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Visualizzazione dei post da Settembre, 2016

Wang Wen 惘闻 - Eight Horses (2014)

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New Noise | Cina
Figura di spicco del movimento musicale indipendente cinese, i veterani Wang Wen rappresentano, a modesto giudizio del sottoscritto, una delle migliori band dedite a quel caleidoscopio emozionale chiamato Post-Rock.

"Eight Horses" è carnale, straziante, delicato e pulsante, un spirito consapevole grondante cemento e lacrime, solitudine e contraddizioni, malinconia e furiosa ribellione.

Si avverte la vita contorcersi nei brani, ferita, repressa, confusa ma ostinatamente determinata nel non smarrire la propria umanità.
Cento minuti di spontanea empatia.
Bellissimo.

Eight Horses by Wang Wen

Wolf Children: Ame e Yuki i bambini lupo (2012)

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Mamoru Hosoda | Netflix
Delicato, poetico, divertente e toccante, l'opera di Mamoru Hosoda è un viaggio in compagnia di una figura, quella materna, e dell'inesorabile perpetuarsi della vita, del proprio dono d'amore che, crescendo, dovrà affrontare il futuro, e della speranza che protezione, sorrisi, aspettative e preoccupazioni possano donagli la forza di scegliere liberamente il proprio cammino.

"Wolf Children: Ame e Yuki I bambini lupo" avvolge e scalda il cuore, con infinito tatto e grande eleganza, una creazione personale ma universale, intimista ma collettiva.
Emozionante.

Planetes - Edizione Deluxe Volume 1 di 3 (2001)

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Makoto Yukimura | Panini Comics
La fantascienza, per essere buona, ha bisogno di rendere credibile la propria tecnologia, di dare profondità ai propri personaggi e d'affrontare temi importanti senza cadere nel pacchiano.

Con Planetes, Makoto Yukimura riesce a soddisfare tutti e tre i requisiti di cui sopra, affinando il proprio tratto pagina dopo pagina, mentre i protagonisti si stratificano, si evolvono, maturando insieme al lettore.
Il primo volume dell'opera spaziale di Yukimura convince e appassiona, rendendo obbligatorio l'acquisto del successivo.
Se amate lo Spazio e le belle storie, Planetes fa per voi.

Paul Chain - Life and Death (1989)

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Minotauro Records | Italia 
Un antico detto popolare proclama che "è meglio un morto in casa che un marchigiano alla porta", ma con Paul Chain non dovete preoccuparvi, perché porta lui il morto a casa vostra, lo prepara, gli canta svariate omelie e si allontana solitario verso prossime inumazioni.

L'esordio sulla lunga distanza del maestro del Doom Metal italico (e non) è un disco impregnato degli olezzi della morte, fedele e devoto alla tradizionale formula alchemica del genere.

Fanno una capatina evidenti influenze blues e hard rock, con le chitarre a farla da padrone, sempre impegnate ad arricchire di melodia il sound ruvido e verace dell'artista marchigiano.
Life and Death è la colonna sonora ideale per tenere lontano la calura, i turisti e la movida dalle vostre estati solitarie.

Il giardino delle parole (2013)

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Makoto Shinkai | Netflix
"Il giardino delle parole" distrae lo spettatore con la meravigliosa realizzazione tecnica e artistica, ne stuzzica la curiosità con una vicenda sufficientemente avvincente, si concede qualche bel momento intenso e alcuni dialoghi molto profondi, ma naufraga in un finale dallo sgradevole sapore da soap opera che, seppur imbellettata da introversa intelletualoide, pur sempre il conto alla sua natura dovrà saldare.
Tanta bellezza ma poco da dire.

