Call of Juarez: Bound in Blood (2012)

Techland | PlayStation 3

Nel corso degli ultimi anni ho maturato una certa disaffezione verso gli sparatutto in prima persona, tutti troppo simili e fastidiosamente fracassoni.

Sarà stato per il setting non particolarmente abusato, ma ho voluto dare una chance al gioco della Techland. Call of Juarez: Bound in Blood ci mette alla guida di due fratelli pistoleri, tuffandoci, senza troppe smancerie, all'interno di uno scenario western che non ha nessuna vergogna nel riproporre tutti i luoghi comuni più abusati del genere.

Tra guerra di secessione, indiani, duelli (molto sfiziosi), donne (dalle tette grosse) più o meno in pericolo e merda di cavallo, ascolteremo dialoghi che variano dall'insulso all'aberrante, falciando migliaia di nemici dall'intelligenza artificiale discreta, riparandoci dal piombo grazie all'intuitivo sistema di coperture dinamiche, cavalcano nella polvere e attivando prontamente il bullet time.

Call of Juarez: Bound in Blood riesce a mantenere alta l'attenzione grazie all'inaspettata varietà della propria proposta ludica, sorretta dal buon ritmo dell'azione a schermo.

Se amate gli sparatutto in soggettiva, masticate tabacco per colazione e adorate le conversazioni ruspanti, date una possibilità a questo videogioco.

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