAST Racing NEO ho una premessa obbligatoria da fare: F-Zero GX è il mio gioco della vita, quello che porterei con me nella famosissima "isola deserta", un rituale di ripetizione annuale a cui non posso rinunciare, la donna amata che riconosco al buio semplicemente sfiorandone le curve, il capolavoro che consiglio a chiunque, videogiocatore o semplice curioso.

L'annuncio del racing game futuristico di Shin'en Multimedia ha generato, nel sottoscritto, aspettative forse troppo alte, conducendomi a un primo incontro, per alcuni versi, deludente e troppo severo.
Ho lasciato scemare il maledetto hype e, forte di rinnovata lucidità, ho immerso polpastrelli e sinapsi nella velocità supersonica di FAST Racing NEO, masticando la ciccia ludica del prodotto un boccone alla volta, senza fretta e senza preconcetti.

Il gioco offre un discreto numero di tracciati, suddivisi in coppe, da affrontare con un buon parc…

Child of Light (2014)

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Ubisoft Montréal | PlayStation 4
Avete voglia di un platform (dove la protagonista può volare) con combattimenti a turni (come i giochi di ruolo giapponesi), popolato da personaggi odiosi (fissati con le rime), una direzione artistica notevole (tranne per gli orrendi ritratti durante i dialoghi), un sistema di crescita e statistiche (sempre alla JRPG) asciutto e qualche enigma ambientale (le fottute casse) a chiudere il cerchio?

Bene, Child of Light potrebbe interessarvi, purché consapevoli delle semplici strutture e regole che ne compongono l'essenza.

Tutto è rilassante e appena accennato, ma l'insieme riesce a non venire presto a noia, proponendo un'esperienza piacevole ma non coinvolgente.
Tanta bella estetica ma una sostanza non pienamente appagante.

Batman (1989)

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Sunsoft | PC Engine
Sunsoft prende Batman, lo piazza in livelli labirintici, gli ordina di raccogliere un tot di oggetti in un tot di tempo, chiama qualche stronzo per accendere la serata e mette in mano al giocatore un puzzle game d'azione che potrebbe fare a meno di pipistrelli, pagliacci e bat-tone ("appizzo 'na sigaretta e songo da te, topolone volante mio!"), vista l'assoluta eccellenza del gameplay, così semplice, immediato e indicato per celebrare le festività che non si può che scuotere la testa in segno d'approvazione, lasciandosi andare alla stucchevole nenia di "un'altra e poi basta, lo giuro".
Il bat-esordio, su PC Engine, del bat-stoccafisso è la bat-vittoria della bat-semplicità, una bat-perla arcade travestita da bat-eroe, un bat-concerto di bat-giocabilità e bat-riflessi, un bellissimo bat-gioco.

Forza Motorsport 4 (2011)

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Turn 10 | Xbox 360


Ho sempre preferito i giochi di guida smaccatamente arcade, ma per Forza Motorsport (e Gran Turismo) il discorso cambia.

Pur non avendo mai guidato una Ferrari in vita mia, ed essendo privo delle competenze necessarie per definire riuscita una simulazione di guida, la serie della Turn 10 mi ha sempre regalato buonissime vibrazioni giocose, grazie al suo stile di guida completamente configurabile e adattabile a ogni esperienza, che riesce a premiare sia il guidatore tutto precisino sia lo scalmanato alla ricerca del brivido della velocità.

Che io trascorra molto del tempo di gioco (e di vita) gareggiando contro il tempo, con una misera utilitaria, sullo stesso tracciato e con qualche birretta in corpo non è rilevante ai fini dell'opinione generale su Forza Motorsport 4.
Ah, si può utilizzare pure Kinect (in vari modi)... Non vi dico le pazze risate.
Forza bello!

Primo Livello Reloaded #0003 - Fushigi no Oshiro Pit Pot (1985)

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Master System, Master System, Master System! Terzo appuntamento con la meravigliosa console a otto bit di SEGA, questa volta con il SEGA Mark III, ultimo aggiornamento di una serie di console/home computer realizzate da SEGA, a partire dal 1983, e vendute solo nel mercato giapponese.
Ma andiamo a presentare...
Fushigi no Oshiro Pit Pot 1985 | SEGA | SEGA Mark III

Uscito in formato SEGA Card nel 1985, Fushigi no Oshiro Pit Pot giunse in Europa con il nome di Pit Pot, in una cartuccia per Master System che conteneva pure il divertente Astro Warrior. La possibilità di modificare i livelli rimase esclusiva della versione giapponese, ma l'affascinante cripticità del titolo non ha subito stravolgimenti. Il gioco è un puzzle action "enigmistico", da risolvere martellata dopo martellata... 
Buona visione!
BarbaPlay: Fushigi no Oshiro Pit Pot - Pratice Level

Mentre ci accingiamo verso l'ingresso del tetro castello, la Strega lascia cadere il Martello Magico, unica difesa contro…

ZOO - Stagione 1 (2015)

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Jeff Pikner | Netflix
Un bel giorno, gli animali si rompono il cazzo e decidono di risolvere il problema del sovrappopolamento della Terra cominciando a maciullare quanta più feccia umana possibile.

Tra dialoghi imbarazzanti, ritmo soporifero, noia imperante e recitazione da provino per una parte ne "Il Segreto", "Zoo" è riuscito a risvegliare in me un inaspettato fervore nazi-vegano con annessa, empatica e ferale, rottura di coglioni.

Ho resistito fino alla terza puntata, con molta forza di spirito ed evidenti pulsioni masochistiche. 
Una produzione imbarazzante.