Sfogliando Videogiochi #03 - MEGA Console N.5 (1994)

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Terzo appuntamento con questa meravigliosa, innovativa, evocativa e intrigante rubrica. Buona lettura.
Nota importante: I diritti su immagini ed estratti testuali appartengono ai rispettivi proprietari. Vengono riportate sul blog a solo scopo divulgativo e d'intrattenimento.
MEGA Console N.5 - Giugno 1994 - Futura Publishing - 5000 Lire
Prima rivista mono marca ad apparire in questa rubrica, MEGA Console era un acquisto quasi obbligatorio per tutti i possessori di console SEGA. Stile asciutto ma divertente, impaginazione lisergica, molte foto e tanto amore per la casa di Sonic.
Attenzione, contiene dosi abbondanti di Matteo Bittanti (che rima triste)!
Articoli interessanti: Sparkster parla! di Matteo Bittanti. Lunga intervista a Yutaka Haruki, vicedirettore del reparto ricerca e sviluppo su piattaforme SEGA di Konami.
Fumetti interattivi. Speciale sui videogiochi, per Megadrive e Mega CD, basati sui (buffissimi) supereroi dei fumetti americani.
Recensioni: Tomcat Alley (Mega CD) di Simon…

Full Auto 2: Battlelines (2006)

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Pseudo Interactive | PlayStation 3
Ci sono le auto, il turbo, le armi, ambienti distruttibili e rivali dalle vetture tutte uguali.

Una gara contro il tempo, una contro degli avversari e degli scontri alla Destruction Derby in arene di piccole dimensioni.

La grafica è un po' meh, la colonna sonora è tamarra come poche, la sensazione di velocità è minima e guidare mentre si cerca di sparare alle terga dei cattivoni non è proprio il massimo dell'immediatezza.

La "storia" che affiora nella modalità carriera è di un tenero che hai delle riserve nel mandarla a fanculo, mentre la noia sale e ti domandi: perché?
Mai nome di sviluppatore fu più pertinente al prodotto confezionato.

Entwined (2014)

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PixelOpus | PlayStation 4
Questo è un gioco per drogati, uno spacciatore interattivo pronto a regalare il proprio amore sintetico.

Entwined vi mette alla guida di un pesce e un volatile, da controllare simultaneamente con ambedue le levette analogiche, ambientato in scenari che "levati dal cazzo hippie, che ci sono solo le paste qui. Per favore.", mentre un pregiato tappeto sonoro elettronico manda in pappa quel po' che resta di sinapsi messe già a dura prova dall'esistenza triste e faticosa.

Si raccolgono cose e si passa attraverso altre, si avverte salire la scimmia della dipendenza e tutto il resto perde d'importanza, sfocando nella nebbia dello 'sticazzi.
Entwined è il viaggio sintetico che tutti gli sfattoni digitali bramano, un "WOW CHE CAZZO SUCCEDE" senza la frenesia e le complicazioni che una vita d'abusi comporta.
SIAO PELLI!
Nota: Tanto per chiarire, REZ gli caga in testa con arroganza.

The Booth at the End - Stagione 1 (2010)

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Cristopher Kubasik | Netflix
Otto persone con dei desideri, un solo uomo per esaudirli.

Ma nulla è gratis e il lato mostruoso dell'animo umano è capace di ogni efferratezza pur d'ottenere ciò che brama con maggiore intensità.

Nella prima stagione di "The Booth at the End" ci sono solo dialoghi, un singolo setting, persone e situazioni che s'intrecciano, ma questo minimalismo accresce ulteriormente la tensione dell'opera, sempre palpabile, fitta, concreta, affascinate come poche.

Originale, coinvolgente e scritta divinamente, questa serie è consigliata a chiunque apprezzi le produzioni con uno spessore contenutistico non banale e create con l'intento di resistere alle mode e alle tendenze del momento.
Intrigante.

5brani #01

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Rubrica musicale, totalmente personale, a cadenza da indovinare. Cinque brani (ma guarda che coincidenza) accuratamente selezionati dal vostro barbone di fiducia, con tanto di commentino simpa a seguire. Perché desiderare di più? Eh? Buon ascolto.
Heavy Metal, Hard Rock. Giappone. Dal 1980 al 1990. 
Il Giappone metallaro che tanto piace ai giovani fighetti come il sottoscritto. Alzate il volume, mischiate sakè e birra fredda e mettetevi comodi, che alla nostra età 'ste cazzate si pagano care.
In alto le mani cornute!

5X "Fantasy" dall'album "Carmen Maki's 5X" del 1983.
Melodie ruffiane, riffoni catchy e ritmo squadrato, dolce come 'nu babbà! Da cantare durante le notti malinconiche.

Cry-Max "Gerer Sord" dall' EP "Cry-Max" del 1987. Tiro pazzesco e vai di movimento di bacino sexy diversamente eterosessuale. Ottime le linee vocali.

EZO "I Walk Alone" dall'album "E▪Z▪O" del 1987. Che questo album sia uscito so…

Elskavon - Reveal (2014)

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Anthem Falls Music | USA


Siamo uomini sfiduciati, spinti all'odio, privi della speranza necessaria per guardare al domani, soffocati da un presente confuso, spesso pauroso, che avvertiamo non nostro.

Chris Bartels ha cercato di scacciare i propri demoni, aprendo gli occhi sul mondo con lo sguardo di un bambino, solcando paesaggi bagnati da una fresca pioggia autunnale, con i piedi nel fango e le mani a catturare il vento.

"Reveal" è un risveglio dolce, una voce amata che sussurra che "tutto andrà bene, stai tranquillo", una risata che nasce dal cuore e sboccia sul volto, la certezza che il futuro è lì, teso verso di te, curioso d'ascoltare la tua storia.

Melodie classiche, atmosfere soffuse, un pizzico di New Age e neppure un briciolo di rabbia.
Per chi ha bisogno di sperare.

Reveal by Elskavon

Bound (2016)

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Plastic, Santa Monica Studio | PlayStation 4
Il primo movimento che ho fatto effettuare al pupazzo digitale all'interno dello scenario finto, in Bound, mi ha provocato un brivido sconvolgente e inaspettato.

Inclinata la levetta analogica, ero pronto a vederlo scattare in avanti alla "solita maniera" e invece no, lei procede lentamente, accarezzandosi il pancione, premurosa verso la nuova vita che porta in grembo, meravigliosamente umana, fragile, madre in cerca di risposte da troppo tempo rimandate.

Quel brivido ha segnato tutta la mia relazione con il gioco dei Plastic, l'apice emotivo di una produzione che molte volte barcolla ma quando volteggia rapisce, annoia mentre pizzica corde sensibili e toccanti, appaga la voglia d'astratto e di bellezza ma non diverte. Sì, non diverte mai perché, palesemente, non vuole farlo. 
Bound è un gioco intimista, particolare, facilmente disprezzabile, quasi rotto e rivolto a un target che faccio fatica a inquadrare, ma alcuni f…

Warlord - Deliver Us (1983)

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Metal Blade Records
Ci sono momenti dove un uomo deve tornare alle proprie origini, rivalutare le proprie scelte, cotonarsi i capelli, sfoderare il chiodo con le spalline sproporzionate e spararsi nelle orecchie "Deliver Us" dei Warlord, certo della benevolenza del Dio Metallo.

Travolto da riff che non fanno bene alla cervicale, canticchiando gradasso melodie testosteroniche, il rinato metallaro alzerà al cielo un pugno cornuto e, stringendo con forza l'altra mano sul sacco scrotale, pronuncerà il Sacro Acuto, richiamo per le Armate del Valhalla.

Con sguardo fiero e occhio ammiccante, scrollerà l'ambigua criniera, indicando tutti gli infedeli seguaci della Musica Impura.

Solo allora potrà riposare, nel Regno Degli Unicorni d'Acciaio che Attirano le Tempeste Eterne, dove il Metallo regna sovrano.
"Deliver Us" è meravigliosamente meraviglioso.
AHHHHHHHHH!


Flower (2013)

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thatgamecompany | PlayStation 4
Conversione per PS4 del titolo uscito nel 2009 su PS3, Flower è un videogioco particolare anche ad anni dalla sua pubblicazione (e MOLTO più convincente di ABZÛ).

Incentrato interamente sul sensore di movimento del Dualshock, questo titolo ci metterà alla guida del vento.

Sarà nostro compito danzare tra vari fiori sparsi per i livelli, catturandone i petali e riportando la vita e il colore in un mondo grigio, inquinato e corrotto dall'uomo. Il messaggio ecologista è veicolato alla perfezione dal gameplay e il sistema di controllo regala un convincente senso d'immersione.

Tra colori vividi ed eccellenza sonora, si giunge con impeto al finale, catartico ed emozionante, bramosi di cavalcare nuovamente l'inafferrabile respiro della Terra. 
Giuro di non aver aderito a nessuna setta pseudo hippie e di non aver consumato alcuna sostanza stupefacente prima, dopo e durante l'utilizzo di questo gioco, anche se la tentazione di restare vestito solo…

The Hateful Eight (2015)

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Quentin Tarantino | Blu-Ray
Ho apprezzato quasi tutti i film di Tarantino, nonostante il citazionismo invadente di cui vengono accusati (spesso a ragione).

La volgare brillantezza dei dialoghi e la caratterizzazione sopra le righe dei personaggi, hanno sempre conferito ai lavori del regista uno stile particolare, riconoscibile, pieno di chiacchiere ma mai noioso.

The Hateful Eight fallisce proprio in questo.

La prima, lunghissima, parte avanza così lenta e goffa che gli sbadigli si sprecano, facilitati da scambi di battuta prevedibili, privi di mordente, banali.

Il film si risolleva nella parte conclusiva, ma l'espediente utilizzato è quello solito di Tarantino: esplosioni di plasma, cinismo e umorismo grottesco.
Una mezza delusione.
Ah, Samuel L. Jackson fa la sua porca figura, con una prestazione che regge l'intera baracca.

Call of Juarez: Bound in Blood (2012)

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Techland | PlayStation 3
Nel corso degli ultimi anni ho maturato una certa disaffezione verso gli sparatutto in prima persona, tutti troppo simili e fastidiosamente fracassoni.

Sarà stato per il setting non particolarmente abusato, ma ho voluto dare una chance al gioco della Techland. Call of Juarez: Bound in Blood ci mette alla guida di due fratelli pistoleri, tuffandoci, senza troppe smancerie, all'interno di uno scenario western che non ha nessuna vergogna nel riproporre tutti i luoghi comuni più abusati del genere.

Tra guerra di secessione, indiani, duelli (molto sfiziosi), donne (dalle tette grosse) più o meno in pericolo e merda di cavallo, ascolteremo dialoghi che variano dall'insulso all'aberrante, falciando migliaia di nemici dall'intelligenza artificiale discreta, riparandoci dal piombo grazie all'intuitivo sistema di coperture dinamiche, cavalcano nella polvere e attivando prontamente il bullet time.

Call of Juarez: Bound in Blood riesce a mantenere alta…

Unravel (2016)

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ColdWorld Interactive | PlayStation 4
Unravel ci prova, con convinzione e sicuro dei propri mezzi.

Dietro i colori cangianti e l'atmosfera malinconica-puccettosa si nasconde un platform fortemente incentrato sulla risoluzione di puzzle ambientali, dove il saltare è spesso l'atto finale di uno studio dei vari elementi presenti nello stage.

C'è anche una storia forzatamente emozionale che cerca di in tutti i modi di commuovere, intrigare, creare empatia lanosa ma che inciampa in un intreccio pieno di cliché e musicato da melodie da odio immediato, fastidiose e irritanti come la ricrescita dei peli pubici dopo una rasatura completa.

Ci si toglie qualche sfizio logico con il titolo dei ColdWorld Interactive, ma la bellezza salterina non rientra nel codice del gioco.
Un Limbo bipolare, più colorato, bello da guardare e sfizioso da giocare, con delle musiche da rigonfiamento testicolare e una naturale inclinazione alla tragedia hipster.


Primo Livello Reloaded #0002 - Captain Silver (1988)

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Eccomi di ritorno, nuovamente al cospetto del Master "Fucking" System ma, questa volta, in compagnia di un gioco che provoca una mortalità oraria da far impallidire la peggiore delle epidemie. Altro che Dark Souls (LOL)!
Signori e signore, ecco a voi...
Captain Silver
1988 | SEGA | Master System

Versione per Master System (realizzata da SEGA) del titolo arcade di Data East, Captain Silver è un brutalissimo action platform ad ambientazione piratesca. L'elevata difficoltà mette subito le carte in mostra: impara a memoria i pattern dei nemici e la struttura del livello altrimenti fottiti e muori. Male. Ho ricordi piacevolissimi di questo titolo, quando, nei lunghi inverni della mia giovinezza, insieme a un caro amico (ciao Massimo), ci scambiavamo il pad dopo una lunga sequenza di brutte figure, tra risate, qualche spintone e tanta spensieratezza. Ma lasciamo da parte nostalgici momenti di vita e andiamo a presentare questo secondo gameplay.
BarbaPlay: Captain Silver - Scene …

Hana Samurai: Art of the Sword (2012)

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Grounding Inc. | Nintendo | 3DS


Come molti sapranno, Nintendo ha lanciato, ormai da qualche mese, il nuovo "servizio fedeltà", classico catalogo di premi digitali in cui spendere le varie monete raccolte acquistando i giochi negli shop online della casa di Kyoto.

Ho scoperto questo giochillo dei giapponesi Grounding Inc. (pubblicato dalla stessa Nintendo) grazie a un coupon di sconto presente nel suddetto programma (My Nintendo).

Scarico il tutto, spendendo meno di cinque euro e pigio sul touch screen, quasi controvoglia.

BOOM! Il cervello esplode per il troppo amore, deflagrando in un milione di cuoricini organici!

Immaginate una versione super evoluta di Punch-Out ad ambientazione orientale, con un combat system completamente incentrato sul tempismo e la schivata fulminea, qualche lieve spruzzata di GDR, un numero consistente di livelli d'affrontare, boss fight divertentissime, mini-giochi deliranti, una trama banale ma godibile e tanto fottutissimo divertimento arcade…

Hubris - Emersion (2015)

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Friendly Fire Distro | Svizzera 

La chiave di lettura dell'esordio discografico degli svizzeri Hubris è l'efficacia.

Sì, proprio lei, indispensabile per giungere direttamente al nocciolo della situazione.

Pur non inventando nulla di nuovo, la band sfrutta a fondo le buonissime capacità tecniche per imbastire convincenti trame sonore, intrecci musicali ad alta digeribilità armonica.

Lo scorrere dei minuti diventa fluido, gradevole e indovinate aperture rock iniettano quel pizzico d'adrenalina necessaria a mantenere alta l'attenzione.

Nessun brano trafigge il cuore, ma Emersion è pappa buona per orecchie affamate.
Consigliato a chi non vuole troppe sorprese ma solo ottima musica.

Emersion - Full album by Hubris.

Redungeon (2016)

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Nitrome | Android
Redungeon non inventa nulla, non innova, non osa, non stupisce.

Redungeon è un giochino tra milioni di altri giochini, ma l'ho scaricato in un pomeriggio di noia e ne sono rimasto rapito.

Livelli generati in maniera casuale, vari personaggi da sbloccare (e potenziare), un fottio di nemici/pericoli da evitare con riflessi da giovinetto, grafica pixellosa e musica martellante, odiose pubblicità (che ho rimosso prontamente, sganciando quasi quattro euro) e immancabili acquisti in app.

Redungeon ha il ritmo nel sangue (#ciaoamicoafro) e appaga il giusto in piccole, gustosissime, dosi.
Tra un peto e un bestemmione, l'infame infante di Nitrome ha trovato spazio nella mia schermata principale, vicino vicino all'icona di Facebook.

Primo Livello Reloaded #0001 - Air Rescue (1993)

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Torna anche su Barbagamer Micro una delle rubriche che più mi divertiva fare sul vecchio blog: Primo Livello, una versione estremamente povera dei classici gameplay che trovate sul tubo, ma dedicata solo al primo stage (potete smettere di vomitare adesso?) del gioco preso in esame, senza ulteriori elementi di contorno. Per rilanciare questa originalissima (...) idea ho cercato per giorni un nome che potesse convincermi, combattuto tra fantasie di dubbio gusto ed eclatanti impeti di genio, quando eccolo giungere a me in ecclesiastica beatitudine:
Primo Livello Reloaded!
Semplice, diretto e banale come la morte. In questa nuova incarnazione aggiungerò anche un'opinione veloce sull'impatto iniziale, i primi dieci minuti che tutti gli sviluppatori odierni riempiono d'effetti speciali e che decretavano, in un lontano passato, il successo commerciale di un buon coin-op.
Dopo questo papiro vi lascio  in compagnia di...

Air Rescue 1993 | SEGA | Master System

Versione casalinga dell…

Downwell (2016)

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Moppin | PlayStation 4
Vorrei prendere Ojiro Fumoto (creatore di Downwell) in braccio e, accarezzandolo con infinita dolcezza, sussurrargli nelle orecchie solo parole d'amore.

Downwell è un salta-precipita-spara-faidellecombopazzesche-roguelike così compiuto, convincente ed esaltante che fiumi di parole non potranno mai rendergli giustizia.

Avevo già "premiato" cotanto zucchero digitale in questo articolo su Pixelflood.it, ma, approfittando dell'uscita nello store di Sony, volevo obbligarvi all'acquisto, qualora qualche folle non abbia provveduto, nel tempo trascorso, a sganciare denari al talentuosissimo e ultra-sexy Fumoto.

Downwell è il piacere del gioco, la sintesi concreta di una filosofia di game design puramente arcade, l'essenzialità più incontaminata e funzionale.
COMPRATELOH!11!1!!!1!11!!!

The Unfinished Swan (2012)

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Giant Sparrow | PlayStation 4
Vorrei proprio sapere chi ha detto ai tizi di Giant Sparrow che girare in scenari bianchi, sparando palline d'inchiostro con l'intento di capire dove andare, possa ritenersi anche minimamente interessante.

Tolto il primo, riuscito, impatto estetico, The Unfinished Swan svela la propria misera natura di simulatore di passeggiata senza nulla da dire.

La storia che ci troveremo a svelare è coinvolgente come un incontro, al centro anziani, con i sopravvissuti alla sfida di bocce e l'attività principale, cioè sparare delle palline d'inchiostro a caso, si trasforma in una goccia di speranza in un mare d'inconcludenza.
Camminate noiose in una storia senza sapore.



Sherlock (2010)

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Steven Moffat, Mark Gatiss | Netflix
Alan Turing e Bilbo Baggins decidono di dimostrare al mondo intero il loro amore per Sir Arthur Conan Doyle, partecipando a una fiera di videogiochi come cosplayer di Sherlock Holmes e John "Elementare" Watson. Purtroppo lo sciame di debosciati gli urla contro "chi kazzo sareste?", "Sean Murray è più autentico di voi merde", "lodate il Sole, vero?", causando profondo scoramento nell'animo dei nostri impavidi beneamini. Per non buttare alle ortiche i soldi spesi dalla sarta consigliata dall'amica bona, i due giovanotti si rivolgono a un gruppetto di registi freschi di laurea in telefilm e lanciano nell'etere una serie televisiva che è figa e piacevole da guardare.
Il resto della storia la conoscete tutti, vero?

Sfogliando Videogiochi #02 - Game Power N.46 (1996)

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Secondo (lunghissimo!!!) appuntamento con Sfogliando Videogiochi, rubrica dedicata al ripescaggio nostalgico di numeri casuali di varie riviste di videogiochi, accumulate durante lunghi anni d'acquisto compulsivo. Buona lettura.
Nota importante: I diritti su immagini ed estratti testuali appartengono ai rispettivi proprietari. Vengono riportate sul blog a solo scopo divulgativo e d'intrattenimento.
Game Power. N.46 - Gennaio 1996 - Studio VIT - 6000 Lire
Tutti i lettori più anzianotti (barzotti) ricorderanno l'amichevole rivalità tra Game Power e Consolemania. Bene, seppur simpatizzante per l'armata Xenia, non disdegnavo la pubblicazione dello Studio VIT. Numero bello massiccio, pieno di recensioni per svariati sistemi.

Articoli interessanti:
Il rombo della moto SEGA di Nicolasan. Intervista alla gente di AM3, responsabili del progetto ManxTT, arcade motociclistico made in SEGA.
Ultra certezze di Trust e Nicolasan. Speciale dedicato al Nintendo 64.
Una console senza fissa di…

Web Junkie (2013)

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Hilla Medalia, Shosh Shlam | Netflix
La Cina è stata la prima nazione al mondo a dichiarare la dipendenza da internet una malattia psichiatrica.
Il governo ha realizzato centinaia di centri di recupero, ricolmi di ragazzini minorenni, in cui si cerca di "correggere" questa piaga sociale mediante medicine, isolamento, disciplina militare e terapie di famiglia.

Web Junkie ci porta all'interno di uno di queste scuole correttive, lasciandoci lì, senza una voce guida, spaesati, depressi e impauriti come adolescenti, "ospitati" con l'inganno o la forza.

Tra sessioni da trecento ore ininterrotte a World of Warcraft, storie d'amore adolescenziali vissute nel web e vite interrotte, lo squarcio di una società che pretende operatività e dedizione massima mostra il proprio lato più spaventoso e angosciante.

Ciò che emerge con maggiore forza è la terribile solitudine d'intere famiglie, incapaci d'oliare i meccanismi di rapporti affettivi che vadano oltre la …

Il Calderone del Barbone #01

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Nasce oggi la seconda rubrica del blog (tranquilli, pure questa a cadenza totalmente casuale): Il Calderone del Barbone! Percepisco la vostra eccitazione, le mutande e le merendine le prendo dopo. Cosa troverete all'interno di questa ennesima cazzata? Opinioni brevi e spesso sconce, erratissime prime impressioni e tutte le mie minchiate sui prodotti d'intrattenimento che non mi hanno spinto a scrivere su di loro più di tre righe di testo, raggruppate in un singolo post e (belle) pronte da leggere.

Ciao e saluti a casa.

Due film, un fumetto e un videogioco. Uno brutto in culo, uno diversamente divertente, l'altro più in forma che mai e l'ultimo orgogliosamente e ostinatamente classico. Cominciamo.


L'acchiappasogni (2003, Lawrence Kasdan) | Per un romanzo del cazzo ci vuole un film del cazzo. Fottuto Kubrick, hai rovinato la qualità media degli adattamenti su pellicola dei libri di King.
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Bagliori nel buio (1993, Robert Lieberman) | Una fantastica storia vera fantast…

Adventure Island: The Beginning (2009)

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Hudson Soft | Wii

Chiunque di voi abbia vissuto l'epoca d'oro delle sale giochi ricorderà Wonder Boy, giusto? Di cosa parlo? Il ragazzino biondo preistorico armato d'ascia e skate? Dai, non vi dice nulla? Proviamo con una bella immagine...
Quante duecento lire gettate dentro il cabinato, quanta meraviglia, quanta bellezza. Azione frenetica, controlli puliti e una cattiveria da vero stronzo.
Hudson Soft si occupò di adattare il tutto per il Nintendo a otto bit, rinominando il gioco Adventure Island e sostituendo il protagonista con la mascotte vivente, sconosciuta in occidente, della casa giapponese (Takahashi Meijin), creando una fortunata serie di giochi dal buon valore complessivo, divertenti, giocabili e infami almeno quanto il capostipite. Ennesima immagine a seguire.
Nel 2009, la Hudson Soft decide di riesumare l'anacronistica carcassa della (ex) star Takahashi Meijin, pubblicando, sullo store digitale del Wii, Adventure Island: The Beginning. Per creare la giusta…

Jiro e l'arte del sushi (2011)

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David Gelb | Netflix

La visione di questo documentario mi ha inquietato, ponendomi dinnanzi agli occhi una filosofia di vita che reputo "inumana" e "spaventosa", ma indispensabile per lasciare traccia del proprio passaggio nel delirio chiamato storia.

Jiro è l'incarnazione della dedizione più assoluta al proprio lavoro, perno centrale e ragione di vita, un costante migliorarsi per raggiungere una perfezione inafferrabile e beffarda.

Jiro è il cuoco di sushi più rinomato al mondo, premiato con tre stelle dalla guida Michelin alla veneranda età di ottantacinque anni e dedito al proprio lavoro da più di settantacinque anni.

Jiro ha due figli che non lo hanno conosciuto se non dopo aver intrapreso la medesima carriera, sovrastati da un'ombra che si nutre di abilità e fama, destinati a percorrere un sentiero già solcato, ma evitandone con riverenza la parte più illuminata.

Jiro ripete gli stessi gesti per  progredire, evolversi e ricominciare dal principio, schi…